A Prato (Toscana) si vota in anticipo in quanto la sindaca Ilaria Bugetti, del Partito Democratico, si è dimessa nel giugno 2025 dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per corruzione, a poco più di un anno dall’elezione, e la città è stata commissariata per la prima volta nella sua storia. Il centrosinistra ha scelto Matteo Biffoni, già sindaco di Prato per due mandati fino al 2024, sostenuto dal Partito Democratico, da Alleanza Verdi-Sinistra, dal Movimento 5 Stelle e dalla lista Casa Riformista. Il centrodestra candida Gianluca Banchelli, dirigente di Fratelli d’Italia, con Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Completano il quadro il civico liberale Jonathan Targetti e altri tre candidati minori.
A Reggio Calabria (Calabria) il centrodestra punta su Francesco Cannizzaro, deputato e vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, con una coalizione che mette insieme l’intero perimetro di governo nazionale più Azione di Calenda. Il centrosinistra è guidato da Domenico Battaglia, ex vicesindaco e attuale sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà, con una coalizione di cui fanno parte Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Casa Riformista e tre liste civiche.
A Salerno (Campania) si presenta Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione Campania per due mandati. Dopo due mandati anche da sindaco, oltre vent’anni fa, De Luca prova un ritorno alla guida della città in cui è cresciuto politicamente. Lo sostiene una coalizione che comprende il Partito Democratico, i Cristiani Democratici e diverse liste personali, ma non il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, che hanno costruito una candidatura alternativa con l’avvocato Franco Massimo Lanocita. Il centrodestra schiera Gherardo Maria Marenghi, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati, mentre Azione corre insieme a Noi Popolari – UdC con il civico Armando Zambrano.
Ad Andria (Puglia) la sindaca uscente Giovanna Bruno, del Partito Democratico, cerca un secondo mandato con una coalizione comprende il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Azione, oltre alle liste civiche. Il centrodestra le contrappone Sabino Napolitano, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e da una lista di Nuovo PSI-Io Sud.
Ad Arezzo (Toscana) il sindaco uscente Alessandro Ghinelli, indipendente di centrodestra, lascia dopo due mandati e non può ricandidarsi. Il centrodestra punta su Marcello Comanducci, imprenditore del settore alberghiero, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla lista civica Fare. Il centrosinistra candida Vincenzo Ceccarelli, ex assessore regionale, con una coalizione che comprende Partito Democratico, AVS, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista. A pesare sul risultato è la terza candidatura di Marco Donati, ex parlamentare del Partito Democratico che corre come civico con il sostegno di Azione.
A Pistoia (Toscana) il centrodestra rischia di perdere una città conquistata nel 2017. Il sindaco uscente Alessandro Tomasi, di Fratelli d’Italia, ha governato per due mandati e nell’autunno 2025 è stato eletto in consiglio regionale, lasciando la guida del Comune alla vicesindaca Anna Maria Celesti. È proprio Celesti la candidata del centrodestra, in continuità con la giunta uscente, sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Unione di Centro. Il centrosinistra schiera Giovanni Capecchi, professore universitario scelto attraverso le primarie di coalizione, con il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Rifondazione Comunista.
A Marsala (Sicilia) il centrodestra si presenta diviso. La coalizione ufficiale, con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, ha scelto l’ex sindaca Giulia Adamo, ma il sindaco uscente Massimo Grillo, anch’egli di area moderata, si ricandida per conto proprio con l’Unione di Centro e alcune liste civiche. Sono quindi due i candidati riconducibili al centrodestra. Il centrosinistra schiera Andreana Patti, sostenuta dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Socialista e da Alleanza Verdi-Sinistra. A loro si aggiunge il civico Leonardo Curatolo. Come negli altri comuni siciliani, al primo turno basta il 40 per cento dei voti per essere eletti.
A Imola (Emilia-Romagna) il sindaco uscente Marco Panieri, del Partito Democratico, cerca il secondo mandato con una coalizione di centrosinistra che comprende Alleanza Verdi-Sinistra e alcune liste civiche. Il centrodestra candida Nicolas Vacchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. A differenza delle città toscane, qui il Movimento 5 Stelle non è alleato del Partito Democratico. L’ex capogruppo Ezio Roi corre da solo con una lista civica autonoma dopo aver rifiutato l’intesa di campo largo. Si candida anche Paola Lanzon, ex esponente del Partito Democratico, con una lista civica che ha l’appoggio esterno della Lega.
A Chieti (Abruzzo) la coalizione di centrosinistra unisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra dietro Giovanni Legnini, ex commissario per la ricostruzione del Centro Italia dopo il terremoto. Il centrodestra ufficiale è guidato da Cristiano Sicari con Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati. La Lega, particolarità del caso abruzzese, si è invece staccata e sostiene il candidato civico Mario Colantonio insieme all’Unione di Centro.
A Mantova (Lombardia) il centrosinistra arriva al voto diviso. Il candidato Andrea Murari unisce Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Azione e una lista personale. Il centrodestra schiera Raffaele Zancuoghi con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Unione di Centro. Il Movimento 5 Stelle ha rotto la trattativa con il Partito Democratico e candida da solo Mirko Granato.
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