“La nostra forza sono le persone”- Fortune Italia


“Quando si dice ‘siamo una famiglia’, noi la respiriamo davvero”. In questa intervista, Antonio Gusmini, direttore Hr di Banca Mediolanum, racconta un modello di welfare aziendale che punta su relazione, crescita e benessere concreto. Dallo smart working alla formazione continua, fino ai servizi pensati per la vita quotidiana, l’obiettivo è creare equilibrio senza perdere produttività. Perché, alla fine, ‘la più grande benzina’ dell’azienda resta una sola: le persone.

 

Si parla sempre dell’importanza di trovare il giusto equilibrio tra qualità della vita privata e del lavoro, elementi fondamentali per mantenere alta la produttività. Quali sono le iniziative che Banca Mediolanum mette in campo ogni giorno per garantire questo equilibrio ai propri dipendenti?

Ci siamo dotati di un’organizzazione del lavoro agile, a partire dallo smart working, che, insieme con l’elasticità oraria, offre un’architettura funzionale al benessere. Inoltre, abbiamo arricchito il Campus di Milano 3 di strumenti peculiari per semplificare la vita delle nostre persone. Il nostro fiore all’occhiello è la fondazione, 22 anni fa, del nostro asilo nido aziendale, dove più di 110 bimbi, insieme con i loro genitori, vivono questo passaggio evolutivo vicino al luogo di lavoro. Nel 2009 abbiamo poi creato la Corporate University, uno spazio formativo per lo sviluppo di competenze tecniche, ma anche per la trasmissione della cultura e dei valori del gruppo. Oltre ai benefit del classico ‘zainetto’ di welfare, come i voucher per le vacanze, i buoni carburante, o il rimborso delle spese scolastiche per i ragazzi, offriamo servizi come la compilazione gratuita del 730, con il supporto di consulenti esterni, o il rinnovo delle patenti. Da qualche anno abbiamo inoltre una panetteria aziendale, in collaborazione con una cooperativa sociale, che sforna del pane fresco ogni giorno. Periodicamente, in sede, ospitiamo un osteopata, un nutrizionista, un naturopata. Un filone in cui crediamo molto è quello della salute e della prevenzione sanitaria.

 

In che modo?

Da un anno abbiamo agganciato una piattaforma digitale di medicina di base, grazie alla quale ognuna delle nostre persone e dei suoi familiari può collegarsi in videochiamata a un medico o a un pediatra. Organizziamo regolarmente programmi di prevenzione con Lilt, mentre mettiamo a disposizione dell’Avis spazi per la donazione di sangue. Inoltre, abbiamo progettato un percorso di supporto ai caregiver, per aiutare le nostre persone a gestire nella quotidianità un familiare non più autosufficiente, come un genitore anziano. Infine, abbiamo stipulato un accordo con una startup italiana per l’orientamento dei figli dei dipendenti, nella scelta delle scuole superiori o dell’università, per analizzare le opportunità che offre il futuro.

 

Futuro che può essere anche all’interno di Banca Mediolanum…

Sì, alcuni dei primi ragazzi che hanno frequentato il nostro asilo, da adolescenti sono tornati in banca per l’alternanza tra scuola e lavoro, durante l’università per uno stage curriculare, e oggi lavorano all’interno dell’azienda, a calcare le orme materne o paterne. È una gioia veder crescere quest’azienda insieme con le sue persone. Quando si dice ‘un po’ una famiglia’, noi la respiriamo veramente.

 

In Banca Mediolanum parlate di ‘apprendimento continuo’ lungo tutta la vita lavorativa. Perché offrire a un lavoratore la possibilità di studiare e aggiornarsi costantemente può diventare una leva di benessere, quasi una forma di ‘cura’ per la persona?

Abbiamo fondato la Corporate University per sviluppare nei nostri collaboratori consapevolezza e cultura, mettendoli nelle condizioni ideali per affrontare la complessità e la velocità di cambiamento che sta trasformando il mondo del lavoro. L’anno scorso abbiamo inaugurato la learning hour settimanale. Ogni settimana le persone hanno a disposizione, all’interno del loro orario lavorativo, un’ora da dedicare alla formazione personale. Argomenti ulteriori rispetto a quelli che noi mettiamo a catalogo, da condividere con colleghi che nutrono lo stesso interesse in modo spontaneo e stimolante per uno sviluppo armonico delle proprie attitudini.

 

Alternate formazione a distanza e momenti in presenza. In un contesto sempre più digitale, come riuscite a preservare il ‘calore umano’ e la qualità delle relazioni tra colleghi, così importanti per il benessere in ufficio?

La relazione è uno dei valori fondanti della nostra azienda, perché essere vicino al cliente fa la differenza sempre, così la pratichiamo anche nella formazione. Quando discutiamo di valorialità e concetti formativi ‘alti’, privilegiamo sempre presenza e relazione, perché il potersi guardare negli occhi, leggere le emozioni, continua ad essere cruciale. L’addestramento attraverso strumenti tecnologici riesce invece ad essere più efficiente sia per velocità sia per l’ampiezza del pubblico raggiunto, oltre a dare la possibilità di riascoltare e rivedere i meeting. Quindi sfruttiamo il vantaggio della tecnologia, ma sempre al servizio della relazione fra le persone. Si tratta di saper armonizzare questi due momenti.

 

Nella vostra faculty insegnano oltre 100 relatori tra dipendenti e manager. Per affrontare temi complessi utilizzate anche ‘sfide a premi’ e maratone di idee di gruppo. Quanto sono importanti queste metodologie?

Da sempre crediamo che i valori e la cultura aziendale si trasmettano attraverso l’esempio e la coerenza. Queste 100 persone, che affiancano formatori e docenti di altre università, portano avanti lo spirito, la positività e quell’ottimismo che Ennio Doris ha da sempre praticato. Crediamo che sia un modo di essere che non si può attingere dai libri. Per questo mettiamo in gioco le nostre persone, per essere ambasciatori di valori presso i propri colleghi. Per quanto riguarda la gamification e le sfide, sono un modo non ordinario di liberare quelle energie che nella quotidianità e nella routine rischiano di essere incanalate secondo modi più ortodossi. Così, per promuovere la cultura dell’innovazione, l’innovazione disruptive, diamo vita a vere e proprie gare aperte a tutta la nostra popolazione, anche con premi in denaro. Ogni team deve identificare un’idea ad alto potenziale, verificarne la fattibilità e la stima degli impatti, acquisire il consenso al proprio progetto e poi avviarne l’esecuzione. Durante questo percorso i partecipanti ricevono formazione continua e hanno contatti frequenti con il top management. Al team migliore viene riconosciuto un bonus di 40mila euro per l’impegno e l’energia profusi anche oltre l’orario di lavoro. Le maratone di gruppo, gli hackathon, sono invece una modalità interessantissima per fare formazione attraverso un percorso strutturato che alterna ispirazione, strumenti, esercitazioni pratiche e lavoro in team. Questa iniziativa si inserisce nei programmi aziendali dedicati alla sperimentazione innovativa e allo sviluppo delle competenze digitali, coinvolgendo persone che provengono da esperienze e uffici diversi. Entrano anche qui in competizione, arrivando al termine di una semplice giornata a produrre dei prototipi di innovazione, grazie ancora una volta al loro gioco di squadra.

 

In Italia la difficoltà di trovare personale qualificato è un problema rilevante. Offrire un ambiente che investe sulla crescita personale aiuta ad attrarre i talenti?

La fuga dei talenti è una piaga. L’investimento scolastico ad alto livello rischia di non avere un ritorno in Italia. Da noi posso dire che i giovani si trovano proprio bene perché trovano un ambiente dove si possono esprimere, caratterizzato da elementi di trasparenza identitaria chiara.

Se tu dichiari quali sono i tuoi valori, il perimetro in cui il giovane si può muovere e lo inserisci in un contesto meritocratico, il giovane è della partita. E noi ne abbiamo un esempio tangibile dai risultati che ci arrivano da Mediolanum Next. Nato nel 2021 per intercettare e avvicinare brillanti neolaureati alla consulenza finanziaria, Next combina la frequenza di un

Executive Master semestrale in Banking Consulting presso la nostra Corporate University con un percorso di affiancamento sul campo a senior abbinati e precedentemente formati per diventare mentor. Dal 2021 fino al 30 aprile 2026 i Banker Consultant (questo il nome coniato per definire questa popolazione di professionisti) erano 926, di cui 676 già operativi sul campo, mentre 250 erano in formazione. Un impianto formativo che si è concretizzato nell’organizzazione di 27 classi, mentre altre 4 sono in programma entro la fine dell’anno. Questo patto intergenerazionale ricorda il modello delle botteghe rinascimentali: un giovane si mette al fianco di un maestro e impara il mestiere.

 

L’AI sta trasformando il lavoro. Come fate a farla percepire come un supporto utile, capace di semplificare il lavoro, e non come una minaccia? E allo stesso tempo, dal suo osservatorio privilegiato, quali sono oggi le principali opportunità che offre e quali, invece, i rischi da gestire con maggiore attenzione?

Tutto ciò che è sconosciuto spaventa e spesso viene percepito come una minaccia. È naturale che le persone possano sviluppare un poco di ansia, se non c’è consapevolezza. Abbiamo quindi organizzato molti incontri, anche con il contributo decisivo del nostro amministratore delegato, per dire cosa faremo, ma soprattutto cosa faremo insieme. Si tratta di una chiamata alle armi per mettersi tutti a studiare. L’AI sta cambiando i processi e i modi di lavorare. Per questo vogliamo stare vicino alle persone, perché il cambiamento non viene vissuto da tutti allo stesso modo. Una parte della popolazione, anche nella nostra azienda, trascina ed è pioniere, un’altra va invece coinvolta. Spesso condivido una riflessione: l’intelligenza artificiale non porterà mai via il lavoro alle persone, ma le persone che non sanno usarla potranno essere sostituite da chi la saprà usare. Credo che i rischi più grandi dell’AI risiedano in coloro che maneggiano uno strumento così potente senza consapevolezza. Quello che io temo di più, da psicologo sociale, è la pigrizia. Qualcuno può rischiare di pensare che basti aver imparato a scrivere bene i prompt, per veder svolto tutto il lavoro. In realtà ognuno di noi deve dimostrare responsabilità nel maneggiare l’AI. Di conseguenza, si dovrà lavorare sullo sviluppo dell’analisi critica, sulla capacità di comprendere il processo e, soprattutto, di valutare e gestire gli output, altrimenti il rischio di fare errori diventa davvero ampio. L’intelligenza artificiale non è un bottone magico che lavora al posto tuo. Potrà fare più velocemente quello che tu gli hai chiesto di fare, ma certamente dovrai controllare il risultato e qui la professionalità assume un ruolo ancora più importante.

 

Al Festival del Lavoro si parla di inclusione e pari opportunità. Quali ritiene siano le azioni più efficaci per valorizzare le persone e ridurre concretamente il gender gap?

Per anni il mondo finanziario non ha goduto di grande attrattività per la popolazione femminile. Per invertire la tendenza è stato prima di tutto necessario preparare il campo. In primis credo che la meritocrazia vada riconosciuta indipendentemente dalla diversità, sia essa di genere o di altra natura. In questo solco, abbiamo avviato da anni percorsi di empowerment femminile. Grazie all’osservazione e all’ascolto, abbiamo imparato a valorizzare alcune grandi virtù delle donne, come quella di prendersi cura del cliente, imparando altresì a soppesare alcuni bias che possono condizionare la manifestazione completa delle proprie potenzialità. Unire le diversità porta sempre un grandissimo valore aggiunto, soprattutto in Banca Mediolanum che ha una popolazione equamente composta.

Con percorsi formativi sempre disponibili, esiste il rischio che il lavoro invada anche il tempo libero. Come aiutate i vostri dipendenti a mantenere un equilibrio sano e a ’staccare davvero’?

Nel mondo digitale il rischio di rimanere sempre agganciati e collegati è davvero molto forte. Per questo ci siamo dati delle regole per garantire il diritto alla disconnessione. Abbiamo sviluppato la sensibilità al tema attraverso dei webinar, mostrando dei comici in situazioni paradossali che parodiavano chi rimane sempre agganciato. Per policy, inoltre, abbiamo inserito un alert nella posta elettronica che invita a programmare l’invio di una mail in orario di lavoro, anche se un’idea viene in mente a tarda sera o in un giorno di riposo. Sono alcune linee guida che credo aiutino a sviluppare il rispetto ai momenti di disconnessione.

 

Negli ultimi anni com’è cambiato il modo di svolgere il ruolo di responsabile delle risorse umane?

è cambiato il modo di fare Hr perché è cambiata la società e anche l’etica del lavoro. Credo di essere fortunato perché Banca Mediolanum è stata precursore dei grandi cambiamenti del nostro tempo. La figura del Family Banker, che porta i servizi bancari a casa del cliente, ha precorso l’evoluzione dell’attuale bancario. Noi siamo nati senza sportelli fisici, anticipando l’evoluzione di un modello tradizionale che si sta sempre più smaterializzando nelle sue funzioni a basso valore aggiunto e sempre più specializzando nella consulenza finanziaria per gli obiettivi di vita del cliente. L’accelerazione di questi cambiamenti, l’ho vissuta in un’organizzazione abituata da sempre ad accettare nuove sfide. Detto ciò, continuo ad usare la ricetta di Ennio Doris, ovvero relazione, fiducia e condivisione dei nostri valori. Quando sei coerente nel fare le cose insieme, raccontando in modo trasparente la motivazione sottostante e il percorso che seguirai, questo ti viene riconosciuto. Sono quindi cambiate tante cose, ma la ricetta è la stessa. Il nostro motto è: mai da soli.

 

Guardando al futuro, qual è la novità più importante su cui Banca Mediolanum sta lavorando per rendere il lavoro più sereno e sostenibile per le persone?

Continueremo a coltivare la nostra ricetta, che affonda le sue radici nella relazione. Noi crediamo che relazionarci insieme con le persone, che siano clienti o lavoratori, faccia la differenza. Investiremo ancora tanto su questo. Torno su Next, perché lo ritengo l’esempio più tangibile della potenza che può generare la relazione. Generazioni diverse che si confrontano, si contaminano, condividono idee ed energia, producendo nuovi stimoli e un nuovo approccio al lavoro. Quindi, l’idea più nuova è paradossalmente quella più storica e risalente al Rinascimento: i maestri di bottega che adottano i giovani, ai quali insegnano il mestiere e insieme provano a far scattare quell’alchimia che ai tempi funzionò così tanto.

La più grande benzina che abbiamo nel motore è fatta di persone. Ennio Doris ha creato quest’azienda investendo sulla tecnologia, ma mettendo insieme persone.

 

Box

Una banca costruita intorno alle persone, da sempre 

Costruita intorno a te” in Banca Mediolanum, non è mai stata trattata come uno slogan, piuttosto un modo concreto di lavorare. Prendersi cura dell’altro, ascoltarlo, accompagnarlo nel riconoscere bisogni anche inconsapevoli, fare un pezzo di strada insieme. Da qui nasce l’identità dell’istituto, custodita dall’anno scorso nel nuovo Museo Aziendale. Fin dalla sua fondazione Mediolanum ha scelto di rovesciare la logica tradizionale del banking: non è il cliente che va in banca, ma la banca che raggiunge il cliente, quando vuole e come vuole, con competenza e dedizione. Il cuore di questo modello sono i 5.294 Family Banker distribuiti su tutto il territorio nazionale: professionisti competenti e co-interessati che affiancano le famiglie nei passaggi più delicati della vita, dalla pianificazione successoria alla protezione del patrimonio, dalla previdenza alla gestione del credito. Una figura sempre più strategica in un Paese segnato da denatalità, longevità e dilatazione dei bisogni, dove la copertura pubblica si assottiglia e la consulenza diventa un presidio di dignità personale, soprattutto per le donne e per chi affronta la quarta età. Educare al risparmio significa anche tutelare l’autonomia economica nei momenti più fragili. Per rispondere a una domanda di consulenza enorme – si stima che in Italia manchino quasi 100.000 consulenti – Banca Mediolanum ha lanciato Next, programma dedicato ai giovani laureati che vogliono entrare nel mestiere. Il percorso si snoda tra l’Executive Master semestrale presso la Mediolanum Corporate University e un affiancamento pluriennale a un senior. I numeri raccontano la solidità del progetto: 676 Banker Consultant già operativi, 250 in formazione, 831 Family Banker Senior coinvolti come tutor. Una generazione che cerca lavori con impatto etico-sociale, autonomia e gestione del proprio tempo trova così una professione che parla la sua lingua e offre prospettive di carriera concrete. Accanto a Next c’è CosaConta, l’ecosistema digitale che porta l’educazione finanziaria fuori dalle aule, rendendola accessibile, chiara, quotidiana. Perché il risparmio è un asset fondamentale del Paese, e proteggerlo significa diffondere cultura: diversificazione, orizzonte temporale, interesse composto. Strumenti semplici, ma decisivi per contrastare improvvisazione e mode finanziarie. In questo equilibrio tra tradizione e innovazione, l’intelligenza artificiale entra come alleata, non come sostituto. Automatizza, semplifica, libera tempo. Ma la relazione, l’ascolto, l’empatia restano umane. È questa la promessa che Banca Mediolanum continua a rinnovare con senso di responsabilità sociale: una banca costruita intorno alle persone, oggi come ieri.


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 Luca d Alessandro

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