“Li faremo neri a tutti, da una parte e dall’altra”. È probabilmente questa la frase destinata a rimanere impressa della conferenza stampa con cui Giulia Briziarelli ha ufficializzato questa mattina il “no” alla proposta politica avanzata da Carlo Zoccolotti e annunciato che Genzano Torna Bella non sosterrà né il sindaco uscente né Fabio Papalia al ballottaggio del 7 e 8 giugno.
Una conferenza stampa molto attesa, tenutasi nella sede di via Italo Belardi, gremita di sostenitori e simpatizzanti del movimento progressista nato dopo la traumatica rottura nel Partito Democratico.
Ad accogliere gli accorsi, tra gli altri, l’ex senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Fattori, capolista di Genzano Torna Bella, l’ex consigliere regionale Tonino D’Annibale, nonché numerosi candidati della lista e diversi esponenti del gruppo che ha accompagnato la candidatura di Briziarelli in questi mesi, tra cui Silvia Pompili, che con 129 preferenze è risultata la candidata più votata della lista e che, secondo alcune indiscrezioni che non hanno però trovato unanime conferma, potrebbe addirittura entrare in Consiglio comunale insieme a Briziarelli in caso di vittoria di Fabio Papalia. Un’ipotesi che andrà comunque confermata alla luce della corretta applicazione del Metodo d’Hondt, esercizio che le recenti vicende amministrative di Velletri, con il caso Mascetti-Andreozzi, hanno dimostrato essere meno scontata di quanto spesso si creda.
Dal rosso papavero al nero della rottura
Ad attirare l’attenzione è stato anche un particolare simbolico. La Giulia Briziarelli che si è presentata davanti ai suoi sostenitori e a noi di Castelli Notizie (unica testata giornalistica presente), questa mattina era vestita di nero. Un dettaglio forse casuale, ma che ha finito per accompagnare un soliloquio dai toni più perentori e duri rispetto a quelli che avevano caratterizzato gran parte della campagna elettorale. Per settimane la candidata sindaca aveva fatto del rosso papavero uno degli elementi distintivi della propria comunicazione politica, simbolo di una sinistra progressista che voleva proporsi come alternativa tanto al centrosinistra di governo quanto al centrodestra. Valori su cui non intende cedere di un centimetro, ma se possibile rilanciare con la determinazione e l’entusiasmo che non sembrano venuti meno.
Delusione però, e non poca, per il rifiuto opposto da Zoccolotti e dal centrosinistra che componeva la maggioranza uscente, alla proposta di apparentamento avanzata dall’assemblea di Genzano Torna Bella. Irritazione per una trattativa che, a giudizio del movimento, non avrebbe riconosciuto adeguatamente il peso politico del 15,31% ottenuto alle urne, ma che pure, in caso di esito positivo, avrebbe finito per scontentare tante forze del centrosinistra che non hanno accettato il ridimensionamento in favore di chi si è opposto come alternativo.
“Un secondo schiaffo”
Nel lungo intervento (clicca qui per guardare la Diretta Facebook) davanti ai presenti, Briziarelli ha ripercorso la nascita del movimento e il percorso che ha portato oltre 1.700 cittadini a sostenerne la candidatura. “Il 30 giugno 2025 siamo stati ingiustamente cacciati e il 30 maggio 2026 abbiamo ricevuto il secondo schiaffo”, ha dichiarato, in riferimento alle fasi che hanno poi portato lo scorso anno al commissariamento del Partito Democratico, di cui era segretaria. Secondo la candidata sindaca, la proposta di apparentamento non nasceva dalla volontà di ottenere incarichi o posizioni, ma dall’idea di costruire una nuova amministrazione fondata sul reciproco riconoscimento politico. “Con l’apparentamento l’amministrazione sarebbe stata totalmente nuova e allora sì avremmo potuto sostenerla”, ha spiegato. Particolarmente duro il passaggio in cui ha accusato il centrosinistra di essere rimasto ancorato alle proprie posizioni di potere: “Loro si dicono estremamente unitari ma sono estremamente attaccati alle loro poltrone”.
E ancora: “In democrazia non si governa da soli, ma loro con la solita arroganza dimostrano ancora una volta di non amare la democrazia”. Parole che certificano una rottura ormai definitiva tra Genzano Torna Bella e il centrosinistra guidato da Carlo Zoccolotti.
Nel corso dell’intervento non è mancato nemmeno un riferimento polemico ad alcuni articoli pubblicati nei giorni scorsi. Briziarelli ha contestato quella che ha definito una ricostruzione “ambigua e strumentale” delle sue dichiarazioni sugli apparentamenti.
Proprio su questo punto, tuttavia, va ricordato come le dichiarazioni rilasciate dalla candidata sindaca allo speciale elettorale pubblicato da Castelli Notizie, riportate integralmente (CLICCA QUI PER LEGGERLE), apparissero eloquenti – così come lo erano state le domande poste – e senza troppe possibilità di interpretazione. All’interrogativo su possibili apparentamenti dopo il primo turno, la candidata sindaca di Genzano Torna Bella aveva infatti risposto che due sole cose poteva dare per certe: che non avrebbe sostenuto l’amministrazione Zoccolotti “né per questioni etiche né per questioni programmatiche” e che non avrebbe sostenuto la destra perché il suo cuore batteva a sinistra. Parole che, lette oggi alla luce della decisione assunta dal movimento, sembrano in effetti trovare una sostanziale continuità nell’esito finale annunciato questa mattina: nessun sostegno a Zoccolotti e nessun sostegno a Papalia.
Libertà di voto e opposizione
Il passaggio più importante dell’intervento, applaudito dai presenti, è arrivato nel finale. Dopo aver respinto l’offerta di entrare in Giunta senza apparentamento e dopo aver criticato il comportamento del centrosinistra, Briziarelli ha ufficializzato la linea politica del movimento: “Genzano Torna Bella al prossimo turno di ballottaggio non sosterrà né Papalia né Zoccolotti ed invita tutti i suoi elettori ad agire secondo la propria coscienza”.
Subito dopo è arrivata una delle frasi più dure dell’intera mattinata: “Mai con questa destra e mai complici di questa amministrazione” (l’amministrazione uscente, ndr).
Infine l’annuncio del ruolo che il movimento intende svolgere nella prossima consiliatura: “Alla prossima consiliatura saremo l’opposizione, qualunque consiliatura essa sia, e fidatevi che un movimento progressista come il nostro, numerosissimo, anche se avrà una sola rappresentanza, li faremo neri a tutti, da una parte e dall’altra”.
Parole che chiudono definitivamente il capitolo degli accordi pre-ballottaggio e aprono quello di una nuova opposizione che promette di essere particolarmente combattiva. Per Carlo Zoccolotti potrebbe trattarsi di una battuta d’arresto significativa nel tentativo di rilancio di una composizione del campo progressista, che Genzano Torna Bella ha dimostrato di volere solo in cambio di un’adeguata rappresentanza in Consiglio (da a 1 a 4 seggi) e in Amministrazione (2 assessori). Respinta al mittente la proposta arrivata nelle ultime ore di un assessorato per Giulia Briziarelli, con addirittura la carica di vicesindaca.
La scelta annunciata da Genzano Torna Bella è stata poi seguita a mezzogiorno da un’altra presa di posizione significativa nel panorama politico cittadino. Anche il Movimento Civico Città Futura e la coalizione che ha sostenuto Flavio Gabbarini hanno infatti deciso di non raccogliere la mano tesa da Carlo Zoccolotti, rivendicando la coerenza di quasi sei anni di opposizione e sottolineando la volontà di cambiamento dei cittadini come oltre il 70% degli elettori abbia scelto al primo turno un’alternativa all’amministrazione uscente.
Due decisioni diverse nelle motivazioni, ma accomunate dall’esito finale: né Giulia Briziarelli né Flavio Gabbarini hanno accettato di entrare nel perimetro politico del centrosinistra in vista del ballottaggio. Un dato che potrebbe risultare decisivo per il ballottaggio in favore del candidato sindaco Fabio Papalia, che ha chiuso in vantaggio il primo turno, con oltre il 34% dei consensi, a fronte del 29% del sindaco uscente. Saranno i cittadini, alle urne il 7 e 8 giugno, a decidere se il futuro di Genzano passerà dalla continuità amministrativa o da una storica alternanza politica.
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Daniel Lestini
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