“La terra dei fuochi: brucia su Pisa la pattumiera della Toscana!”: la presa di posizione del PSI pisano


PISA – Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del PSI pisano in relazione all’incendio avvenuto alla Delca Energy di Vicopisano.

La Regione Toscana al netto delle intenzioni declamate nella gestione dei rifiuti continua a ricorrere massivamente alla discarica per lo smaltimento della quota di rifiuti e gli scarti della differenziata scelta che comunque risulta critica per la inadeguatezza degli impianti nei territori. Come tutti sanno la discarica è il metodo peggiore per il trattamento dei rifiuti, il dato di fatto che nessuno può smentire e che i rifiuti dell’Ato centro per lo più fiorentini vengono smaltiti negli impianti della costa da troppi anni in questi giorni il consiglio regionale ha prorogato le direttive che consentiranno questa pratica emergenziale fino alla fine del 2028 senza che vi sia una concreta prospettiva che Piano regionale del rifiuti venga attuato e di impegni da parte di enti e società concreti. Si comincia a parlare di sistema regionale integrato e di autosufficienza regionale e di proroga in proroga ma senza una programmazione pubblica degli impianti ci si allontana dalle direttive comunitarie e si consolida un sistema che non è in equilibrio ormai dal 2016“.

I consiglieri regionali del PD e gli alleati AVS e Cinque Stelle per difendere un sistema del trattamento dei rifiuti costoso ed inefficiente la butta in politica riesumando il centralismo democratico istituzionale nei confronti di chi avanza per la prima volta una timida osservazione di dissenso. Si arrampicano sugli specchi e danno sfoggio di un notevole esercizio tanto retorico quanto muscolare continuando a parlare di passo in avanti verso un sistema circolare ma per ora l’unica cosa che si vede in circolazione sono gli automezzi delle aziende fiorentine che vanno e vengono dagli impianti di trattamento della costa,  e purtroppo li vedremo ancora per anni, almeno otto stando alle audizioni della commissione. Nel frattempo procediamo senza un programmazione pubblica di interventi e consolidando un ruolo sempre più forte delle aziende private o pubbliche gestite anche queste ultime in maniera privatistica. Nel frattempo le tariffe della tari hanno raggiunto primati insostenibili per le famiglie che dovrebbero indurre il Governo del Territorio a rivedere in maniera sostanziale un sistema che mostra forti limiti. Pisa la Pattumiera della Toscana? L’incendio di Vicopisano con vasto fumo nero denso di diossine è la potente prova inoppugnabile che avevamo ragione da decenni! Nel corso degli anni  il sistema di gestione dei rifiuti urbani in Toscana  ha evidenziato criticità strutturali legate alla capacità impiantistica locale. La raccolta differenziata ha mostrato un andamento stabile ma non sufficiente a ridurre in maniera significativa il ricorso allo smaltimento finale. Il fabbisogno residuo ha comportato un importante trasferimento di rifiuti verso altri ambiti territoriali ottimali. In particolare, si è registrato un consistente ricorso all’ATO Costa, Pisa ed in prospettiva Livorno, per il conferimento di rifiuti urbani e speciali assimilati. La discarica di Peccioli, gestita da Belvedere S.p.A. in provincia di Pisa, ha rappresentato uno dei principali poli di destinazione“.

A tali impianti sono stati conferiti non solo rifiuti indifferenziati ma anche flussi specifici come gli scarti cimiteriali. Il trasferimento di tali materiali ha sollevato questioni relative all’equità territoriale e alla sostenibilità logistica. Parallelamente, un ruolo rilevante è stato svolto dal polo impiantistico di Scapigliato a Rosignano Marittimo. L’impianto livornese ha contribuito allo smaltimento attraverso discarica e trattamento meccanico-biologico. Oltre al ricorso alle discariche, il sistema ha fatto ampio affidamento sulla termovalorizzazione fuori regione. In particolare, i rifiuti sono stati inviati in Emilia-Romagna per il recupero energetico. Questa soluzione ha permesso di evitare situazioni emergenziali ma ha comportato costi elevati e impatti ambientali legati al trasporto. Il modello gestionale evidenzia quindi una forte dipendenza da infrastrutture esterne. Ciò sottolinea l’insufficienza degli impianti presenti nell’ATO Centro rispetto ai fabbisogni reali. In prospettiva futura, assume particolare rilievo il progetto della Darsena Europa nel porto di Livorno e da li la riva sinistra dello scolmatore nei pressi della località di Stagno. Tale infrastruttura è considerata come un possibile punto di approdo e gestione dei flussi di rifiuti. Il progetto potrebbe consolidare ulteriormente il ruolo della costa toscana come hub per il trattamento e lo smaltimento nazionale ed internazionale. Tuttavia, emergono forti preoccupazioni circa la ricaduta sui territori coinvolti. Le comunità locali rischiano di sostenere gran parte del carico ambientale senza beneficiare di adeguate compensazioni economiche. Questa dinamica alimenta un dibattito sulla giustizia territoriale e sulla distribuzione dei benefici. L’analisi del 2025 evidenzia un sistema che, pur funzionante dal punto di vista operativo, presenta limiti strutturali. Il ricorso sistematico al trasferimento dei rifiuti indica la necessità di una pianificazione più equilibrata. Ridurre la dipendenza da altri territori rappresenta una priorità per migliorare la sostenibilità complessiva del sistema In conclusione, la gestione dei rifiuti nell’ATO Centro richiede interventi strategici volti a rafforzare l’autosufficienza impiantistica; nel frattempo nell’Ato Costa Pisa e Livorno sono previsti e consolidati, nello svolgersi della proroga votata in Regione, i seguenti interventi:

Gli impianti non nascono dalla programmazione pubblica : nascono su iniziativa privata , la regione li autorizza sulla base della corrispondenza agli obbiettivi regionali in materia.

Le attuali discariche rifiuti speciali potranno ricevere anche rifiuti urbani

Non si affronta il problema del Keu del suo smaltimento recupero e riuso e delle bonifiche.

Non si inseriscono nel quadro regionale la bioraffineria Eni da 500000 tonnellate rifiuti e 500miloni di € d’investimento per lo più privati  con  la Darsena Europa e la sua logistica con circa 1200 milioni di € in gran parte pubblici i due ponti mobili uno sul raccordo del canale dei Navicelli verso il porto di Livorno che  taglia lo scolmatore da Nord a Sud ed uno sull’Aurelia Pisa – Livorno,  con la statale bloccata ormai da anni, il progetto pilota di Peccioli con un impianto di ossidazione termica “ossicombustione” senza fiamma di 150 milioni di euro privati“, conclude la nota del PSI pisano.

Last modified: Giugno 9, 2026


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