Shock fiscale a confronto: perché il Paese più povero dell’UE attrae gli imprenditori tedeschi
Miliardi di persone stanno lasciando il Paese: la “flat tax” bulgara è la soluzione al nostro caos fiscale?
La Germania soffre di uno dei sistemi fiscali più complessi e costosi al mondo. Miliardi di capitali defluiscono all’estero ogni anno, mentre piccole imprese, grandi aziende e cittadini gemono sotto un opprimente fardello burocratico. Uno sguardo all’Europa orientale, tuttavia, mostra che esiste una strada completamente diversa. La Bulgaria, il più povero Stato membro dell’UE, si affida da oltre un decennio a una “tassa fissa” radicalmente semplice del 10% su redditi e utili societari, con un successo sorprendente. Il sistema fiscale è così semplice da attrarre investitori da tutto il mondo e da aver persino dato filo da torcere al Fondo Monetario Internazionale. Ma questo modello radicale potrebbe essere semplicemente trasferito alla più grande economia europea? Un affascinante esperimento mentale economico rivela perché un’aliquota fiscale tedesca del 10% sconvolgerebbe il nostro stato sociale e quali lezioni fondamentali Berlino deve urgentemente imparare da Sofia.
Imposta fissa anziché tassazione progressiva: cosa la Germania potrebbe imparare dalla Bulgaria (e cosa non potrebbe)
Il miracolo fiscale bulgaro: un sistema che provoca
Oggettivamente parlando, la Bulgaria è il Paese più povero dell’Unione Europea. Nonostante i continui progressi, il suo PIL pro capite rimane significativamente inferiore alla media UE, gran parte delle sue infrastrutture necessita di riparazioni e la corruzione e l’emigrazione di lavoratori qualificati rappresentano problemi strutturali persistenti. Eppure, questo Paese ha raggiunto un risultato in termini di tassazione che imprenditori ed economisti tedeschi sognano da decenni: tassa gli utili e i redditi delle società con un’aliquota semplice e fissa del 10%, senza scaglioni complicati, senza una miriade di eccezioni e senza il percorso a ostacoli burocratico che la legislazione fiscale tedesca impone ai suoi contribuenti.
Dal 2008, l’imposta sulle società in Bulgaria è fissata al 10%, la seconda aliquota più bassa di tutta l’Unione Europea, superata solo dall’Ungheria con il 9%. A questa si aggiunge un’imposta sul reddito delle persone fisiche, anch’essa con un’aliquota fissa del 10%, e un’imposta sui dividendi di appena il 5%. In Bulgaria non esiste alcuna imposta sul commercio. Questo modello rende il Paese non solo una destinazione a bassa tassazione, ma anche un esempio lampante di semplicità fiscale.
La storia di questa riforma è straordinaria. Alla fine di luglio 2007, il governo bulgaro annunciò l’intenzione di introdurre un nuovo sistema di imposta sul reddito, un’aliquota fissa del 10%, a partire dall’anno fiscale 2008. Questo nuovo sistema avrebbe dovuto sostituire l’attuale sistema progressivo a quattro aliquote. Il Fondo Monetario Internazionale avvertì esplicitamente all’epoca di significative perdite di gettito. Il governo bulgaro ignorò questo avvertimento, e la realtà gli diede ragione: invece dei previsti deficit di bilancio, le entrate fiscali aumentarono fino al 40% dopo l’introduzione del nuovo sistema, e il 2007 registrò un record di investimenti diretti esteri, con afflussi di capitali pari a quasi 14 miliardi di euro.
Il sistema fiscale tedesco: complesso, oneroso e gravoso
Per comprendere la portata di un ipotetico cambiamento di sistema, occorre innanzitutto considerare il sistema fiscale tedesco in tutta la sua complessità. Nel 2024, la Germania ha riscosso un totale di circa 947,7 miliardi di euro di imposte prima della ripartizione tra governo federale, Länder e comuni, con un incremento del 3,5% rispetto all’anno precedente. L’imposta sul reddito, pari a circa 248,9 miliardi di euro, è stata la seconda fonte di entrate dopo l’imposta sul valore aggiunto (IVA), che ha generato 302,1 miliardi di euro.
In Germania, la tassazione delle società si basa su una complessa interazione di diverse tipologie di imposte. Una GmbH (società a responsabilità limitata) paga inizialmente un’imposta sul reddito delle società pari al 15% del suo utile imponibile annuo, più una sovrattassa di solidarietà del 5,5% sull’imposta sul reddito delle società, con un conseguente onere fiscale effettivo sul reddito delle società pari a circa il 15,825%. A ciò si aggiunge l’imposta sulle attività commerciali, che varia considerevolmente a seconda del comune – a Monaco il moltiplicatore è del 490%, a Berlino del 410% e a Lipsia del 460% – determinando un’aliquota effettiva sull’imposta sulle attività commerciali di circa il 15%. L’onere fiscale effettivo totale, derivante dall’imposta sul reddito delle società e dall’imposta sulle attività commerciali, si attesta quindi generalmente tra il 23 e il 30%.
Se un azionista desidera prelevare questi utili tassati dalla società, entra in gioco un ulteriore livello di tassazione: l’imposta sulle plusvalenze del 25%, più una sovrattassa di solidarietà e, se applicabile, l’imposta ecclesiastica. Il carico fiscale totale sugli utili della società percepiti dal singolo individuo può quindi superare il 40%. Il Centro per la ricerca economica europea (ZEW) dimostra chiaramente nei suoi studi che le imprese in Germania non solo sono soggette a un elevato carico fiscale effettivo rispetto alla media internazionale, ma si trovano anche ad affrontare notevoli svantaggi nella competizione per i dipendenti altamente qualificati. Per consentire a un dipendente altamente qualificato di guadagnare un reddito netto di 100.000 euro al netto di imposte e contributi previdenziali, un’azienda tedesca deve investire quasi 200.000 euro, mentre in Svizzera la cifra è inferiore a 130.000 euro.
In Germania, le persone fisiche sono soggette a un sistema di imposta sul reddito progressiva, con un’aliquota minima del 14% e un’aliquota massima del 42%, attualmente applicata ai redditi imponibili compresi tra circa 66.000 e 68.000 euro. A ciò si aggiunge la cosiddetta “imposta patrimoniale” del 45% per i redditi superiori a circa 277.000 euro, nonché una sovrattassa di solidarietà per alcuni contribuenti. Le entrate derivanti dall’imposta sulle società sono ammontate a circa 39,8 miliardi di euro nel 2024, dopo aver raggiunto il massimo storico di 46,3 miliardi di euro nel 2022.
Confronto diretto delle architetture fiscali
Il contrasto tra i due sistemi fiscali può essere descritto con precisione lungo diverse dimensioni. A livello di imposta sulle società, l’aliquota trasparente del 10% in Bulgaria si contrappone al sistema tedesco che grava sulle imprese con tre diverse tipologie di imposte, generando un carico fiscale totale compreso tra il 23 e il 30%. Per l’imposta sul reddito, la Bulgaria utilizza un’aliquota unica per tutti i livelli di reddito, mentre la Germania adotta un sistema fiscale a più scaglioni che può raggiungere il 45% con l’aliquota massima. La Bulgaria non prevede un’imposta sul commercio; in Germania, invece, rappresenta un’importante fonte di entrate per gli enti locali, generando oltre 75 miliardi di euro solo nel 2023.
Una differenza particolarmente significativa riguarda la tassazione dei dividendi: in Bulgaria, la distribuzione degli utili agli azionisti è soggetta a una ritenuta alla fonte fissa del 5%. In Germania, la distribuzione è tassata con una ritenuta alla fonte fissa del 25%, che, combinata con l’aliquota dell’imposta sulle…
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Konrad Wolfenstein
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