ROMA (Public Policy Bytes) – Il Consiglio dei ministri ha approvato la scorsa settimana due decreti legislativi che adeguano la normativa nazionale al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, intervenendo sulla governance delle autorità competenti, sulla formazione nel mondo della scuola, delle professioni e della sanità, sull’utilizzo dei sistemi di IA nelle attività di polizia e giudiziarie e sull’introduzione di una nuova fattispecie di reato per l’omissione di misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio.
Il pacchetto di provvedimenti definisce l’assetto delle autorità coinvolte nell’attuazione del Regolamento europeo sull’IA. L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) diventa autorità di notifica, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è designata autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni europee. Sono previste ulteriori autorità settoriali in base agli ambiti di rischio. Banca d’Italia, Consob e Ivass eserciteranno la vigilanza sui sistemi ad alto rischio nel settore finanziario, mentre il Garante privacy opererà sui sistemi utilizzati in attività di contrasto, frontiere, giustizia e democrazia.
Formazione nel settore della giustizia
La misura prevede percorsi formativi per il personale dell’amministrazione di giustizia articolati su piani tecnico, giuridico e organizzativo-valoriale. La formazione, aggiornata periodicamente, è finalizzata alla sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio. La Scuola superiore della magistratura è incaricata della formazione dei magistrati sulla base delle linee programmatiche del ministero della Giustizia e del Csm. L’uso dell’IA – precisa il testo – non inciderà sulla discrezionalità del magistrato, come previsto dalla normativa europea e dalla legge italiana del 2025.
Formazione dei professionisti ed equo compenso
Il documento stabilisce che la formazione iniziale e continua dei professionisti integri percorsi dedicati ai sistemi di IA, con contenuti tecnici, giuridici e deontologici. Gli ordini professionali avranno sei mesi per adeguare i regolamenti. L’uso dell’IA rileva anche ai fini dell’equo compenso, con parametri proporzionati alla classificazione di rischio del sistema. I decreti sui parametri dell’equo compenso saranno integrati entro dodici mesi per garantire un compenso coerente con l’apporto professionale e la responsabilità connessa all’uso dell’IA.
Obblighi formativi per medici e professionisti sanitari
Introdotta anche la formazione obbligatoria sull’IA nel programma di Educazione continua in medicina, con contenuti tecnici, deontologici, etici e giuridici. La formazione diventa parte integrante anche dei percorsi rivolti ai dirigenti sanitari, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei servizi, incluse le liste d’attesa e la razionalizzazione degli sprechi.
IA e rapporto di lavoro
Il pacchetto introduce il divieto di assumere decisioni esclusivamente automatizzate riguardanti assunzioni, modifiche delle condizioni contrattuali, licenziamenti e sanzioni disciplinari, stabilendo l’obbligo di intervento di una persona fisica con potere decisionale. I licenziamenti adottati in violazione di tale divieto saranno nulli. Sono inoltre previsti obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori.
Interventi nel settore dell’istruzione
Vengono stanziati 100 milioni di euro per la formazione dei docenti sull’uso dell’IA nella didattica e ulteriori 100 milioni per la formazione sulla prevenzione dei rischi e sui profili etici. Ll’IA entrerà nelle indicazioni nazionali dei licei e, con cenni, nel primo ciclo delle scuole elementari, per abituare gli alunni al linguaggio dell’IA e alla conoscenza del concetto di algorimo.
Nuovi reati e misure di sicurezza nei sistemi di IA
Il pacchetto introduce un nuovo reato che prevede sanzioni da due a otto anni per l’omissione di misure preventive o di supervisione umana nei sistemi di IA ad alto rischio che generino un pericolo per l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato, con pene ridotte per rischi riguardanti l’incolumità individuale e aumentate in caso di manomissioni deliberate. Il testo prevede riduzioni da un terzo a un sesto in caso di colpa grave.
Utilizzo dei sistemi di IA nelle attività di polizia e di giustizia
Presenti nuove norme sul trattamento dei dati biometrici, il cui uso sarà consentito da remoto in tempo reale solo per localizzare latitanti, indiziati di gravi reati transnazionali, minacce di terrorismo o vittime di tratta e rapimento, con autorizzazione del giudice e limiti temporali e geografici specifici. Sono previste procedure di urgenza gestite dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, con obbligo di convalida e inutilizzabilità dei dati in caso di mancato rispetto delle norme. I dati potranno essere conservati per sette giorni, mentre i file di log saranno mantenuti per cinque anni. Sarà fatto divieto di assumere decisioni basate unicamente sul riconoscimento facciale e non sarà ammessa alcuna identificazione biometrica generalizzata senza uno specifico reato o procedimento penale.
Università, ricerca e collaborazioni pubblico-privato
Spazio nei decreti a convenzioni tra università, enti pubblici di ricerca, istituzioni Afam e soggetti privati per l’utilizzo congiunto di infrastrutture e competenze di IA. Introdotti anche spazi di sperimentazione normativa (regulatory sandbox) e disciplinata l’assegnazione temporanea del personale accademico, con esoneri dagli obblighi didattici e riconoscimento dei risultati scientifici ai fini valutativi. Il testo prevede il rafforzamento del collegamento tra formazione superiore e industria attraverso convenzioni con le imprese per dottorati in IA e la collaborazione con gli Its academy. Il ministero dell’Università potrà designare enti e consorzi quali centri di riferimento per gli spazi di sperimentazione.
Previsti, infine, piani di formazione per i docenti sull’uso dei social e delle piattaforme digitali, con una dotazione di 100 milioni di euro a valere sul Programma nazionale scuola e competenze 2021-2027. L’iniziativa comprende interventi educativi rivolti anche ad adulti e studenti per contenere l’impatto dei social sul benessere dei minori. (Public Policy Bytes) DVZ
(foto cc Palazzo Chigi)
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