Tortoreto sta diventando una città da cartolina o una città da vivere? – Notizie


Negli ultimi mesi cittadini, lavoratori, professionisti e attività commerciali stanno assistendo con crescente preoccupazione ad una serie di decisioni che, sommate tra loro, stanno modificando profondamente la mobilità e la vivibilità di Tortoreto.

Il problema non è il singolo cantiere.

Il problema è la somma di tutte le scelte.

Lavori sul lungomare. Tratti chiusi nei weekend. Viabilità modificata. Riduzione progressiva degli spazi di sosta. Progetti di riqualificazione che comporteranno ulteriori sacrifici per chi vive e lavora in città.

Nel frattempo si parla della trasformazione di piazza Matteotti, della riduzione di parcheggi in aree strategiche, di interventi nella zona della stazione e di ulteriori limitazioni alla sosta sul lungomare.

A questo si aggiunge una situazione che molti cittadini e attività commerciali stanno già vivendo sulla propria pelle: la difficoltà crescente nel trovare parcheggio anche per le normali attività quotidiane, con conseguenze dirette sull’accessibilità delle zone interne e non solo del lungomare.

Un caso particolarmente critico riguarda piazza Matteotti, dove sono presenti le scuole e dove i lavori e l’eliminazione dei parcheggi sono previsti a partire da settembre, proprio con l’inizio dell’anno scolastico.

Questa scelta sta generando forte preoccupazione tra famiglie e personale scolastico: dove parcheggeranno le mamme per accompagnare e soprattutto riprendere i propri figli? Dove si fermeranno le insegnanti e chi lavora ogni giorno nella scuola? E come si gestirà il traffico in un’area già delicata nel momento più critico della giornata?

Sono domande concrete, quotidiane, che riguardano la sicurezza e la vivibilità di un’area frequentata ogni giorno da centinaia di bambini.

In molti si chiedono anche come sia possibile che, negli ultimi anni, si siano investite risorse importanti per il rifacimento di piazze e lungomare, mentre le strutture scolastiche e i servizi collegati alla scuola non sembrano aver ricevuto la stessa attenzione in termini di accessibilità e organizzazione degli spazi.

La domanda che molti cittadini si pongono è semplice:

DOVE PARCHEGGERANNO LE PERSONE?

Perché una città non vive soltanto di passeggiate sul lungomare e di fotografie promozionali.

Una città vive se i cittadini riescono a raggiungere un negozio, un ufficio, una farmacia, una chiesa, un ambulatorio, un ristorante.

Vive se una famiglia con bambini riesce a spostarsi senza impiegare mezz’ora per trovare un posto auto.

Vive se un anziano può raggiungere il centro senza essere costretto a percorrere centinaia di metri sotto il sole.

Vive se una persona con difficoltà motorie non viene trattata come una variabile trascurabile.

Vive se un commerciante può continuare a lavorare.

Oggi invece si ha la sensazione che l’automobile venga considerata un problema da eliminare anziché una necessità da gestire.

Eppure la realtà di Tortoreto non è quella di una grande metropoli servita da metropolitane, tram e parcheggi di interscambio.

La realtà è quella di una città costiera dove migliaia di persone, residenti compresi, utilizzano quotidianamente l’auto per motivi di lavoro, salute, età e necessità familiari.

In questo contesto preoccupa anche un altro elemento: la crescita della città in termini di nuove costruzioni e aumento dei residenti non sembra andare di pari passo con un adeguato potenziamento delle infrastrutture e della viabilità generale.

Paradossalmente, mentre si continua a parlare di mobilità sostenibile e percorsi ciclopedonali, il principale collegamento ciclopedonale tra Tortoreto e Giulianova, il ponte sul Salinello, risulta da tempo chiuso e non pienamente operativo, a dimostrazione di una rete di collegamenti che presenta ancora criticità evidenti e non risolte.

Una situazione che dimostra come non basti tracciare una visione teorica della mobilità: servono infrastrutture funzionanti, sicure e realmente utilizzabili.

Ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di un piano complessivo.

Quanti parcheggi verranno eliminati?

Quanti ne verranno creati?

Dove?

Con quali tempi?

Quali studi sul traffico sono stati effettuati?

Quali confronti sono stati avviati con commercianti, residenti e categorie economiche?

Quali misure sono previste per evitare che il centro cittadino e il lungomare diventino sempre meno accessibili?

Sono domande legittime che, ad oggi, non hanno ricevuto risposte sufficientemente chiare.

Le attività economiche della città non contestano il principio della riqualificazione urbana.

Contestano un metodo che sembra procedere per sottrazione:

meno parcheggi,
meno accessibilità,
meno servizi per chi vive il territorio tutto l’anno.

Il punto centrale, per chi lavora ogni giorno sul territorio, resta quello dell’accesso alle attività commerciali, soprattutto nelle zone interne: senza possibilità di sosta e senza una gestione chiara dei flussi, il rischio concreto è una progressiva perdita di clientela e un indebolimento del tessuto economico locale.

Una città turistica non può sopravvivere senza i turisti.

Ma non può sopravvivere neppure senza i residenti.

I negozi, i bar, i ristoranti, le attività artigianali e professionali lavorano dodici mesi l’anno, non soltanto nei mesi estivi.

Per questo chiediamo all’amministrazione comunale un immediato confronto pubblico e la presentazione di un piano generale della mobilità e dei parcheggi che indichi con chiarezza:

quanti posti auto verranno eliminati;
quanti verranno realizzati in sostituzione;
dove saranno collocati;
come verrà garantita l’accessibilità a persone anziane, disabili e famiglie;
quali misure verranno adottate per tutelare il commercio locale.

Chiediamo inoltre una moratoria sull’eliminazione di ulteriori parcheggi fino alla realizzazione concreta delle alternative promesse.

La modernità non si misura dal numero di posti auto eliminati.

Si misura dalla capacità di migliorare la qualità della vita senza creare nuovi problemi.

Tortoreto merita una visione che tenga insieme turismo, commercio, residenti e accessibilità.

Una città non è soltanto il luogo dove trascorrere una vacanza.

È prima di tutto il luogo dove le persone vivono ogni giorno.

 


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 Redazione CityrumorsAbruzzo

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