Un Duomo gremito, centinaia di giovani con gli occhi lucidi e una città intera raccolta nel silenzio del dolore. Si stanno celebrando proprio in questi minuti, nella Cattedrale di San Pancrazio ad Albano Laziale, i funerali di Emanuele De Negri, il giovane di appena 20 anni che ha perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno a Tor San Lorenzo, sul litorale di Ardea.
Sono circa cinquecento le persone che hanno raggiunto il Duomo per stringersi attorno alla famiglia del ragazzo. Un lungo abbraccio collettivo che testimonia quanto Emanuele fosse conosciuto e amato nella comunità albanense.
A piangerlo oggi ci sono il padre, la madre, il fratello e la sorella, ma anche gli amici di sempre, i compagni di scuola, gli insegnanti, i conoscenti e tanti cittadini che hanno voluto essere presenti per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
Particolarmente toccante il colpo d’occhio offerto dai tantissimi giovani presenti. Gli amici e gli ex compagni di scuola hanno infatti indossato una maglietta con la fotografia di Emanuele stampata sul petto, quella stessa immagine che in questi giorni è diventata il simbolo del ricordo e dell’affetto nei confronti del ragazzo.
Due grandi gigantografie sono state realizzate e al termine delle esequie una vela accompagnerà il feretro lungo le strade di Albano e nel passaggio sotto l’abitazione della famiglia, dove il carro funebre farà tappa prima dell’ultimo saluto.
Un momento di grande intensità emotiva che sta coinvolgendo un’intera città.
Emanuele frequentava la scuola Formalba di Albano Laziale e oggi, accanto ai suoi amici, sono presenti anche tanti dei suoi insegnanti. I docenti hanno voluto rendergli omaggio con una corona di fiori e con il ricordo di un ragazzo che tutti descrivono allo stesso modo: allegro, disponibile, altruista, educato e profondamente innamorato della vita.
La celebrazione è presieduta dal parroco monsignor Gianni Masella. Il Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Albano, monsignor Vincenzo Viva, impossibilitato a partecipare, ha fatto comunque pervenire il proprio saluto e la propria vicinanza alla famiglia.
Numerose anche le autorità presenti. Tra queste il neo sindaco di Albano Laziale, Massimo Ferrarini, che già nei giorni scorsi aveva espresso pubblicamente il dolore dell’intera comunità cittadina per la perdita del giovane. Presenti inoltre amministratori comunali di Albano e di diversi comuni dei Castelli Romani, tra cui il sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli, che ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi e, in segno di rispetto e partecipazione, le bandiere dell’Unione Europea, quella italiana e della città di Ariccia, sono state esposte a mezz’asta presso il Palazzo municipale, Palazzo Chigi e tutti gli edifici pubblici del territorio ariccino.
Hanno voluto essere presenti anche il comandante della Polizia Locale di Albano, Giuseppe Ronzo, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Albano, il luogotenente Gianni Coltellaro, e rappresentanti delle istituzioni civili e militari del territorio.
Tra le presenze che più hanno colpito amici e familiari vi è stata anche quella di Antonella Zevini, mamma di Giulia Capraro, la giovane di appena 17 anni morta il 13 giugno 2023 in un incidente stradale ai confini tra Marino e Castel Gandolfo. Accompagnata dagli amici e dalle amiche di Giulia, ha voluto essere vicina alla famiglia De Negri in un momento che riporta inevitabilmente alla memoria un dolore che lei stessa conosce profondamente. Domani ricorrerà infatti il terzo anniversario della scomparsa di Giulia, mentre il 16 giugno è prevista una nuova udienza del procedimento giudiziario presso il Tribunale di Velletri.
La morte di Emanuele continua a scuotere Albano Laziale. Il giovane aveva appena vent’anni e davanti a sé una vita piena di progetti. Stava portando avanti il proprio percorso di studi e si preparava ad iniziare una nuova esperienza lavorativa presso l’INI di Grottaferrata.
Poi quella tragica notte a Tor San Lorenzo, quando la Lancia Y sulla quale viaggiava insieme ad alcuni amici è stata coinvolta nel terribile incidente che non gli ha lasciato scampo.
Oggi, nel Duomo di San Pancrazio, non c’è soltanto una famiglia che piange un figlio. C’è una comunità intera che saluta uno dei suoi ragazzi, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e ai sogni di una vita che era appena cominciata.
Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio l’amore dei suoi familiari, l’affetto dei suoi amici e il ricordo indelebile che ha lasciato nel cuore di chi lo ha conosciuto.
AGGIORNAMENTO
Al termine della celebrazione, il dolore si è trasformato in un commosso e lunghissimo abbraccio collettivo. Ad accompagnare l’uscita della bara dalla Cattedrale di San Pancrazio sono state le note di due brani particolarmente significativi, diffusi attraverso un impianto audio all’esterno del Duomo. Uno era una canzone di Eros Ramazzotti, tra gli artisti preferiti di Emanuele, mentre l’altro era un brano religioso scelto per ricordarlo e accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
In quei momenti di grande emozione, mentre familiari e amici si stringevano attorno al feretro, centinaia di palloncini bianchi, rossi e verdi sono stati liberati nel cielo sopra Albano Laziale, colorando l’orizzonte e regalando un’immagine destinata a rimanere impressa nella memoria dei presenti.
A salutare Emanuele c’erano davvero tutti. Oltre alle autorità civili e militari, ai rappresentanti della Polizia di Stato del Commissariato di Albano, della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Protezione Civile comunale, erano presenti anche i ragazzi che quella tragica sera si trovavano insieme a lui a bordo della Lancia Y coinvolta nel drammatico incidente avvenuto all’incrocio tra la Litoranea e via di Marino, a Tor San Lorenzo.
Un momento particolarmente toccante, segnato da un lungo applauso che ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa. Un applauso liberatorio, carico di affetto e di dolore, al quale si sono unite lacrime, abbracci e sguardi smarriti.
Poi il carro funebre ha iniziato il suo cammino verso il cimitero di Albano Laziale, dove Emanuele sarà tumulato. Prima di lasciare il centro cittadino, il corteo ha proseguito tra due ali di persone che hanno voluto accompagnare ancora una volta il giovane nel suo ultimo viaggio terreno.
Una giornata triste e dolorosa per la famiglia De Negri, per il fratello e la sorella, per gli amici, i compagni di scuola, gli insegnanti e per l’intera comunità di Albano Laziale, che oggi ha dimostrato con una partecipazione straordinaria quanto bene volesse a quel ragazzo di vent’anni, descritto da tutti come solare, disponibile, altruista e pieno di vita.
Il silenzio che ora resta dopo gli applausi e i palloncini affidati al cielo racconta forse meglio di qualsiasi parola il vuoto lasciato da una tragedia che continua a commuovere e a interrogare un’intera comunità.
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Daniel Lestini
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