Non è mai un buon segno quando il tuo ex presidente ammette di dover trattenere la lingua davanti al lancio del prodotto più atteso degli ultimi anni. L’ex presidente e amministratore di Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, si è detto talmente sconvolto da Luce, la prima vettura completamente elettrica nella storia della casa automobilistica italiana, da dichiarare a una troupe televisiva romana di esitare persino a esprimere la propria opinione.
“Se dicessi quello che penso, farei del male alla Ferrari”, ha affermato Montezemolo in italiano, scuotendo la testa in un video diventato virale. “Stiamo rischiando di distruggere un mito.” L’ex numero uno del Cavallino, estromesso dall’azienda nel 2014, ha rincarato la dose suggerendo che la società dovrebbe togliere il logo del cavallino rampante dall’auto, aggiungendo ironicamente: “Questa è sicuramente una macchina che almeno i cinesi non copieranno”.
Il design di Luce preso di mira
E non si tratta soltanto dell’opinione di un singolo dirigente. Il design della Luce – una berlina a quattro porte e cinque posti presentata con grande enfasi a Roma – è stato preso di mira da fan Ferrari, analisti e investitori.
Sui social sono comparsi meme che prendono in giro il tetto in vetro dell’auto, paragonandola a un aspirapolvere o a un camper, mentre altri hanno evidenziato somiglianze con la Nissan Leaf, un’auto elettrica che costa una frazione dei circa 550.000 euro richiesti per la Luce. Un commentatore ha scritto che sembra “un mouse Apple con le ruote”.
“Oddio, quanto è brutta”, ha dichiarato al Wall Street Journal Luc Poirier, imprenditore di Montreal e proprietario di 40 Ferrari. “Come si può giustificare un prezzo tra i 400 e i 500 mila euro per questa macchina? Incredibile.”
All’inizio della settimana, l’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, ha risposto indirettamente alle critiche con un post su LinkedIn: “Dobbiamo ricordare che la vera innovazione non cerca il consenso immediato, né nasce dall’ordinario”.
Crolla il titolo in Borsa
Ciò non ha impedito agli investitori di punire il titolo Ferrari, che martedì ha perso fino all’8% alla Borsa di Milano, alimentando i timori che le critiche possano trasformarsi in un flop commerciale. Molti temono inoltre che la Luce possa danneggiare il prestigio del marchio Ferrari, oggi valutato circa 70 miliardi di dollari pur vendendo appena 14.000 vetture l’anno: una strategia che alimenta esclusività, desiderio e ossessione tra gli appassionati più facoltosi.
Per il lancio della Luce, Ferrari ha puntato tutto su design e immagine. Per gli interni, la casa di Maranello ha coinvolto l’ex responsabile design di Apple, Jony Ive, mente dietro l’estetica dell’iPhone, insieme al collettivo creativo LoveFrom. Negli ultimi giorni la vettura è stata persino mostrata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre Papa Leone XIV ha posato accanto a una Luce bianca.
Quando Ferrari annunciò lo scorso autunno il suo ingresso nel mercato elettrico, molti si chiesero cosa potesse offrire un marchio famoso per unire motori termici all’avanguardia e design mozzafiato, soprattutto considerando che Lamborghini, Bentley e Porsche avevano già presentato i propri modelli elettrici.
Ferrari però punta da tempo a conquistare una nuova generazione di clienti facoltosi, in particolare imprenditori tecnologici della Silicon Valley. Proprio lì Vigna aveva lavorato per anni nel settore dei semiconduttori prima di assumere la guida dell’azienda nel 2021. Ampliare la clientela del marchio e stupirla con la tecnologia è diventata una delle sue priorità.
Vigna ha respinto con decisione l’idea che Ferrari non abbia nulla di innovativo da offrire sul piano tecnologico. “Un leader ha la responsabilità di spingere oltre il limite del possibile. Se non lo facciamo, non meritiamo di essere chiamati leader”, aveva dichiarato a Fortune lo scorso ottobre.
Ev: fondamentali per il futuro dell’azienda
Ferrari sostiene che la nuova EV sarà capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, monterà una batteria da 122 kWh con ricarica in appena otto minuti e offrirà un’autonomia di circa 520 chilometri.
Sebbene l’autunno scorso il CEO avesse minimizzato il peso delle auto elettriche, definendole un “e” e non un “oppure”, e promettendo che Ferrari non avrebbe ridotto la produzione di vetture con motore termico, aveva comunque chiarito che le EV rappresentano una componente fondamentale del futuro dell’azienda.
Durante l’Investor Day di ottobre, Ferrari ha dichiarato di prevedere che entro il 2030 il 20% della propria gamma sarà composto da modelli completamente elettrici, il 40% da motori endotermici e un altro 40% da ibride. Un portavoce dell’azienda ha confermato questa settimana che tali obiettivi restano invariati.
C’è anche chi sostiene che Ferrari non avesse altra scelta se non entrare nel mercato elettrico, nonostante il raffreddamento dell’entusiasmo verso il settore. Per quanto forte possa essere il legame emotivo dei tifosi con il marchio, nessuna azienda può permettersi di restare immobile mentre l’intera industria cambia.
I consumatori, inoltre, reagiscono spesso in modo emotivo quando un brand iconico introduce trasformazioni radicali: gli appassionati Ferrari potrebbero semplicemente aver bisogno di tempo per accettare un’auto priva del rombo del motore che da sempre identificano con il Cavallino.
Alcuni analisti ritengono infatti che, alla fine, i clienti Ferrari finiranno per apprezzare anche la Luce. Del resto, qualcosa di simile era già successo nel 2022 con il lancio del SUV Ferrari Purosangue: inizialmente criticato, poi trasformato in un successo commerciale.
“Se Ferrari costruisce un’auto, i clienti arriveranno. È sempre stata questa la filosofia Ferrari”, ha scritto in una nota agli investitori Stephen Reitman, citato dal Wall Street Journal. “Crediamo che questa ricetta continuerà a funzionare.”
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com
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Phil Wahba
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