Un lunghissimo applauso ha salutato le salme di Giorgia e Monica quando hanno lasciato la chiesa di San Francesco d’Assisi di Pegli, dove questa mattina si sono svolte le esequie di Monica Montefalcone e la figlia Giorgia Sommacal, morte insieme ad altre tre persone in una grotta subacquea alle Maldive lo scorso 14 maggio.
In una chiesa da 500 persone ce n’erano almeno duemila, molti rimasti all’esterno: parenti, amici, colleghi, pegliesi venuti per l’ultimi saluto. Sul piazzale della chiesa alcuni ragazzi hanno intonato una canzone di saluto e si sono radunati attorno a Matteo Sommacal. Preceduti dal vescovo di Genova, mons. Tasca, i due feretri, sovrastati da fiori bianchi, hanno lasciato la chiesa.
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L’omelia di Marco Tasca: “La morte non ha l’ultima parola”
Nella sua omelia, l’arcivescovo Marco Tasca ha sottolineato che: «Il Vangelo che abbiamo ascoltato, di Giovanni, ci parla di una realtà: io vado a prepararvi un posto, dice Gesù. Ecco, la morte non ha l’ultima parola. La speranza per un cristiano non è: speriamo che le cose vadano meglio: è una certezza. Il Signore cammina accanto a noi. Signore aiutaci a scorgere sempre la tua presenza, anche nelle difficoltà».
«Se vogliamo dare un senso alla sofferenza, al dolore e persino alla morte; se vogliamo trovare la strada che conduce alla vita piena, allora dobbiamo seguire Lui. È Gesù la via che conduce alla vita eterna, alla comunione con Dio e con tutti i nostri cari, che un giorno ritroveremo» ha detto il vescovo.
Il parroco: “Non ho risposte se non la parola del Signore. Ma ci vuole tanta fede”
Don Pierino Cattaneo, parroco di San Francesco, ha ammesso di stentare a trovare le parole: «Perché Dio che è amore ha permesso questo e non lo ha impedito? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me anche se muore non morirà in eterno. Ma ci vuole tanta fede».
Carlo Sommacal: “Voglio ricordarle con il loro sorriso radioso”
«Non so se avrò la forza di accarezzare e baciare quelle bare per l’ultimo saluto. Voglio ricordarle con il loro sorriso radioso, solare, pieno di vita» afferma Carlo Sommacal mentre si prepara al momento più duro, il funerale della moglie e della figlia Giorgia.
Il fidanzato di Giorgia: “Cerco le parole per salutarti”
«Chi avrebbe detto che avrei letto queste parole, noi pieni di progetti e speranze per il futuro. Cerco la forza di salutarti, le candele tremano come la mia voce e le mie mani. Questo addio è arrivato troppo presto, non dovevamo salutarci così». Lo ha detto in chiesa Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal. «Quando ami non sogni una vita perfetta – ha aggiunto – , sogni una vita insieme. Io ti vedevo con l’abito bianco, bellissima. Voglio tenere stretti i ricordi più belli: tu che cammini scalza per casa, che ti addormenti sul mio petto, che ti arrabbi e cerchi la mia mano, quando mi hai presentato gli amici di una vita». «A Monica devo dire grazie – ha aggiunto Federico- . Grazie anche a Carlo, papà straordinario a cui mai farò mancare presenza e aiuto. Mi avevi detto di prendermi cura di Giorgia e ci ho provato con tutto l’amore che ho. La tua famiglia sarà per sempre anche la mia». «Adesso è arrivato il momento di salutarci, Giorgia, ma il nostro non sarà un addio. La mia vita ha cambiato forme molte volte, ma nulla è paragonabile a quando sono stato accanto a te. Non ti dirò addio ma arrivederci, penserò che sei partita per una lunga vacanza con tua mamma» ha concluso.
L’amica di Giorgia: “Grazie per aver attraversato la mia vita”
«Seduta su uno scoglio davanti al mare vengo a cercarti ogni giorno», dice con la voce spezzata Iris, una delle amiche più care di Giorgia. «Il mare l’ho sempre amato, forse perché mi parla di te: bello e luminoso, ma anche impetuoso, ostinato, vivo. Proprio come eri tu. E allora sarà lui, da oggi in poi, a riportarmi sempre a te. Grazie Giò, perché mi hai insegnato che bisogna inseguire ciò che si ama davvero e avere il coraggio di condividerlo con le persone a cui si vuole bene. Adesso resta accanto alla tua mamma, sostieni il tuo papà, accompagna Matteo, stringi i tuoi nonni e dai forza a Federico. Grazie per aver attraversato la mia vita».
LA STORIA
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Gli studenti: “La prof ci ha insegnato un modo di guardare la ricerca e la vita”
«Siamo qui, nel giorno dell’addio, perché la professoressa Montefalcone ci ha lasciato molto più di un insegnamento universitario: ci ha trasmesso una passione, un modo di guardare la ricerca e la vita. Per noi l’università non è mai stata solo studio mnemonico, ma curiosità, impegno, dedizione. È anche per questo che nei giorni scorsi abbiamo chiesto che il suo nome e quello di Muriel Oddenino non sparissero dal sito dell’Ateneo. Oggi quella pagina commemorativa è un segno importante: Monica resterà nei nostri cuori e nella memoria dell’Università di Genova». Così gli studenti della professoressa, prima del funerale.
IL FUNERALE
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Il messaggio della squadra di ricercatori
Tramite don Stefano Cicciotti, anche la squadra di ricercatori e ricercatrici che collaborava con Monica Montefalcone al Distav dell’Università di Genova, ha letto un messaggio di cordoglio. Tra le autoritá presenti, il vicesindaco di Genova, Alessandro Terrile e il rettore Federico Delfino, il presidente del consiglio comunale Claudia Villa e la consigliera comunale Paola Bordilli
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