Puntare sui giovani è il compito civile di questo tempo. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, parlando all’assembela annuale dell’istituto nella sede di via Nazionale a Roma. Per l’Italia «il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani», ha argomentato Panetta nelle sue considerazioni finali, avvertendo che se non si valorizzano i giovani «si alimenta un circolo vizioso. Un sistema produttivo poco innovativo genera una domanda insufficiente di lavoro qualificato e riduce gli incentivi a investire in istruzione; la carenza di competenze rende a sua volta difficile adottare nuove tecnologie».
Panetta ha ricordato che tra il 2020 e 2024 sono 100mila i giovani andati all’estero e che la spesa in istruzione è un punto di Pil sotto la media europea. «Creare le condizioni perché le nuove generazioni possano realizzare le loro aspirazioni e concorrere al progresso del Paese non è solo una responsabilità economica: è il compito civile di questo tempo. Solo così l’Italia potrà attraversare un mondo sempre più frammentato senza subirne le divisioni, e trasformare la transizione tecnologica in una stagione di libertà, lavoro e fiducia nel futuro».
Le prospettive dell’economia mondiale si sono deteriorate
Dopo un periodo di miglioramento delle condizioni economiche in tutto il mondo, «la situazione è stata drammaticamente modificata dal conflitto nel Golfo Persico» e gli impatti della guerra hanno fatto sì che «le prospettive economiche si siano fortemente deteriorate», ha spiegato Panetta nelle sue Considerazioni finali, aggiungendo che «è difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà. In ogni caso, i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture; i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo. L’incertezza è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti», ha detto ancora. «Il quadro generale resta fragile. Con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell’intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata. La crescita mondiale è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato».
La crescita
«Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27» in Europa, con «l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori», ha poi sottolineato Panetta.
Il pil italiano
L’economia italiana ha mostrato «una significativa capacità di tenuta» dal 2019, tuttavia «più di recente, lo slancio si è attenuato» fra deterioramento del quadro geopolitico, dazi statunitensi e difficoltà dell’economia tedesca. «Il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili» e «l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi», ha poi puntualizzato Panetta. «Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti», ha avvertito il governatore che nelle conclusioni chiede di orientare le potenzialità del Paese «verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire» e di «ridurre stabilmente il peso del debito pubblico» per liberare risorse su spesa sociale e sviluppo.
I tassi
La situazione economica dell’area euro – con lo shock energetico che «sta già spingendo al rialzo la dinamica dei prezzi al consumo» – potrebbe richiedere «una ricalibrazione dell’orientamento della politica monetaria, per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti». La Bce «deciderà a giugno», e «resta essenziale non vincolarsi a un percorso predeterminato», ha poi evidenziato il governatore della Banca d’Italia, notando che «le imprese hanno già iniziato a prospettare aumenti dei listini e sono in rialzo le aspettative di inflazione dei consumatori, soprattutto nel breve termine». Secondo Panetta «una spirale tra prezzi e salari va prevenuta: una volta avviata, sarebbe dannosa e costosa da eliminare».
L’Europa
L’Europa ha «finalmente iniziato a reagire» alle profonde trasformazioni globali e all’instabilità del mondo. «Deve ora mostrare rapidità di azione, trasformando quegli obiettivi e quelle priorità in decisioni, investimenti e risultati». Questo l’appello del govenatore della Banca d’Italia, sottolineando come «l’Europa deve trovare in una maggiore unità la condizione della propria forza». «Dispone di risparmio, capacità produttiva, competenze scientifiche, istituzioni e valori che restano un punto di riferimento», ha aggiunto.
Servono gli eurobond
L’Unione del risparmio e degli investimenti portata avanti dall’Europa è importante per canalizzare il «risparmio abbondante» ma «frammentato a livello nazionale» e che quindi va altrove ma «una vera integrazione finanziaria richiede un titolo sovrano europeo», ha ribadito il governatore della Banca d’Italia.
Gli investimenti
«Una brusca frenata degli investimenti pubblici al termine del Pnrr appare improbabile, grazie alla possibilità di utilizzare nei prossimi anni parte delle risorse ancora non spese e agli impegni assunti dal Governo nel Piano strutturale di bilancio di medio termine», ha osservato Panetta. «Per rendere duraturo l’aumento dell’accumulazione non può però mancare il contributo del settore privato – ha aggiunto -. Le imprese dispongono di risorse proprie significative, che vanno orientate verso investimenti in innovazione. Rischiano di ostacolare questa evoluzione alcune debolezze strutturali: un tessuto produttivo frammentato in imprese di piccola dimensione, che adottano più lentamente le nuove tecnologie; la scarsità di aziende innovative capaci di crescere; l’insufficiente propensione a investire in beni intangibili – ricerca e sviluppo, software, dati e capitale organizzativo».
Il nucleare
«Misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese possono essere necessarie nelle fasi critiche per attenuare l’impatto dei rincari. «Vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica», ha quindi affermato il governatore della Banca d’Italia. «Solo accelerando la transizione potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall’estero ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita», ha aggiunto. La dipendenza dell’Italia dall’estero resa evidente dalla crisi di Hormuz, ha sottolineato Panetta, «va ridotta agendo su tre fronti: efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e potenziamento delle reti. L’Italia ha compiuto progressi in ciascuno di questi ambiti, ma il passo va accelerato». Il governatore ha nominato anche all’energia nucleare: «le nuove tecnologie in via di sviluppo meritano un’attenta valutazione; va in questa direzione – ha proseguito – anche l’esame del disegno di legge delega in corso in Parlamento».
Le banche investano in tecnologia
Le banche italiane, che vivono una fase di buoni utili, devono destinare investimenti adeguati gli investimenti in infrastrutture e personale nei settori della tecnologia e difesa dai rischi cyber visto anche il crescente rischio ai sistemi, dall’uso di modelli dell’Intelligenza Artificiale. E’ quanto chiede infine il numro uno di via Nazionale. La spesa delle grandi banche è allineata a quella delle principali rivali europee «mentre quelle minorei restanio più indietro, pur in presenza di esperienze avanzate», ha continuato. Non è solo una sfida tecnologia ma anche organizzativa, dice, sottolinea come la «trasformazione pone nuovi rischi» e gli «utenti con minore familiarità con le applicazioni digitali sono più esposti alle frodi». Il governatore evidenzia poi il crescente fenomeno dei rischi dei cyber attacchi e el 2023-2025 «gli incidenti che hanno coinvolto le banche italiane sono aumentati dell’80%2. Un quadro che sta cambiando con l’intelligenza artificiale, con modelli «avabzati in grado individuare vulnerabilità nei sistemi informatici con rapidiità e profondità senza precedenti». Per questo la Banca d’Italia ha stabilito contatti «con le principali aziende del settore» e ha avviato discussioni «con le auroritò nazionali, gli operatori finanziari e i loro fornitori».
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