Ballottaggio Genzano, Gabbarini e Città Futura puntano sul “cambiamento” per la “rinascita di Genzano”


Prima il secco “no” alla proposta di costruire una maggioranza allargata col centrosinistra, ritenendola fuori luogo e incoerente rispetto ai “trattamenti ricevuti” per 5 anni e mezzo in Consiglio comunale. Poi il forte richiamo alla coerenza e al cambiamento. Ora tre immagini, poche parole e messaggi che molti, a Genzano, hanno interpretato come un orientamento politico sempre meno velato. A poche ore dal turno di ballottaggio Città Futura e Flavio Gabbarini sono infatti tornati a parlare, affidandosi ai social network.

Dopo il comunicato diffuso nei giorni scorsi, con cui il movimento aveva respinto al mittente la proposta del sindaco uscente, rivendicando sei anni di opposizione “seria, rigorosa e responsabile”, nelle ultime ore sono infatti comparsi dei post che sembrano delineare con sempre maggiore chiarezza l’orientamento politico tracciato dall’ex sindaco del quinquennio 2011 / 2016, quello della “Genzano Città Giardino”, che venne spazzata via dall’onda di un Movimento 5 Stelle rivelatosi poi fallimentare.

Il primo post recita: “Non si tratta di difendere un simbolo. Si tratta di far funzionare la città”.

Il secondo, pubblicato nelle ore successive, rincara ulteriormente il concetto: “Il nostro voto è per la cura, la visione, il coraggio. In questo momento serve più pragmatismo, meno ideologia”.

E ancora: “Genzano merita di più. Merita più cura, più attenzione, più serietà. Merita una città pulita, sicura, viva, capace di valorizzare le sue bellezze, il suo centro storico, il verde, le tradizioni, il commercio e le persone che ogni giorno la fanno vivere”.

Il terzo post è arrivato proprio questa sera, al culmine della campagna elettorale: “Noi ci siamo!  Conosciamo questa città. Ne conosciamo le potenzialità, ma anche le difficoltà. Sappiamo che Genzano può tornare ad essere un punto di riferimento dei Castelli Romani. Il nostro voto è per il buongoverno”.

cf

Parole che arrivano dopo una settimana politicamente intensa e suggellata da un comunicato in cui Gabbarini e Città Futura hanno sottolineato come oltre sette genzanesi su dieci abbiano scelto una proposta diversa da quella dell’amministrazione uscente, definendo quel dato il principale messaggio consegnato dalle urne e ribadendo la necessità di una nuova stagione politica per la città.

Pur senza arrivare all’indicazione di voto esplicita espressa invece dalla coalizione civica di Piergiuseppe Rosatelli, che ha ufficializzato in maniera chiara il proprio sostegno a Fabio Papalia, i nuovi post di Città Futura sembrano muoversi nella stessa direzione culturale e politica: quella di un cambiamento che vada oltre le appartenenze tradizionali.

città futura

Non sfugge, del resto, l’insistenza su termini come “pragmatismo“, “cura“, “visione“, “coraggio” e soprattutto sull’invito a non scegliere una bandiera, ma una città che “funzioni“. Un lessico che richiama direttamente alcuni dei concetti cardine utilizzati da Gabbarini durante tutta la campagna elettorale e che, inevitabilmente, molti osservatori hanno letto come una presa di distanza radicale definitiva dall’amministrazione uscente.

D’altronde, già nel comunicato con cui aveva respinto la proposta di Zoccolotti, Città Futura aveva evidenziato come l’unità non si costruisca in pochi giorni, ma attraverso il rispetto reciproco e il confronto, elementi che, secondo il movimento, sarebbero completamente mancati nel corso dell’ultima consiliatura.

Nel delicato scacchiere politico genzanese, anche i messaggi affidati ai social assumono quindi un peso specifico importante e contribuiscono ad alimentare il dibattito cittadino in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno.

pragma

Una cosa, però, appare ormai evidente: il civismo genzanese a trazione “Città Futura” ha rivendicato la propria autonomia, e allo stesso tempo è sembrato ha indicato una direzione precisa, fondata meno sulle appartenenze ideologiche e più sulla ricerca di una nuova stagione amministrativa per la città. Una linea che, a giudicare dalle ultime uscite pubbliche, sembra sempre più orientata verso il pragmatismo e il cambiamento, piuttosto che verso la difesa di schemi e appartenenze consolidate.

Non un caso, allora, che Flavio Gabbarini, già sindaco di Genzano nel quinquennio dal 2011 al 2016, pare abbia scelto di sostenere quel cambiamento che, giunti al testa a testa del ballottaggio, troverà compimento nel voto per Fabio Papalia, che anche in questi ultimi giorni di campagna elettorale lo ha colpito favorevolmente per la sobrietà degli interventi e per la volontà di mettere il bene di Genzano al centro di tutto.

di veronica

Significative, in serata, sono arrivate anche le parole di Cristian Di Veronica, consigliere comunale uscente e secondo candidato più votato nella due giorni del 24-25 maggio: “

Esprimere le proprie idee e difendere con passione è il motore di ogni democrazia,ed è un bene che sia così. C’è un limite valoriale, però, che non dovrebbe mai essere superato: il rispetto per le idee altrui. Basta con le vecchie logiche di partito che dividono la comunità in fazione.

È tempo di guardare avanti e lavorare uniti per un unico grande obbiettivo:il bene della nostra comunità,dei cittadini e del futuro dei nostri figli.

Soprattutto a livello locale, nei nostri comuni, i vecchi “colori politici” hanno perso il loro significato originario. Eppure c’è ancora qualcuno che fatica a comprendere un concetto fondamentale che sta alla base del vivere civile: Libertà di parola. Libertà di pensiero. Libertà di voto e di scelta

Chi oggi continua a puntare il dito contro l’avversario lo fa spesso per partito preso, per difendere una bandiera o una poltrona, e non per il vero bene comune. Noi come movimento civico, abbiamo scelto di liberarci da questi schemi superati. Le porte sono aperte a chiunque voglia costruire, dialogare e confrontarsi civilmente (cosa che non è successa in questi 5 anni con l’attuale amministrazione). Le nostre uniche linee guida sono l’ascolto, il rispetto e l’amore per il territorio. Meno barriere, più fatti per il bene di tutti. Il tuo voto può iniziare un nuovo racconto!”.




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 Daniel Lestini

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