Qualiano, due locandine per il Parco della Legalità: caso politico sugli ospiti


Nei canali ufficiali del Comune non ci sono i nomi degli esponenti di Fratelli d’Italia presenti invece nel manifesto diffuso dall’assessore Onofaro. Il Movimento 5 Stelle chiede quale sia la versione ufficiale. Un cortocircuito comunicativo che potrebbe rivelare tensioni nella maggioranza

A Qualiano il Parco della Legalità non è ancora stato inaugurato, ma ha già prodotto il suo primo caso politico.

Per l’appuntamento fissato alle ore 18 di venerdì 19 giugno in via Orazio sono infatti circolate due locandine differenti. Non semplici varianti grafiche dello stesso manifesto, ma due comunicazioni che presentano un elemento politicamente rilevante: un diverso elenco degli ospiti annunciati.

Nella locandina pubblicata sui canali istituzionali del Comune di Qualiano e rilanciata dal sindaco Raffaele De Leonardis compaiono magistrati e rappresentanti delle istituzioni.

Nel manifesto diffuso dall’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Onofaro, invece, oltre agli stessi esponenti della magistratura, figurano anche il deputato Michele Schiano di Visconti e i consiglieri regionali Gennaro Sangiuliano e Ira Fele, tutti esponenti di Fratelli d’Italia.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: quale delle due locandine rappresenta il programma ufficiale dell’inaugurazione?

Gli ospiti ci saranno oppure no?

Il problema non è stabilire se un parlamentare o un consigliere regionale abbia il diritto di partecipare a un evento pubblico. Naturalmente può farlo.

Il problema è un altro: in una comunicazione istituzionale gli ospiti devono essere indicati con chiarezza, soprattutto quando si tratta dell’inaugurazione di un’opera pubblica destinata all’intera comunità.

Se i rappresentanti politici inseriti nella locandina dell’assessore sono stati formalmente invitati e interverranno alla cerimonia, perché i loro nomi non compaiono nel manifesto pubblicato dal Comune?

Se, al contrario, non fanno parte del programma istituzionale, perché sono stati inseriti in una seconda locandina diffusa da un componente della Giunta?

Non si tratta di un dettaglio grafico. È una differenza che modifica la rappresentazione politica dell’evento.

Da una parte c’è una cerimonia presentata come momento istituzionale, con magistrati, amministratori e studenti. Dall’altra emerge una cornice più marcatamente politica, con la presenza annunciata di esponenti nazionali e regionali appartenenti a una precisa area di partito.

Il sindaco resta centrale, anche se non compare tra gli interventi

Va chiarito un punto per evitare equivoci.

Nella locandina istituzionale il sindaco Raffaele De Leonardis non compare all’interno dell’elenco degli interventi, ma il suo nome è presente in calce al manifesto, insieme a quello dell’assessore Onofaro.

La sua partecipazione e il suo ruolo non possono quindi essere messi in discussione.

Il sindaco rappresenta il Comune e l’intera comunità cittadina. La sua presenza all’inaugurazione di un’opera pubblica è non soltanto legittima, ma istituzionalmente significativa.

Il nodo non riguarda dunque De Leonardis. Riguarda la scelta di affiancare, in una delle due versioni, esponenti politici esterni all’Amministrazione comunale senza che la stessa scelta risulti nella comunicazione ufficiale diffusa dal Comune.

Il Movimento 5 Stelle: «Due versioni dello stesso evento?»

Sulla vicenda è intervenuto il Movimento 5 Stelle di Qualiano, forza di opposizione rappresentata in Consiglio comunale da Massimiliano Porcelli.

Nel proprio intervento politico, il M5S ha evidenziato la diversità tra i due manifesti e ha chiesto quale debba essere considerato ufficiale.

Il Movimento ha inoltre richiamato un principio difficilmente contestabile: un’opera pubblica appartiene alla comunità e non può essere percepita come una conquista di partito.

Nel post si riconosce il valore positivo della nuova area destinata a famiglie, giovani e bambini, ma si contesta l’eventuale tentativo di caricare politicamente il momento inaugurale.

Il ragionamento è netto: il valore del parco non dipende dal numero o dal colore politico degli ospiti presenti al taglio del nastro, ma dalla qualità dell’opera, dalla sua accessibilità e dalla capacità dell’Amministrazione di garantirne manutenzione, sicurezza e utilizzo nel tempo.

Un parco pubblico non dovrebbe diventare una vetrina di partito

L’inaugurazione di uno spazio riqualificato è certamente una buona notizia.

Secondo quanto spiegato dall’assessore Onofaro, l’area di via Orazio sarebbe stata sottratta a una precedente condizione di abbandono e degrado per diventare un luogo dedicato allo sport, ai bambini, allo skateboard e all’attività fisica.

Nel parco sono previsti un campo da basket, un’area giochi, una zona fitness e spazi destinati ai giovani. L’assessore ha inoltre annunciato la realizzazione di un murale dedicato alla legalità e alla lotta contro le mafie.

Sono contenuti importanti, che meritano attenzione.

Proprio per questo appare poco gratificante trasformare un evento del genere in una possibile passerella politica.

Quando si inaugura un’opera pubblica, il messaggio dovrebbe essere semplice: il bene viene restituito ai cittadini. Non dovrebbe nascere il dubbio che qualcuno stia tentando di apporre su quel risultato una bandierina di partito.

La presenza di rappresentanti politici può essere perfettamente legittima. Diventa però politicamente discutibile quando la loro partecipazione appare in una comunicazione e scompare in quella ufficiale.

Comunicazione istituzionale e comunicazione politica non sono la stessa cosa

Un amministratore può utilizzare la propria pagina personale per raccontare un risultato politico e amministrativo. È una pratica normale.

Ma esiste una distinzione che dovrebbe restare chiara: quella tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica.

La prima deve rappresentare il Comune nella sua interezza, mantenendo un carattere neutrale e informativo.

La seconda può invece rivendicare risultati, appartenenze e rapporti politici.

Nel caso del Parco della Legalità, questa linea sembra essersi fatta improvvisamente confusa.

La locandina del Comune presenta l’evento come un appuntamento istituzionale e comunitario. Quella diffusa dall’assessore introduce invece una componente partitica più evidente.

Il risultato è un cortocircuito: due narrazioni diverse per la stessa inaugurazione.

Prime avvisaglie di una distanza nella maggioranza?

È ancora troppo presto per parlare di una vera e propria spaccatura nella maggioranza che sostiene l’Amministrazione De Leonardis.

Non esistono, allo stato, elementi sufficienti per affermarlo come dato politico consolidato.

La vicenda, tuttavia, può essere letta come una prima avvisaglia di differenze interne, almeno sul piano della comunicazione e della gestione politica dell’evento.

Se sindaco e Comune scelgono una locandina più istituzionale, mentre un assessore ne diffonde una più chiaramente connotata dalla presenza di esponenti di Fratelli d’Italia, è legittimo domandarsi se si tratti soltanto di un mancato coordinamento oppure dell’emersione di diverse sensibilità all’interno della stessa maggioranza.

Potrebbe essere un semplice errore organizzativo.

Potrebbe trattarsi di una versione precedente o successiva del programma.

Potrebbe anche essere la manifestazione di una volontà politica non pienamente condivisa.

In assenza di chiarimenti ufficiali, tutte queste ipotesi restano aperte.

Il Comune chiarisca quale sia il programma ufficiale

La soluzione sarebbe molto semplice.

Il Comune dovrebbe precisare pubblicamente:

  • quale sia la locandina ufficiale;
  • quali ospiti abbiano confermato la partecipazione;
  • chi interverrà durante la cerimonia;
  • se la seconda versione sia stata autorizzata o concordata;
  • se il programma abbia subito variazioni.

Una risposta chiara chiuderebbe immediatamente la questione.

Il silenzio, al contrario, alimenterebbe il sospetto che intorno a un’opera pubblica si stia consumando una piccola battaglia per la titolarità politica del risultato.

Ed è esattamente ciò che non dovrebbe accadere durante l’inaugurazione di un luogo intitolato alla legalità.

La legalità non è uno slogan da inaugurazione

Il nome scelto per il parco impone una responsabilità ulteriore.

La legalità non consiste soltanto nel contrasto alla criminalità. Significa anche trasparenza, correttezza istituzionale, chiarezza nella comunicazione e rispetto dei ruoli.

Non basta chiamare un’area “Parco della Legalità” per trasformarla automaticamente in un simbolo.

Il valore del progetto sarà misurato nel tempo: dalla manutenzione, dalla sicurezza, dalla presenza delle famiglie, dall’accessibilità degli spazi e dalla capacità di impedire che l’area torni nel degrado.

Le inaugurazioni durano qualche ora. Le fotografie del taglio del nastro restano sui social per alcuni giorni.

Poi comincia l’amministrazione vera.

Un’opera positiva, una gestione politica da chiarire

Il nuovo parco rappresenta certamente un risultato positivo per Qualiano.

Restituire uno spazio pubblico ai cittadini, ai bambini e ai giovani è un intervento che merita di essere riconosciuto, indipendentemente dagli schieramenti politici.

Ma proprio perché l’opera appartiene a tutti, nessuno dovrebbe utilizzarla per costruire una vetrina personale o partitica.

Le due locandine hanno aperto una questione che non può essere liquidata come una semplice svista.

Qualcuno ha aggiunto degli ospiti. Qualcun altro li ha eliminati, o ha scelto di non inserirli.

Ora spetta all’Amministrazione spiegare quale sia la versione ufficiale.

Perché il Parco della Legalità dovrebbe unire una comunità, non diventare il primo terreno sul quale misurare le distanze politiche all’interno della maggioranza.


Nota editoriale

L’articolo si basa sulle due locandine diffuse pubblicamente sui social, rispettivamente dall’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Onofaro e dai canali ufficiali del Comune di Qualiano e del sindaco Raffaele De Leonardis, nonché sul post pubblicato dal Movimento 5 Stelle di Qualiano.

La differenza tra gli elenchi degli ospiti è oggettivamente rilevabile nei materiali diffusi. Le valutazioni relative a possibili tensioni nella maggioranza rappresentano una lettura politica della vicenda e non l’affermazione di una rottura già accertata.

La testata resta disponibile a pubblicare chiarimenti, precisazioni o repliche da parte dell’Amministrazione comunale, dell’assessore Onofaro e delle altre persone citate.


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