Assestamento di bilancio, le richieste dei sindacati. La Cisl: “Un patto per il lavoro”, la Uil: “Ridurre il costo dell’energia”, la Cgil: “Assunzioni in sanità”


I sindacati danno un giudizio complessivamente positivo della manovra da 750 milioni presentata in commissione ma chiedono ulteriori interventi.

La valutazione generale è positiva ma i sindacati chiedono maggiori sforzi su sanità, lavoro, industria, energia, trasporti e una programmazione più mirata e capace di dotarsi di strumenti che misurino i risultati raggiunti. E’ la sintesi della posizione di Cisl e Uil dopo la prima giornata di audizioni in commissione Bilancio del Consiglio regionale sulla manovra di assestamento da 750 milioni di euro, che la maggioranza del Campo Largo vorrebbe approvare prima della pausa estiva.

“Questa variazione di bilancio contiene numerosi interventi utili e necessari, ma adesso si deve rafforzare la dimensione strategica della programmazione regionale”, è la posizione della Uil. “La Sardegna”, secondo il sindacato, “ha bisogno di una politica che guardi oltre l’emergenza e che metta al centro il lavoro, la sanità, l’industria, l’energia, i trasporti e la coesione territoriale”. Secondo la Uil Sardegna il provvedimento tocca tutti i settori della vita economica e sociale dell’Isola ma “emerge una certa frammentazione degli interventi. Spesso manca una visione strategica complessiva che colleghi le singole misure a un progetto di sviluppo dell’Isola”. Secondo il sindacato “la Sardegna ha bisogno di una programmazione che individui chiaramente le priorità e misuri i risultati ottenuti attraverso indicatori concreti e verificabili”.

Nelle osservazioni la Uil Sardegna analizza punto per punto gli interventi previsti a partire dalla sanità con gli investimenti destinati alla medicina territoriale, alle Case della Comunità, agli Ospedali di comunità. “Ma non basta finanziare le strutture se non si affronta contemporaneamente il problema del personale – precisa il sindacato -. Oggi il vero rischio è quello di realizzare edifici e servizi che non riescono poi a funzionare pienamente per la mancanza di medici, infermieri, operatori sociosanitari e tecnici. Chiediamo quindi che a ogni investimento infrastrutturale corrisponda un piano chiaro di assunzioni, stabilizzazioni e mobilità del personale sanitario”.

Sugli enti locali la Uil Sardegna considera positivo il sostegno ai comuni e alle province “ma sarebbe opportuno definire con maggiore chiarezza i criteri che guidano la distribuzione delle risorse”. Sul fronte dei lavori ed edilizia residenziale il sindacato promuove gli interventi destinati ad Area, ma chiede che venga data priorità al recupero del patrimonio abitativo esistente. Per quanto riguarda i trasporti “i 30 milioni di euro destinati alla continuità dei servizi rappresentano un segnale significativo. Ma la Sardegna continua a soffrire di un grave deficit di mobilità interna ed esterna. Occorre sapere con precisione quali servizi verranno rafforzati e quali benefici concreti ne deriveranno per studenti, lavoratori e cittadini”. Nelle osservazioni il focus centrale del sindacato rimane su industria, energia, innovazione e lavoro. “Su questo punto riteniamo che il provvedimento non sia ancora all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte – spiega la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru -. La Sardegna continua a vivere una crisi industriale profonda, che interessa Portovesme, Porto Torres, il Sulcis, Macchiareddu e numerose altre realtà produttive. Le risorse previste per ricerca, innovazione e competitività rappresentano un passo avanti, ma appaiono ancora insufficienti. La nostra organizzazione continua a sostenere la necessità di una vera politica energetica regionale che consenta di ridurre il costo dell’energia”. Secondo il sindacato sono tanti gli spunti validi nella variazione di bilancio ma occorre più programmazione: “Le risorse pubbliche devono tradursi in risultati concreti, misurabili e verificabili – conclude la Uil Sardegna -. Solo così potremo garantire ai cittadini sardi non soltanto risposte immediate, ma una prospettiva di crescita, sviluppo e giustizia sociale per il futuro dell’Isola”.

La posizione della Cisl

Anche la Cisl esprime una valutazione complessivamente positiva sul Disegno di Legge n. 203 sull’assestamento di bilancio, ma richiama la necessità di utilizzare le maggiori risorse disponibili per affrontare in modo strutturale le grandi questioni che interessano l’Isola: lavoro, crisi demografica, spopolamento, competenze, welfare e competitività del sistema produttivo. Per il segretario generale Pierluigi Ledda “l’assestamento arriva in una fase importante per la Sardegna. Le maggiori disponibilità finanziarie rappresentano il risultato di un significativo percorso istituzionale e di rafforzamento dell’autonomia regionale. Oggi però il tema centrale non è soltanto la disponibilità delle risorse, ma la capacità di trasformarle in investimenti capaci di generare sviluppo, occupazione e coesione sociale“. La Cisl valuta positivamente gli interventi previsti nei settori della sanità territoriale, delle politiche sociali, della non autosufficienza, del sostegno agli enti locali, della mobilità, della logistica, della rigenerazione urbana, della pianificazione territoriale e della valorizzazione dei territori.

Il sindacato considera particolarmente importante il rafforzamento della sanità territoriale, considerata una leva fondamentale per contrastare lo spopolamento e garantire qualità della vita nelle comunità locali. In questo quadro, la Cisl ribadisce il proprio impegno affinché prosegua con determinazione l’attuazione del Protocollo sottoscritto il 4 agosto 2025. “Non esiste una vera politica di contrasto allo spopolamento senza servizi adeguati. Le persone scelgono di restare nei territori quando trovano assistenza, servizi accessibili, opportunità e condizioni dignitose di vita“. Per la Cisl Sardegna il nuovo Piano regionale dei trasporti dovrà assumere una visione strategica di lungo periodo, orientata a rafforzare l’integrazione territoriale dell’Isola e la sua connessione con il sistema nazionale ed europeo. “La Sardegna ha bisogno di una rete ferroviaria moderna, elettrificata e progressivamente a doppio binario – ha affermato il segretario – capace di collegare efficacemente il nord e il sud dell’Isola, includendo pienamente anche Nuoro nel sistema regionale della mobilità”»”.

Accanto agli elementi positivi della manovra, la Cisl ha indicato alcuni ambiti che richiedono un ulteriore rafforzamento, a partire dal lavoro. Secondo il sindacato, ogni investimento pubblico dovrebbe essere accompagnato da una valutazione dei suoi effetti occupazionali, sociali e territoriali e contribuire alla crescita dell’occupazione stabile e qualificata, all’inclusione dei giovani e delle donne e alla valorizzazione delle competenze presenti nei territori. Per questa ragione la Cisl propone la costruzione di un “Patto regionale Lavoro, Competenze e Sviluppo”, capace di raccordare investimenti, formazione, innovazione e fabbisogni professionali, insieme all’istituzione di una Cabina di regia regionale e di un Osservatorio permanente sui fabbisogni professionali e sulle competenze.

L’obiettivo è costruire una governance condivisa delle politiche per lo sviluppo, mettendo in relazione sistema produttivo, università, ITS Academy, formazione professionale e politiche attive del lavoro, affinché le transizioni energetiche, digitali e tecnologiche possano tradursi in nuove opportunità occupazionali e di crescita per il territorio. In questa prospettiva la Cisl valuta positivamente gli interventi rivolti al sistema universitario e il rafforzamento delle misure a sostegno del diritto allo studio. In una regione che continua a confrontarsi con la crisi demografica, la dispersione di competenze e la difficoltà di trattenere i giovani nei percorsi formativi, investire nell’accesso all’università significa investire sul futuro della Sardegna. La scelta dell’azzeramento delle tasse universitarie per una larga platea di studenti è una misura che il sindacato interpreta come un investimento strategico sul capitale umano dell’Isola. Ridurre gli ostacoli all’accesso agli studi universitari significa infatti ampliare le opportunità formative, sostenere le famiglie, contrastare le disuguaglianze e contribuire alla costruzione delle competenze avanzate di cui il sistema economico regionale avrà sempre più bisogno.

Tra le proposte avanzate dalla Cisl trovano spazio anche un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, il sostegno al sistema delle autonomia locali e il completamento del percorso del Comparto Unico del Sistema Regione, insieme all’apertura del confronto per il rinnovo del Contratto collettivo regionale dei dipendenti del Sistema Regione. La Cisl chiede inoltre che venga valorizzato il ruolo delle parti sociali nella definizione delle strategie regionali per lo sviluppo, promuovendo la diffusione della contrattazione territoriale, aziendale e di filiera, investendo nella formazione continua e negli strumenti di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita delle imprese e nella piena attuazione del Patto di Buggerru per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il coinvolgimento organizzativo, gestionale, economico, finanziario e consultivo dei lavoratori rappresenta per la CISL un fattore di innovazione, responsabilità condivisa, crescita della produttività e miglioramento della qualità del lavoro. La partecipazione quindi non rappresenta un elemento accessorio dei processi decisionali, ma una condizione essenziale per costruire politiche più efficaci e vicine ai reali bisogni delle persone. “La vera sfida che abbiamo davanti non è semplicemente spendere risorse – ha concluso Ledda –. La sfida è trasformare la spesa in investimenti utili, gli investimenti in lavoro, il lavoro in competenze, le competenze in innovazione e lo sviluppo in maggiore benessere e qualità della vita per le persone e per le comunità. Per la CISL il lavoro deve rappresentare il principale criterio attraverso cui leggere e valutare l’intera programmazione regionale”.

Le richieste della Cgil

La Cgil è poiù critica: “Si coglie un impegno apprezzabile ad affrontare questioni prioritarie, a partire dalla sanità, eppure nel complesso la variazione di bilancio appare come una sommatoria di interventi e dunque carente di quella visione strategica che probabilmente si sarebbe potuta imprimere considerate le ingenti risorse disponibili”, ha commentato il segretario generale della Cgil Sardegna Fausto Durante sul testo sul quale si stanno svolgendo le audizioni in Consiglio. 

Per la Cgil è certamente positivo che già dall’articolo 1 del provvedimento si concentri l’attenzione su sanità e politiche sociali ma “se non si vuole rimanere solo alle buone intenzioni o alle azioni isolate, gli interventi previsti dovrebbero inserirsi in un più ampio programma di investimenti in infrastrutture e macchinari e, soprattutto, in una nuova stagione di assunzioni di personale medico, infermieristico, tecnico, amministrativo, nelle varie realtà della sanità”. Per il sindacato infatti, senza l’ingresso di forze nuove negli organici delle strutture sanitarie, “si rischia di continuare ad annunciare obiettivi raggiunti tagliando nastri inaugurali di case e ospedali di comunità senza poi garantirne il funzionamento”. Per il resto, la Cgil giudica molto positivamente la volontà di realizzare il comparto unico regionale tenendo fede a un impegno già assunto nelle precedenti finanziarie, così come l’impegno a realizzare lavori di pubblica utilità per la viabilità urbana e extraurbana, per le forniture idriche, per la messa in sicurezza del patrimonio rappresentato dagli edifici pubblici, per l’edilizia residenziale.  Inoltre, sono condivisibili gli interventi annunciati sul trasporto locale, sul piano regionale della logistica e delle merci, sui vari capitoli dedicati alla cultura, all’istruzione e allo sport: “Tuttavia – ha aggiunto Durante – la suddivisione in mille rivoli della spesa pubblica lascia intravedere la possibilità di interventi spot, privi di quella logica programmatoria e di quella visione d’insieme che sarebbe auspicabile”.

In linea generale, gli interventi previsti su agricoltura, turismo e commercio mostrano buone intenzioni. “Comprendiamo la necessità di prevedere misure a favore delle imprese – afferma il segretario – ma sarebbe altrettanto necessario concentrare l’attenzione anche su quantità e qualità del lavoro in agricoltura, nella pesca e nel terziario, sui salari, sugli orari di lavoro, sulla stabilità occupazionale e sul ricambio generazionale in ambiti di lavoro a forte carattere di precarietà e stagionalità”. Sul fronte industria, innovazione e ricerca, la Cgil apprezza l’impegno a sostenere la candidatura di Sos Enattos per ospitare il Telescopio Einstein e la positiva volontà di puntare su terre rare, materie prime critiche, riutilizzo dei siti minerari e localizzazione di data center, ma sollecita un ruolo attivo della Regione nella soluzione delle grandi vertenze industriali, dal Sulcis Iglesiente fino a Porto Torres e all’area industriale di Macchiareddu. Sul tema energetico Durante ricorda l’annunciata costituzione della  Società per l’energia della Sardegna: “Bisogna passare dalle parole ai fatti, siamo ormai a metà legislatura”.  E poi rilancia: “Manca una strategia di sviluppo complessiva che, per noi, dovrebbe partire dalla costituzione di un’Agenzia regionale per lo sviluppo industriale e un Fondo speciale per la transizione energetica, ecologica e digitale che però, ancora una volta, e immotivatamente, si è scelto di non costituire e finanziare”. In conclusione, secondo la Cgil le sfide e gli obiettivi che dovrebbero animare una manovra o variazione di bilancio, soprattutto con così ampie risorse, non possono tradursi in una sommatoria di singoli interventi, per quanto giusti e condivisibili: “Ci vuole un’idea della Sardegna e del suo futuro, un progetto che restituisca una prospettiva anche ai tanti giovani che decidono di partire in cerca di condizioni di vita e lavoro che qui oggi non trovano”. 


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