“È stata la nottata più spaventosa della mia vita”: l’audio della carabiniera dopo il caos dei cavalli in fuga a Roma


Il racconto choc dopo le prove del 2 Giugno

È stata la nottata più spaventosa della mia vita, ve lo giuro”. La voce è quella di una carabiniera in servizio nel reparto a cavallo dell’Arma. Non è un comunicato ufficiale, non è una ricostruzione fredda da verbale: è il racconto diretto, concitato, ancora pieno di paura, di chi quella notte c’era.

Nel messaggio audio diffuso tra i colleghi, la militare descrive i momenti di panico vissuti durante le prove della parata del 2 Giugno a Roma, quando l’esplosione improvvisa di fuochi d’artificio ha mandato nel terrore i cavalli impegnati nella manifestazione. In pochi istanti, quella che doveva essere una prova ordinata in vista della Festa della Repubblica si è trasformata in una fuga incontrollata tra urla, feriti, animali imbizzarriti e mezzi danneggiati.

“Sono partiti i fuochi d’artificio, i cavalli si sono spaventati”

Nel vocale, la carabiniera ricostruisce l’inizio del caos. I reparti, secondo quanto racconta, erano ancora fermi, in attesa di cominciare la sfilata.

Noi non sapevamo niente, eravamo sciolti prima di iniziare la parata”, dice. Poi l’esplosione. Secca, improvvisa, devastante per animali già pronti alla manifestazione.

Sono partiti i fuochi d’artificio, i cavalli della fanfara si sono spaventati, i cavalli dei lanceri sono partiti travolgendo chiunque e qualsiasi cosa avessero davanti”.

È in quel momento che la situazione sfugge completamente di mano. I cavalli, terrorizzati dal rumore, iniziano a correre senza controllo. Alcuni militari sono ancora a terra, accanto agli animali. Altri provano a restare in sella. Attorno, il traffico, i mezzi militari, le auto parcheggiate. Una miscela perfetta per il disastro.

“Ho pensato: adesso parte e muoio”

La carabiniera racconta anche la sua paura personale, il momento in cui ha pensato di non riuscire più a controllare il cavallo.

Il mio cavallo ha fatto tre o quattro piroette”, dice nell’audio. Poi la frase più dura: “Ho pensato: ecco, adesso parte e muoio”.

Non è solo il racconto di un incidente. È il diario orale di una notte in cui militari addestrati, cavalli abituati alle cerimonie e reparti preparati alla parata si sono trovati improvvisamente dentro una scena ingestibile. Il rumore dei botti, la paura degli animali, la fuga collettiva: tutto è avvenuto in pochi secondi.

Feriti tra militari e personale: “L’hanno devastata”

Nel messaggio, la militare parla anche dei feriti. Il bilancio provvisorio indica diversi militari e operatori coinvolti nei momenti di caos. Il racconto più drammatico riguarda una ragazza rimasta gravemente ferita.

A una ragazza si sono rotte le costole e le ginocchia, l’hanno devastata”, dice la carabiniera.

Secondo le ricostruzioni emerse, tra i feriti ci sarebbe una soldatessa dei Lancieri di Montebello, ricoverata in ospedale con diverse fratture alle costole e un polmone perforato. Al pronto soccorso sono finiti anche altri due soldati dell’Esercito. Ferita inoltre un’agente di polizia, colpita al volto durante la confusione.

Nell’audio, la carabiniera riferisce anche di un’altra agente caduta da cavallo e finita in ospedale. “È in ospedale con i denti per terra”, dice, ancora scossa.

Cavalli contro mezzi e auto: “Cadevano, si rialzavano e ripartivano”

La fuga degli animali ha provocato anche danni ai veicoli parcheggiati lungo il percorso e ai mezzi presenti nell’area delle prove. Le immagini circolate nelle ore successive hanno mostrato cavalli al galoppo tra le auto e lungo le strade di Roma, inseguiti dai militari nel tentativo di fermarli.

Il racconto della carabiniera restituisce la violenza di quei momenti.

Hanno spaccato tutte le macchine possibili e immaginabili che si sono trovate davanti”, dice.

Poi descrive la scena più impressionante: “Cavalli che sbattevano contro i mezzi militari, cadevano per terra, si rialzavano e ripartivano. Non capivano più nulla”.

Durante la fuga, una quindicina di animali avrebbe riportato ferite ed è stata affidata alle cure dei veterinari. Nell’audio, la militare riferisce anche che “un cavallo è morto di infarto, da quello che ho capito”. Una frase che rende ancora più pesante il clima di quella notte, tra informazioni concitate, paura e incredulità.

I fuochi vicino all’area delle prove

Secondo le prime ricostruzioni, i botti sarebbero partiti da una batteria pirotecnica installata lungo una strada adiacente all’area delle prove, vicino ai recinti e ai mezzi destinati al trasporto degli animali.

L’ipotesi al vaglio è che ad accendere i fuochi a poca distanza dai cavalli possano essere stati quattro agenti della Polizia Locale. Gli investigatori stanno ricostruendo ruoli e responsabilità. Oltre all’agente che avrebbe materialmente acceso la miccia, sarebbero presenti altri tre colleghi.

Sul caso sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia Roma Centro, con la collaborazione della polizia locale. Una prima informativa è stata inviata in Procura. Dai video e dalle testimonianze sarebbe emersa una possibile simultaneità tra l’esplosione dei fuochi e la fuga dei cavalli, che hanno percorso chilometri tra i veicoli in transito.

Il comandante della polizia locale: “Non ci saranno sconti”

Il comandante della polizia locale di Roma, Mario De Sclavis, ha annunciato accertamenti interni durissimi.

Stiamo facendo accertamenti affinché tutta la situazione venga chiarita, dopo prenderemo i dovuti provvedimenti. Non ci saranno sconti per nessuno. Saremo intransigenti”, ha dichiarato.

De Sclavis ha spiegato di non aver parlato con l’agente che si ipotizza abbia acceso la batteria di fuochi, proprio perché l’indagine è ancora in corso. “Non posso parlare con persone eventualmente coinvolte perché sto indagando in prima persona con i miei e con i carabinieri”.

Il comandante ha aggiunto che si sta verificando se vi siano altre persone coinvolte: “Un conto è se qualcuno si ferma a curiosare, un altro è se qualcuno insieme a lui è consapevole di quello che sta succedendo”.

Poi il passaggio più duro, quello che allarga il caso oltre l’episodio singolo: “Abbiamo scoperto che ormai c’è questa becera usanza di esplodere i petardi durante le prove della parata che va avanti da diversi anni e a cui i nostri non hanno mai partecipato. Non escludo che possano essere stati accesi anche altri fuochi”.

Agenti esclusi dai servizi del 2 Giugno

Gli Agenti coinvolti nell’accensione della batteria di fuochi sono stati esclusi dai servizi previsti per la Festa della Repubblica. Si tratta di un primo provvedimento cautelativo disposto dal Comando della polizia locale, in attesa di chiarire le responsabilità a vario titolo.

La vicenda resta ora nelle mani degli investigatori. Ma l’audio della carabiniera ha già restituito la dimensione più cruda dell’accaduto: non una semplice fuga di animali, ma una notte di panico reale, con persone ferite, cavalli terrorizzati e una parata trasformata in un teatro di paura.

“Hanno rovinato una parata che doveva essere una festa”

Nel finale del messaggio, la carabiniera non nasconde amarezza e rabbia. Quella che doveva essere una celebrazione, racconta, è diventata una notte da dimenticare.

È stata una nottata veramente pericolosa. Non pensavo di vivere una situazione così paurosa”, dice.

Poi la frase che chiude il racconto e pesa come un atto d’accusa: “Hanno rovinato una parata che doveva essere un clima di festa. È rimasta soltanto tanta paura”.

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