La Ferrari chiude davanti a tutti il venerdì di Monaco, spinta da una SF-26 che, come da pronostico, funziona egregiamente e punta a massimizzare i risultati in questo fine settimana. Le caratteristiche dinamiche della Rossa si sposano alla perfezione con le tortuose stradine del Principato; inoltre, l’assenza di criticità legate al deployment e all’aerodinamica attiva agevola notevolmente il lavoro del team. Hamilton e Leclerc si confermano così costantemente in testa alla classifica delle prove libere.
Ferrari azzecca l’assetto di base nelle FP1
La prima sessione di prove libere sul tracciato di Monte Carlo si conclude con segnali estremamente incoraggianti per la scuderia di Maranello, che piazza le sue vetture in cima alla classifica dei tempi. Fin dalle primissime battute, la SF-26 ha dimostrato una spiccata guidabilità e una stabilità rassicurante tra le insidiose stradine del Principato, confermando le aspettative della vigilia.
Il lavoro in pista è iniziato adottando le coperture a mescola Hard, una scelta che ha inevitabilmente esaltato la fisiologica assenza di aderenza iniziale dell’asfalto monegasco. In questa fase embrionale, Charles Leclerc si è reso protagonista di un innocuo lungo nel secondo settore, riuscendo agilmente a scongiurare il contatto con le barriere.
Nonostante un Lewis Hamilton apparso fin da subito a proprio agio e in sintonia con la monoposto, il monegasco ha saputo reagire con freddezza: dopo aver imposto il silenzio radio al proprio ingegnere per ricercare la massima concentrazione, ha piazzato la zampata decisiva. Trovando il giro pulito, ha rifilato momentaneamente sei decimi al compagno di box e ha confermato l’eccellente capacità di rotazione della vettura a centro curva.
Dal punto di vista prettamente tecnico, la notizia più esaltante delle FP1 riguarda il bilanciamento aerodinamico e meccanico. La SF-26 vanta un ottimo equilibrio, una caratteristica cruciale che permette di innescare simultaneamente la corretta finestra termica di utilizzo su tutti e quattro gli pneumatici. A questo si aggiunge una fase di staccata parecchio efficace.
La seconda parte della sessione ha visto le Rosse passare agli pneumatici Medium. Il programma di lavoro, incentrato su run composti da due giri di spinta e uno di raffreddamento, è stato però parzialmente compromesso dalla bandiera rossa causata dall’incidente di Hadjar alle Piscine. Con soli quindici minuti a disposizione al semaforo verde, i ferraristi hanno dovuto accelerare il warm-up.
L’adattamento alle Medium si è rivelato subito proficuo, proiettando le vetture italiane al comando della sessione. In sintesi, il venerdì mattina di Monte Carlo certifica l’ottimo stato di forma della Ferrari. La vettura gira agilmente, sfrutta a dovere le gomme e domina i riferimenti cronometrici, pur nascondendo ancora del potenziale inespresso che gli ingegneri mirano ad estrarre.
| Posizione pilota | Nome pilota | Nome scuderia | TIME/GAP |
| 1 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:13.978 |
| 2 | Lewis Hamilton | Ferrari | +0.226s |
| 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | +0.513s |
| 4 | Kimi Antonelli | Mercedes | +0.559s |
| 5 | George Russell | Mercedes | +1.005s |
| 6 | Lando Norris | McLaren | +1.313s |
| 7 | Nico Hulkenberg | Audi | +1.365s |
| 8 | Oscar Piastri | McLaren | +1.587s |
| 9 | Gabriel Bortoleto | Audi | +1.772s |
| 10 | Pierre Gasly | Alpine | +1.850s |
| 11 | Alexander Albon | Williams | +2.011s |
| 12 | Carlos Sainz | Williams | +2.063s |
| 13 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | +2.170s |
| 14 | Sergio Perez | Cadillac | +2.192s |
| 15 | Franco Colapinto | Alpine | +2.211s |
| 16 | Oliver Bearman | Haas | +2.314s |
| 17 | Esteban Ocon | Haas | +2.355s |
| 18 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | +2.411s |
| 19 | Liam Lawson | Racing Bulls | +2.453s |
| 20 | Fernando Alonso | Aston Martin | +2.700s |
| 21 | Valtteri Bottas | Cadillac | +3.482s |
| 22 | Lance Stroll | Aston Martin | +3.578s |
Ferrari conferma le doti della SF-26 nelle prove libere 2 di Monaco
La seconda sessione di prove libere sulle stradine del Principato conferma l’eccellente stato di forma della scuderia di Maranello, capace di chiudere in testa nonostante un margine di prestazione ancora inespresso. Il lavoro sulle SF-26 è ricominciato impiegando le coperture Medium, con l’obiettivo di affinare la messa a punto e le complesse procedure di warm-up.
Il tutto concentrandosi anche sull’attivazione termica dell’impianto frenante. Fin dai primi passaggi, la monoposto ha ribadito le ottime doti di stabilità e di rotazione a centro curva già emerse in mattinata. Il traffico ha ostacolato Leclerc al Massanet e una vistosa perdita di aderenza al posteriore per Lewis Hamilton alle Piscine.
Ciò malgrado i riscontri cronometrici si sono rivelati subito estremamente competitivi. Dopo una fase di Virtual Safety Car innescata dal ritiro della McLaren di Norris, i ferraristi hanno ripreso a spingere. Leclerc ha temporaneamente conquistato la vetta con un giro al limite, per poi essere definitivamente scavalcato dal compagno di squadra, abile nel trovare un feeling superiore prima di completare lo stint.
Il successivo passaggio alle Soft ha fatto emergere le criticità termiche sofferte da quasi tutta la griglia. Entrambi i piloti hanno faticato a generare grip nel primo settore, dovendo bilanciare la prestazione per evitare il nocivo overheatingnell’ultima parte della pista. A questo ostacolo si è aggiunto il costante nervosismo di Leclerc per il traffico.
Per ottimizzare l’inserimento, Hamilton ha richiesto una micro-regolazione all’avantreno, aggiungendo un click di incidenza all’ala per aumentare il carico aerodinamico in staccata. Negli ultimi minuti, con le gomme a banda rossa ormai fuori dalla finestra ideale, il muretto voleva optare per le simulazioni di passo gara. Una decisione assecondata dall’inglese ma accolta con freddezza dal monegasco.
Purtroppo però è arrivata una bandiera rossa che di fatto ha chiuso le ostilità con cinque minuti di anticipo, archiviando un venerdì in cui la Ferrari si erge a riferimento assoluto. Resta da capire il valore reale di Mercedes e McLaren, due scuderie che per ragioni diverse non sono riuscite a massimizzare la sessione e di riflesso il rendimento.
| Posizione pilota | Nome pilota | Nome scuderia | TIME/GAP |
| 1 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:13.026 |
| 2 | Charles Leclerc | Ferrari | +0.111 |
| 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | +0.168 |
| 4 | George Russell | Mercedes | +0.379 |
| 5 | Kimi Antonelli | Mercedes | +0.503 |
| 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | +1.061 |
| 7 | Oscar Piastri | McLaren | +1.062 |
| 8 | Nico Hulkenberg | Audi | +1.068 |
| 9 | Gabriel Bortoleto | Audi | +1.333 |
| 10 | Oliver Bearman | Haas | +1.430 |
| 11 | Pierre Gasly | Alpine | +1.471 |
| 12 | Carlos Sainz | Williams | +1.486 |
| 13 | Alexander Albon | Williams | +1.574 |
| 14 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | +1.722 |
| 15 | Franco Colapinto | Alpine | +1.732 |
| 16 | Liam Lawson | Racing Bulls | +1.759 |
| 17 | Esteban Ocon | Haas | +1.819 |
| 18 | Sergio Perez | Cadillac | +2.090 |
| 19 | Lando Norris | McLaren | +2.248 |
| 20 | Fernando Alonso | Aston Martin | +2.268 |
| 21 | Valtteri Bottas | Cadillac | +2.733 |
| 22 | Lance Stroll | Aston Martin | +3.148 |
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