La notizia centrale riguarda la risposta di Unilav al comunicato stampa diffuso dalla UILTuCS, con una presa di posizione ufficiale indirizzata anche al Rettore dell’Università degli Studi di Messina, prof.ssa Giovanna Spatari. La società partecipata interviene per chiarire la propria posizione sulla disponibilità dei locali, sulla sede legale e sull’organizzazione della riunione sindacale, confermando che l’incontro si terrà regolarmente nei locali già indicati.
La replica, firmata dall’Avv. Santi Delia e dall’amministratore delegato Bruno Cilento, punta a ricostruire i passaggi della vicenda e a contestare quella che viene definita una “singolare prospettazione dei fatti” da parte dell’organizzazione sindacale. Al centro del chiarimento vi sono la natura giuridica di Unilav, i rapporti con l’Ateneo di Messina, l’utilizzo degli spazi societari e la necessità di assicurare lo svolgimento della riunione nell’interesse dei lavoratori.
La natura giuridica di Unilav e il nodo dei locali dell’Ateneo
Secondo quanto riportato nella nota, Unilav sottolinea di non essere un’istituzione, ma una società partecipata, e di non poter accedere o prendere possesso dei locali dell’Università senza le necessarie autorizzazioni formali. La società respinge così l’idea che la disponibilità degli spazi dell’Ateneo possa essere immediata o automatica, richiamando anche la necessità di cautele assicurative.
Nel comunicato si legge testualmente: “con riguardo al comunicato stampa diramato dalla Uil non può che prendersi atto dell’ennesima singolare prospettazione dei fatti proposta dall’Organizzazione sindacale che, purtroppo, costringe, ancora una volta, la Società a soffermarsi su temi diversi da quelli statutariamente perseguiti, imponendo i chiarimenti che seguono. Unilav, a differenza di quanto evidentemente pensa la sigla sindacale confondendo e commistionando la natura giuridica di una Società pubblica con quella dei soci partecipanti, non ha la disponibilità di alcun locale di Ateneo cui accedere nell’ambito dei contratti di servizio sottoscritti e ritualmente in essere. Non è un’istituzione ma una società partecipata. Nè Unilav nè i suoi invitati ad un tavolo, possono accedere e prendere il possesso di locali di Ateneo, senza le necessarie cautele, anche assicurative, necessarie”. Il passaggio è rilevante perché chiarisce uno dei punti più controversi della vicenda: la possibilità, contestata dalla società, di utilizzare in modo immediato i locali universitari per incontri o attività sindacali. Unilav sostiene che, senza un provvedimento formale di concessione, nessuno spazio dell’Ateneo possa essere occupato.
La sede legale di via del Bufalo e gli spazi disponibili
Un altro tema affrontato riguarda la sede legale di Unilav in via del Bufalo, concessa in mero uso dal socio Ateneo. La società precisa le dimensioni e la reale disponibilità degli ambienti, contestando implicitamente eventuali ricostruzioni considerate non corrette.
Nel testo ufficiale viene specificato: “la sede legale della Società in via del Bufalo (concessa in mero uso dal Socio Ateneo a conferma che senza un provvedimento formale di concessione nessun locale di Ateneo può essere occupato con l’immediatezza decantata a sproposito nel comunicato stampa), invece, di “ben” 150 mq conta sole 6 stanze tutte occupate dai dipendenti della Società stessa e una dedicata al C.D.A. e alle convocazioni di dipendenti e soggetti esterni ove, more solito, avvengono anche le riunioni sindacali come, d’altra parte, quella
della passata settimana alla quale la stessa UIL ha ritenuto di non partecipare”.
Il riferimento alla sede serve a rimarcare la limitata disponibilità degli spazi e il fatto che le stanze risultino già occupate dai dipendenti e dagli organi societari. La società richiama inoltre una precedente riunione sindacale alla quale, secondo quanto riportato, la UIL avrebbe scelto di non partecipare.
Il rinvio della seduta e la nuova data della riunione
La vicenda si intreccia anche con il calendario delle convocazioni. Unilav ricostruisce i rinvii della seduta, sostenendo che l’incontro fosse stato differito proprio per rispondere all’urgenza indicata dalla stessa organizzazione sindacale e, successivamente, per evitare sovrapposizioni con le consultazioni elettorali.
La nota afferma: “proprio a seguito dell’opportunità emersa all’esito di tale precedente convocazione a cui la Sigla ha ritenuto di non partecipare, la seduta è stata rinviata al 25 maggio – stante l’assoluta urgenza reclamata dalla stessa Uil di tale improcrastinabile incontro – e poi ulteriormente differita al 28, stante la concomitanza delle consultazioni elettorali al fine di evitare che taluno dei convocati potesse non risultare disponibile per tale circostanza”. Il punto evidenzia la volontà della società di presentare i rinvii non come una dilazione immotivata, ma come una scelta organizzativa legata alla partecipazione dei convocati e alla necessità di garantire lo svolgimento dell’incontro.
I colloqui del collocamento mirato e l’indisponibilità degli spazi
A complicare ulteriormente la gestione degli spazi, secondo Unilav, vi sarebbe l’impegno della sede societaria per i colloqui dei candidati del collocamento mirato. È questo uno degli elementi utilizzati dalla società per spiegare perché la convivenza di più attività negli stessi locali non sarebbe opportuna.
Nel comunicato si legge ancora: “proprio dal 28, tuttavia, la Sede della Società è impegnata nei colloqui dei candidati del collocamento mirato, ragion per cui apparirebbe evidente a chiunque, la non opportunità della convivenza, nella stessa stanza e nei locali, di tali incontri”. La società collega dunque la scelta dei locali per la riunione sindacale alla necessità di evitare sovrapposizioni tra attività diverse, in particolare con appuntamenti riguardanti candidati del collocamento mirato.
La disponibilità dei locali del Presidente e la contestazione sulla gestione societaria
Uno dei passaggi più netti della replica riguarda l’accusa, richiamata nel testo, di una gestione della società “alla stregua di un’azienda privata e personale”. Unilav respinge questa lettura e sostiene che la messa a disposizione dei locali in uso del Presidente vada interpretata in senso opposto: come una scelta finalizzata a dare priorità alla trattazione urgente dei temi informativi nell’interesse dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
La dichiarazione è riportata nei seguenti termini: “mettere a disposizione i locali in uso del Presidente, dunque, non è affatto indice di una gestione della Società “alla stregua di un’azienda privata e personale” ma, al contrario, porre proprio al primo posto l’urgenza, sollecitata dalla stessa sigla, della disamina dei temi informativi nell’interesse dei lavoratori e delle stesse OO.SS. evitando di
prolungare oltremodo i tempi di trattazione”. Si tratta di un passaggio chiave, perché sposta l’attenzione dal tema della sede a quello della funzionalità dell’incontro. La società afferma di aver agito per evitare ulteriori ritardi e per consentire la discussione dei temi richiesti.
Lo Statuto societario e lo svolgimento delle attività fuori dalla sede istituzionale
Nella parte conclusiva della nota, Unilav richiama anche lo Statuto della Società, sostenendo che esso consenta lo svolgimento dell’attività sociale anche al di fuori della sede istituzionale. Il riferimento è collegato alla natura di società in house, che secondo la ricostruzione contenuta nella replica renderebbe possibile tale modalità organizzativa.
La società afferma: “lo Statuto della Società, a differenza di quanto sostiene codesta Sigla, consente che lo svolgimento dell’attività sociale si svolga anche al di fuori della sede istituzionale e non potrebbe essere altrimenti stante la natura conferita dall’ordinamento alle Società in house”. Questo passaggio serve a rafforzare la legittimità della scelta organizzativa adottata, respingendo l’interpretazione attribuita alla sigla sindacale.
L’incontro confermato: l’appello alla partecipazione delle sigle convocate
La conclusione della replica conferma la linea della società: la riunione sindacale si terrà regolarmente nei locali indicati. Unilav auspica la partecipazione della UILTuCS e delle altre organizzazioni convocate, richiamando l’interesse dei lavoratori rappresentati e della società stessa.
La nota si chiude così: “la riunione, dunque, si terrà regolarmente nei locali indicati auspicando che, anche nell’interesse dei lavoratori rappresentati, la stessa Sigla, come le altre convocate, vogliano partecipare offrendo il loro contributo nel comune interesse dei lavoratori e della Società stessa”. A firmare la replica sono l’Avv. Santi Delia e l’amministratore delegato Bruno Cilento. La posizione di Unilav è quindi chiara: nessuna disponibilità automatica dei locali dell’Ateneo, nessuna gestione personale degli spazi, ma una scelta organizzativa rivendicata come necessaria per garantire lo svolgimento dell’incontro e affrontare le questioni poste nell’interesse dei lavoratori.
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Danilo Loria
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