Sinergie territoriali, sì dei candidati sindaco a decentramento e partecipazione civica. E la battuta di Lamberti sul Paradiso…



Si è tenuto nella serata odierna, presso la Sala Perri di Palazzo Alvaro a Piazza Italia, l’evento “Sinergie territoriali: governance partecipata tra cittadinanza ed enti locali”. Un incontro-dibattito con i Candidati alla carica di Sindaco del comune di Reggio Calabria promosso da “DEMOS”, rete informale per la partecipazione civica, apartitica ed eterogenea, orientata a “Perseguire Insieme il Bene Comune”. I 3 candidati (Cannizzaro assente per impegni istituzionali fuori Regione), sono stati interpellati sul ruolo che la “Partecipazione Civica” avrà nel loro programma di governo e, nel contempo, su una specifica proposta che riguarda l’assetto amministrativo della nuova architettura territoriale.

Proposta che ha trovato, sostanzialmente, tutti e 3 i candidati d’accordo in merito all’attivazione di una rete di sinergie territoriali e una governance partecipata partendo dall’istituzione di un assessorato al decentramento e alla partecipazione civica, assieme alla creazione di un “presidio di partecipazione civica circoscrizionale“, nelle istituende cinque Circoscrizioni cittadine.

Battaglia: “città che non dà lavoro e non dà cura non è una città”

Domenico Battaglia ha ricordato la sua esperienza ‘politica’ iniziata al Liceo Classico, con la candidatura al consiglio di distretto: “posso dire tranquillamente, pur essendo nato in una famiglia che di politica ne masticava mattina, mezzogiorno e sera, il mio vero battesimo è stato proprio quello, perché poi da lì mi sono appassionato dall’idea della politica partecipata, dall’idea che potesse essere data voce perché poi di quello si tratta. Voi avete parlato giustamente di strumenti già esistenti, la Costituzione italiana, l’articolo 117 della Costituzione, il 118 declina una serie di possibilità che, se colte, si traducono in azioni politiche.

È lodevolissima la vostra proposta che sento di accogliere e di fare mia. Cittadinanza attiva significa uscire dalla comfort zone, di chi punta l’indice, quando ha la possibilità, si tira indietro. Io dico, più cittadini, più esperienze, più territorio si affaccia e si contamina con la gestione della politica, meglio la politica assolve a quella che è il suo alto senso, alla politica con la sua quarta accezione, con la P maiuscola, servizio al territorio, ai cittadini, alle comunità, come io l’ho sempre interpretato.

È vero che la sanità non è di competenza comunale, ma è pure vero che il sindaco è il primo responsabile della sanità cittadina. Allora, per creare condizioni per scalare gli ultimi posti a cui siamo condannati, da impietose classifiche, io dico, non si può amministrare bene, non può esserci una proposta di città vincente se non c’è la possibilità di curarsi bene.

Una città che non dà lavoro e non dà cura non è una città. E allora il Comune deve essere comunque sempre il motore per il raggiungimento dei risultati importanti. Noi siamo quelli che abbiamo istituito i cinque municipi, quindi abbiamo voluto che ritornassero queste sentinelle nei territori di una città che ha il quinto territorio d’Italia, quindi un territorio vasto.

Questa è l’idea che ci debbano essere dei presidi cittadini territoriali, cerniere di collegamento con l’amministrazione comunale, è assolutamente nelle nostre linee di mandato e l’abbiamo realizzato proprio in chiusura“.

Saverio Pazzano e la proposta da Barcellona

Nell’intervento di Saverio Pazzano anche una proposta internazionale: “la democrazia partecipata è una tautologia, cioè è una parola che già contiene il suo significato, una democrazia se non è partecipata non è democrazia, direi, non è democrazia se non è partecipata, se non è paritaria, se non è intersezionale, cioè se non tiene insieme i mondi, la complessità, le difficoltà, le esigenze, se non tiene dentro la Costituzione. Dunque, posso dire che le proposte che arrivano da Demos non sono solo accoglibili, ma direi assolutamente necessarie.

Lo dico anche in relazione chiaramente alla nostra proposta politica e al nostro programma che è nata come proposta, come esigenza, come Strada, appunto, diversi anni fa, proprio per recuperare questo scollamento che esiste ed è, come dire, incontrovertibile, insomma, che esista fra la pubblica amministrazione, fra il comune e la cittadinanza. E’ uno scollamento profondo, radicato, che non viene dai regolamenti, perché i regolamenti non ci sono, ma quasi il 70% dei regolamenti, l’ho detto diverse volte e non ho timore di essere smentito, sono sostanzialmente carte deliberate dai consigli comunali nei vari anni, non solo nell’ultima consigliatura o nella precedente, ma anche dai commissari, alcuni sono, sostanzialmente, posati lì.

Non solo è indispensabile l’assessorato al decentramento e alla partecipazione civica, non solo è necessario e indispensabile il presidio di partecipazione civica circoscrizionale, ma anche il monitoraggio costante della realizzazione, degli obiettivi, del funzionamento non dei regolamenti, ma anche nella macchina amministrativa che quei regolamenti dovrebbe, appunto, eseguire. E dei politici, dei consiglieri comunali, della giunta che dovrebbero, attraverso un indirizzo politico, rendere effettivi quei regolamenti.

Ecco, dunque, l’accoglimento di queste proposte, che credo vedranno tutti d’accordo, in realtà deve essere l’accoglimento di una stagione nuova rispetto alla partecipazione. E’ questo che chiedo, che chiediamo a tutti noi candidati a sindaco, perché necessariamente la legge dei numeri, tre perderanno voti e uno vincerà. Ma il tema non è vincere le elezioni o perderle. Il 24-25 è un passaggio in cui qualcuno vincerà e qualcuno perderà. Il tema è governare dal 26 maggio. Questo è il tema.
Il tema è governare e gestire la città dal 26 maggio. E si governa dalla maggioranza, ma anche dall’opposizione.

L’opposizione governa dall’opposizione, aggrappandosi con le unghie e con i denti a qualsiasi regolamento. E allora, innanzitutto, è necessario che prendiamo tutti questi impegni, perché questo vuol dire che verranno istituite queste cose. Però, allo stesso tempo, va risolto il noto che è quello rispetto alla verifica, all’efficienza, all’efficacia, alla trasparenza, che sono i principi saldi della pubblica amministrazione, rispetto ai regolamenti che la stessa pubblica amministrazione,
che si è data con i propri indirizzi politici.

Faccio una proposta, spero concreta, e che si sposa pienamente con la proposta che voi fate: noi ci siamo abbattuti in questi anni perché il bilancio partecipativo, che è una cosa deliberata, deve essere realizzata. Il bilancio partecipativo e il bilancio di genere. E allora lo proponiamo a tutti i candidati: l’acquisizione di un software, di una piattaforma che ha inventato la municipalità di Barcellona, in Spagna,
e che oggi è in realtà in quasi tutte le grandi città europee, ma anche nelle piccole e medie città italiane, che è la piattaforma Decidim, che significa decidiamo. È una piattaforma di trasparenza, di partecipazione, che prevede il coinvolgimento di migliaia di persone contemporaneamente.

Una modularità, cioè ci sono appunto degli interventi modulari, è appunto la promozione dell’intelligenza, non artificiale, dell’intelligenza collettiva, che è l’intelligenza di una città, perché questa è ritenuta città di…


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 Mirko Spadaro

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