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65 miliardi di euro spesi in burocrazia: come l’apparato statale elefantiaco sta paralizzando la Germania

Lo Stato sta diventando sempre piΓΉ costoso: perchΓ© la promessa piΓΉ importante per risparmiare denaro viene ignorata

La Germania sta incassando piΓΉ tasse che mai nella storia della Repubblica Federale, eppure la montagna del debito continua a crescere inesorabilmente. Un’analisi dettagliata del bilancio federale rivela un grave problema strutturale: mentre i politici chiedono austeritΓ  a cittadini e imprese, lo Stato mantiene un apparato amministrativo gonfiato senza precedenti. Contrariamente alle chiare promesse contenute nell’accordo di coalizione di ridurre drasticamente le spese amministrative materiali, i costi per le esigenze dei ministeri continuano a crescere vertiginosamente. Un debito record, costi burocratici in continua crescita che ammontano a miliardi e una politica di digitalizzazione che crea piΓΉ nuovi posti di lavoro di quanti ne elimini, delineano il quadro di un sistema che ha perso il contatto con la realtΓ  fiscale. Il seguente articolo analizza perchΓ© la Germania non ha un problema di entrate, bensΓ¬ un grave problema di spesa, e perchΓ© le vere riforme strutturali devono partire dallo Stato stesso per riconquistare la fiducia dei contribuenti.

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In Germania, gli accordi di coalizione hanno una caratteristica peculiare: vengono firmati con grande enfasi e poi ignorati con sorprendente regolaritΓ . Il governo di coalizione nero-rosso, che ha siglato l’accordo intitolato “ResponsabilitΓ  per la Germania” nell’aprile del 2025, non fa eccezione. Contiene un impegno chiaro, ma difficilmente formulato in modo piΓΉ ambiguo: “Riduzione di tutte le spese amministrative rilevanti in tutte le voci di bilancio (escluse le autoritΓ  di sicurezza) con l’obiettivo di una riduzione del dieci per cento entro il 2029”. Un impegno che dovrebbe spingere i ministeri a esaminare seriamente i propri bilanci. Ma chiunque abbia familiaritΓ  con i dati attuali del Ministero federale delle Finanze si renderΓ  conto che la realtΓ  Γ¨ ben diversa.

Nei primi quattro mesi del 2026, le spese amministrative del governo federale sono state superiori di circa 1,1 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per l’intero anno 2026, a questa voce di spesa sono stati stanziati circa 29 miliardi di euro. A titolo di confronto, le spese amministrative nell’anno fiscale 2025 ammontavano a poco meno di 24 miliardi di euro. Chiunque confronti i calcoli politici delle promesse di coalizione con le spese effettive si troverΓ  di fronte a una scomoda discrepanza.

Quando le politiche di austeritΓ  restano solo sulla carta

A un esame piΓΉ attento, la promessa della coalizione si Γ¨ rivelata ambiziosa fin dall’inizio, ma non irrealistica. Una riduzione del dieci per cento della spesa amministrativa entro il 2029 avrebbe comportato un risparmio di diversi miliardi di euro, considerando l’entitΓ  delle spese annuali. L’obiettivo era di avvantaggiare i cittadini attraverso una riduzione delle tasse, i fondi previdenziali grazie a una diminuzione dei costi, o il bilancio complessivo grazie a un migliore consolidamento. Invece, sta accadendo esattamente il contrario: la spesa del governo federale Γ¨ in aumento.

Secondo le normative di bilancio, le spese amministrative includono i costi per viaggi d’affari, attrezzature per ufficio e gestione degli edifici, parco veicoli, contratti con consulenti esterni e altre spese in natura relative alla gestione ordinaria. Non si tratta quindi di sussidi alle imprese o di prestazioni sociali per i cittadini, bensΓ¬ del funzionamento dell’apparato statale a proprio vantaggio. Il fatto che queste spese siano schizzate alle stelle nei primi mesi del nuovo governo, nonostante l’esplicito impegno al risparmio sancito dall’accordo di coalizione, Γ¨ ben piΓΉ di una semplice questione di bilancio. È una condanna senza appello.

Reiner Holznagel, presidente della Federazione dei contribuenti tedeschi, ha riassunto il problema in una frase chiave: la Germania non ha un problema di entrate, ma un problema di spese. Di fatto, lo Stato sta attualmente incassando piΓΉ tasse che mai nella storia della Repubblica Federale. Eppure, il debito pubblico non diminuisce, ma aumenta.

Un bilancio federale che non ha eguali

Il bilancio federale per il 2026 prevede una spesa totale di 524,54 miliardi di euro ed Γ¨ stato approvato dal Bundestag alla fine di novembre 2025. CiΓ² rappresenta un aumento di oltre 20 miliardi di euro rispetto alla spesa del 2025, che ammontava a circa 502,55 miliardi di euro. L’indebitamento netto ammonta a quasi 98 miliardi di euro. Un nuovo debito di tale entitΓ  Γ¨ il secondo piΓΉ alto nella storia della Repubblica Federale di Germania.

Per il governo tedesco, questo bilancio Γ¨ etichettato come “Investimenti per il futuro”. Infatti, circa 58 miliardi di euro sono destinati a spese per investimenti. Tuttavia, una parte significativa dell’aumento della spesa Γ¨ basata sui consumi, il che significa che confluisce nei costi correnti e non nella costituzione di un capitale sostenibile. Holznagel lo ha espresso senza mezzi termini nella sua critica alla bozza di bilancio: “Si stanno rendendo disponibili piΓΉ fondi ovunque, ma non si stanno realizzando risparmi. Il governo ha semplicemente compensato la pressione per tagliare la spesa con nuovo debito”

Inoltre, esistono i cosiddetti fondi fuori bilancio, che raccolgono il debito per infrastrutture, protezione del clima e difesa al di fuori del bilancio ordinario. Anche questi fondi speciali sono finanziati da prestiti e contribuiscono a un debito totale che, secondo i calcoli della Federazione dei contribuenti tedeschi, sta spingendo il conto del debito a un nuovo ritmo record: da circa 2.800 euro di nuovo debito al secondo a un aumento previsto di oltre 5.000 euro al secondo. Secondo i piani a medio termine, la spesa federale dovrebbe raggiungere i 625 miliardi di euro entro il 2030, con un incremento del 90% rispetto al 2019.

La piΓΉ grande amministrazione federale nella storia della Repubblica

Dietro l’aumento dei costi amministrativi si cela un problema strutturale che gli impegni politici finora non sono riusciti a risolvere: l’amministrazione federale ha raggiunto un livello record in termini di posizioni e personale. Nel 2024, il bilancio federale prevedeva quasi 300.000 posizioni nell’amministrazione federale. Nel 2021, il numero era inferiore di oltre 8.700. Dal 2015, quando si attestava a 249.000, l’amministrazione federale Γ¨ cresciuta di circa 50.000 posizioni.

In una relazione del 2025, la Corte dei Conti federale ha documentato la situazione assurda: nonostante il crescente numero di nuove posizioni, una percentuale costante di oltre il dieci per cento rimane permanentemente vacante. PiΓΉ recentemente, nell’amministrazione federale sono state elencate oltre 30.000 posizioni aperte. Il cosiddetto “divario occupazionale”, ovvero la differenza tra le posizioni pubblicizzate e quelle effettivamente occupate, non si Γ¨ ridotto nonostante la cronica carenza di lavoratori qualificati; anzi, si Γ¨ ampliato in un numero crescente di enti governativi. La Corte dei Conti federale considera questa pratica discutibile dal punto di vista della politica di bilancio: si continuano a creare nuove posizioni anche se quelle esistenti non possono essere coperte.

Inoltre, nel maggio 2025, la Corte dei conti federale ha individuato un ulteriore problema di efficienza: i ministeri e la Cancelleria federale a volte destinano piΓΉ di un terzo del proprio personale a compiti di servizio interno come la gestione del bilancio, del personale e l’organizzazione, senza aver giustificato tale pratica con analisi dei fabbisogni di personale. In alcuni ministeri federali, ciΓ² significa che piΓΉ di un terzo dei dipendenti non Γ¨ disponibile per le attivitΓ  ministeriali principali. Si tratta di un’allocazione delle risorse che non sarebbe considerata accettabile in nessuna azienda del settore privato.

Il rapporto tra spesa pubblica e spesa pubblica come termometro di un sistema surriscaldato

Il rapporto tra spesa pubblica e PIL, ovvero la quota di spesa pubblica sul prodotto interno lordo, Γ¨ un indicatore molto dibattuto del rapporto tra attivitΓ  pubblica e produzione economica complessiva. In Germania, nel 2025, si attestava al 50,3%. Nel 2020 e nel 2021, a causa della pandemia di COVID-19, aveva superato il 50%, per poi riprendersi brevemente prima di superare nuovamente tale soglia nel 2025. Per il 2026 si prevedono lievi cali, ma il livello strutturale rimarrΓ  elevato.

Un rapporto tra spesa pubblica e PIL superiore al 50% significa che piΓΉ della metΓ  della produzione economica totale di un paese passa attraverso le mani dello Stato o dipende dalle sue decisioni. Questo non Γ¨ un segno di forza economica, bensΓ¬ un segnale del graduale spostamento dell’attivitΓ  privata verso la spesa pubblica. Il rapporto tra gettito fiscale e PIL, ovvero la quota di imposte e contributi previdenziali sul PIL, ha raggiunto un massimo storico del 41,5% nel 2025. Per i lavoratori e le imprese, ciΓ² rappresenta un onere che, secondo gli standard internazionali, si colloca tra i piΓΉ elevati al mondo.

Il costo della burocrazia: 65 miliardi di euro e oltre

Oltre ai costi amministrativi diretti sostenuti dal governo federale, la regolamentazione statale comporta enormi costi consequenziali per il settore privato. Secondo i calcoli del Consiglio nazionale di controllo regolamentare, i costi burocratici per le imprese in Germania ammontano a circa 65 miliardi di euro all’anno. Questa cifra comprende solo i costi derivanti dalle normative federali e include solo parzialmente gli obblighi previsti dal diritto europeo. All’inizio del 2025, l’Ufficio federale di statistica ha registrato esattamente 12.390 obblighi di rendicontazione che le imprese devono adempiere nei confronti degli enti governativi.

L’Istituto ifo ha stimato che i costi economici totali della burocrazia in Germania siano di gran lunga superiori: a causa di un’eccessiva regolamentazione, la Germania perde fino a 146 miliardi di euro di produzione economica all’anno. Il potenziale di miglioramento nella sola digitalizzazione della pubblica amministrazione Γ¨ enorme: se la Germania raggiungesse un livello di digitalizzazione nella sua pubblica amministrazione paragonabile a quello della Danimarca, la sua produzione economica annua aumenterebbe di 96 miliardi di euro. Questi dati dimostrano chiaramente perchΓ© la riduzione della burocrazia non Γ¨ un compito burocratico marginale, ma un progetto chiave per la crescita.


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Β Konrad Wolfenstein

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