Elezioni comunali Messina, i NOMI dei consiglieri comunali eletti



È già delineato, pur in attesa dell’ufficialità degli organi di controllo e nonostante una lentezza inaudita (scrutinati 226 sezioni su 253), il quadro dei 32 consiglieri comunali che occuperanno l’Aula fino al 2031, salvo dimissioni anticipate o terremoti politici. Il risultato elettorale consegna a Messina un Consiglio comunale profondamente segnato dalla vittoria del fronte che sostiene Federico Basile, confermato sindaco con il 58,42%, e apre una nuova fase politica nella quale il peso di Sud Chiama Nord sarà determinante.

La notizia più rilevante, oltre alla riconferma di Basile, è l’assetto dell’Aula: il movimento guidato da Cateno De Luca ottiene il premio di maggioranza e porta ben 20 seggi su 32 ai candidati delle liste schierate a sostegno del sindaco. Un risultato numericamente imponente, che ridisegna gli equilibri del Consiglio comunale e lascia poco spazio alle opposizioni. Ma il voto restituisce anche un dato politico significativo: tra le quindici liste del campo di Basile e De Luca, soltanto cinque hanno superato la soglia di sbarramento del 5%, mentre ben sei sono rimaste addirittura sotto l’1%.

Sud Chiama Nord prima lista: sette seggi e leadership nell’Aula

La lista più votata è stata Sud Chiama Nord, che ha raccolto 14843 preferenze e conquistato sette seggi. Un risultato che conferma la centralità del movimento nell’assetto politico messinese e che ne fa il principale gruppo consiliare della maggioranza.

Al momento, la prima eletta è Serena Giannetto, forte di 1275 voti. Secondo le attuali proiezioni entrano in Consiglio anche il presidente uscente del Consiglio comunale Nello Pergolizzi, gli ex assessori Massimiliano Minutoli e Liana Cannata, insieme a Nicoletta D’Angelo, Rosaria Di Ciuccio e Antonella Feminò.

Si tratta però di un assetto ancora provvisorio. La composizione finale potrebbe cambiare in seguito alla probabile rinuncia degli stessi Minutoli e Cannata, che dovrebbero rientrare in giunta. In quel caso scatterebbe lo scorrimento della graduatoria dei non eletti, modificando la rappresentanza della lista in Aula.

La lista “Basile sindaco di Messina” verso quattro rappresentanti

Nel campo della maggioranza, un ruolo importante dovrebbe essere assunto anche dalla lista “Basile sindaco di Messina”, alla quale dovrebbero andare quattro seggi. Il più votato è Nicola Maddocco, seguito da Calogero Brancantelli, dall’ex dirigente della Polfer Ciccio Benedetto e da Valentina Capone.

La presenza di questa lista rafforza il perimetro politico del sindaco riconfermato e contribuisce alla costruzione di una maggioranza ampia, destinata a incidere sulla vita amministrativa di Messina nei prossimi anni.

“Amo Messina” porta in Aula Chiarella, Bosurgi e Summa

I tre seggi della lista “Amo Messina” saranno verosimilmente occupati da tre profili diversi per storia politica e percorso personale. In Aula dovrebbe tornare la vecchia conoscenza in quota Forza Italia Giuseppe Chiarella, insieme alla campionessa di pallanuoto Silvia Bosurgi e a Natalino Summa. Anche in questo caso emerge uno degli elementi più interessanti del voto: l’esclusione di Forza Italia, che non ha raggiunto la soglia di sbarramento, non impedisce ad alcuni profili provenienti da quell’area politica di trovare spazio attraverso altre liste.

“Federico per Messina”: Cantello, Pirone e Asciutto verso il Consiglio

La lista “Federico per Messina” verrà rappresentata con tre seggi. Secondo le proiezioni, dovrebbero entrare il consigliere uscente Mirko Cantello, Cetty Pirone e Francesco Asciutto.

“Messina Protagonista”, lotta serrata per tre seggi

Particolarmente agguerrita è la competizione dentro la lista “Messina Protagonista”. Attualmente, per poche decine di voti di differenza, dovrebbero ottenere il seggio Antonio Bonfiglio, l’ex consigliere comunale Alessandro La Cava e Simona Paratore. Con i numeri fin qui registrati, non riescono invece a centrare l’obiettivo l’esperto allo Sport Francesco Giorgio, il presidente di Amam Paolo Alibrandi.

Il Pd ritrova Maria Perrone, sfida sul filo per gli altri seggi

In casa Pd si registra il ritorno in Consiglio comunale di Maria Perrone. La corsa per il secondo e il terzo posto si è giocata sul filo di lana. Per una manciata di voti la spuntano, almeno al momento, Antonella Russo, candidato sindaco, e Alessandro Russo, che portano a casa rispettivamente 1038 voti e 1085. Rischia invece di salutare l’Aula Felice Calabrò.

Fratelli d’Italia conferma Gioveni, la Lega strappa un seggio decisivo

Nel centrodestra, viene confermato con forza Libero Gioveni, primo degli eletti nella lista di Fratelli d’Italia con 1328 preferenze. A seguirlo c’è la new entry Debora Buda, che punta all’Aula dopo l’esperienza da consigliere del quarto Quartiere. Il testa a testa è con il consigliere uscente Dario Carbone. Per il partito della premier Meloni sfuma però il terzo seggio, strappato dalla Lega, che manda in campo la riconfermata Amalia Centofanti e Cosimo Oteri.

Popolari e Autonomisti – Grande Sicilia: entrano Vaccarino e Sorbello

Il duello per i due seggi assegnati a “Popolari e Autonomisti – Grande Sicilia” premia la vecchia conoscenza del Consiglio Benedetto Vaccarino, che conquista il posto con più di 1800 voti, e Anna Sorbello. Secondo l’attuale stima, non vengono invece confermati gli uscenti Giandomenico La Fauci e Concetta Buonocore.

Marcello Scurria entra come primo dei non eletti tra i candidati sindaco

Infine, spazio alla lista che fa capo a Marcello Scurria, che entra di diritto in Consiglio comunale come primo dei non eletti tra i candidati sindaco. Con lui trovano spazio anche il ritorno in Consiglio di Simona Contestabile e Giuseppe Capurro.

Un Consiglio segnato dal premio di maggioranza e dall’esclusione di Forza Italia

Il nuovo Consiglio comunale di Messina nasce dunque sotto il segno della schiacciante vittoria di Sud Chiama Nord e del sistema di liste che ha sostenuto Federico Basile. I 20 seggi assegnati alla coalizione del sindaco rappresentano il dato centrale della tornata elettorale e consegnano alla maggioranza una forte capacità di indirizzo nell’Aula.

Accanto a questo, il voto registra sorprese e scosse politiche. La più evidente è l’esclusione di Forza Italia, rimasta fuori dal Consiglio per il mancato superamento della soglia di sbarramento. Ma non mancano volti nuovi, rientri di vecchie conoscenze ed esclusioni eccellenti, a conferma di una competizione molto intensa sul terreno delle preferenze.


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 Danilo Loria

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