Tabelle millesimali contrattuali: quando possono essere modificate


Le tabelle millesimali rappresentano uno degli strumenti più importanti nella gestione di un condominio. Da esse dipende infatti la ripartizione di gran parte delle spese comuni e, in alcuni casi, anche il peso del voto dei singoli proprietari nelle assemblee.

Proprio per questo motivo, quando emergono dubbi sulla correttezza dei millesimi attribuiti alle singole unità immobiliari, la questione diventa particolarmente delicata. Il problema si pone soprattutto nel caso delle cosiddette tabelle millesimali contrattuali, cioè quelle richiamate negli atti di acquisto, o allegate a regolamenti di natura contrattuale.

Un principio che è cambiato nel tempo

Per molti anni si è ritenuto che le tabelle contrattuali potessero essere modificate soltanto con il consenso unanime di tutti i condòmini. Una convinzione ancora oggi molto diffusa, ma che non riflette completamente l’attuale orientamento normativo e giurisprudenziale.

Negli anni si è infatti affermato il principio secondo cui le tabelle millesimali non devono essere considerate necessariamente immutabili. Giurisprudenza e legislatore hanno chiarito che anche le tabelle allegate agli atti di acquisto e aventi natura contrattuale possono essere oggetto di revisione (qui il riferimento è l’articolo 69 delle disposizioni per l’attuazione del Codice civile), quando non rappresentano più correttamente la realtà dell’edificio.

Quando è possibile la revisione

La modifica delle tabelle può avvenire innanzitutto quando emerge un errore nella loro redazione. Si tratta di situazioni non rare, soprattutto negli edifici più datati, dove nel tempo possono emergere inesattezze nei calcoli o nella valutazione delle singole unità immobiliari.

La revisione può inoltre rendersi necessaria quando l’edificio ha subito trasformazioni significative. Pensiamo, ad esempio, al recupero di un sottotetto, alla sopraelevazione di un piano, all’ampliamento di un appartamento o al frazionamento di una unità immobiliare. Interventi di questo tipo possono modificare il valore relativo delle proprietà e rendere non più attuali i millesimi originariamente attribuiti.

Se emerge un errore nella formazione delle tabelle, o se le modifiche intervenute nel tempo hanno alterato in modo significativo il valore delle singole proprietà, la revisione può diventare non solo possibile, ma anche necessaria per garantire una corretta ripartizione delle spese.

Correggere un errore non significa cambiare le regole

Si tratta di una distinzione basilare. Una cosa, infatti, è correggere un errore; un’altra è decidere di modificare i criteri di ripartizione delle spese.

Nel primo caso si cerca semplicemente di riportare equilibrio nei conti condominiali. Nel secondo si interviene direttamente sui diritti economici dei proprietari e, proprio per questo, restano necessarie particolari garanzie e, nei casi previsti dalla legge, il consenso unanime.

La differenza può sembrare sottile, ma ha conseguenze molto concrete. Pensiamo a un appartamento che, a causa di un errore di calcolo, abbia ricevuto un numero di millesimi inferiore a quello corretto. Per anni il proprietario potrebbe aver contribuito meno del dovuto alle spese comuni, mentre gli altri condòmini hanno sostenuto una quota maggiore. Correggere quell’errore non significa favorire qualcuno, ma ristabilire una ripartizione più equa.

L’importanza delle verifiche

Naturalmente la semplice contestazione di un condòmino non è sufficiente per mettere in discussione le tabelle esistenti. Occorrono verifiche tecniche e documentazione adeguata in grado di dimostrare la presenza di errori o di modifiche rilevanti intervenute nell’edificio.

Per questo motivo, quando sorgono dubbi sulla correttezza dei millesimi, è spesso necessario affidarsi a professionisti qualificati in grado di effettuare gli opportuni accertamenti.

Il ruolo dell’assemblea e dell’amministratore

Quando emerge il dubbio che le tabelle millesimali non siano più corrette, l’amministratore non può intervenire autonomamente modificando le quote attribuite ai singoli proprietari. Il suo compito è piuttosto quello di raccogliere le segnalazioni dei condòmini, promuovere gli opportuni approfondimenti e sottoporre la questione all’assemblea.

Spetta infatti ai condòmini valutare l’opportunità di procedere con verifiche tecniche e, sulla base dei risultati ottenuti, decidere l’eventuale revisione delle tabelle. In molti casi l’assemblea affida l’incarico a un professionista specializzato, chiamato ad accertare l’esistenza di errori o a verificare se le modifiche intervenute nell’edificio abbiano alterato il valore delle singole proprietà.

Per il condòmino che ritiene errata la propria (o l’altrui) quota millesimale, il primo passo è quindi quello di portare la questione all’attenzione dell’amministratore, chiedendo che venga esaminata e discussa in assemblea.

Se l’assemblea ritiene fondata la richiesta, può avviare il procedimento di revisione sulla base delle verifiche tecniche effettuate. Qualora invece non si raggiunga una soluzione in sede condominiale, il proprietario interessato può rivolgersi all’autorità giudiziaria per far accertare l’eventuale errore, o la necessità di aggiornare i millesimi.

Resta comunque fermo un principio: la revisione delle tabelle serve a garantire una corretta ripartizione delle spese per il futuro e non costituisce automaticamente uno strumento per rimettere in discussione tutti i riparti approvati negli anni precedenti.

Una questione che può incidere sul portafoglio

Le tabelle millesimali vengono spesso considerate un documento puramente tecnico, ma in realtà hanno conseguenze molto concrete sulla vita dei condòmini. Da esse dipende infatti la quota di partecipazione alle spese comuni e, quindi, quanto ciascun proprietario è chiamato a versare ogni anno.

Quando emergono dubbi fondati sulla correttezza

dei millesimi, dunque, vale la pena approfondire la questione. Dietro una tabella redatta magari decenni fa potrebbero nascondersi errori che continuano a incidere, anno dopo anno, sul portafoglio di tutti i proprietari.


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 redazione@ilgiornale-web.it (Dario Murri)

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