Tra oltre diecimila isole del Mediterraneo, alcune restano quasi deserte, con il mare alle mille sfumature di blu. Da Filicudi a Cabrera, ecco i rifugi lontani dalla folla estiva
Ogni estate il Mediterraneo sembra lo stesso: file di ombrelloni, bar affollati, traghetti pieni. Eppure, tra le oltre diecimila isole del Mare Nostrum, esiste ancora un arcipelago parallelo fatto di silenzio, barche lente e mare di un blu quasi irreale.
Invece delle solite mete da copertina, qui si parla di isole segrete del Mediterraneo tra Italia, Grecia, Francia e Spagna. Luoghi dove le auto sono poche, gli hotel ancora meno e il massimo rumore notturno è quello delle onde.
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Perché queste isole del Mediterraneo restano ancora senza folla
Il trucco è semplice: regole rigide e logistica un po’ scomoda.
Molte di queste isole fanno infatti parte di parchi nazionali, con accessi contingentati e limiti alle imbarcazioni, come nel parco nazionale marittimo-terrestre dell’arcipelago di Cabrera o nel Parc national de Port-Cros, che include Porquerolles.
Altre sono quasi senza auto o con pochissime strade, quindi niente grandi resort né pullman turistici. Filicudi e Marettimo, in Sicilia, si girano a piedi o in barca. Poi c’è il fattore distanza: isole più lontane dalle rotte dei traghetti veloci, ex basi militari o comunità minuscole, come Tabarca in Spagna, che in inverno conta una manciata di residenti. Risultato: poca capacità ricettiva, zero turismo mordi e fuggi di massa, mare che resta pulito e trasparente.
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Italia segreta: isole blu tra Sicilia e Sardegna
Filicudi, Eolie (Sicilia). Antico cono vulcanico di circa 9 chilometri quadrati e poco più di duecento abitanti, è l’anti-Panarea per definizione. Le coste sono scure e scoscese, tagliate da grotte spettacolari come la Grotta del Bue Marino, dove l’acqua passa dal blu inchiostro al verde smeraldo. Ci si muove su mulattiere di pietra tra fichi d’India e case bianche, si guarda la Canna che si alza dal mare come una colonna e, la sera, ci si accomoda sotto uno dei cieli più stellati del Mediterraneo.
Marettimo, Egadi (Sicilia). È l’isola più lontana dalla costa siciliana e la più selvaggia dell’arcipelago. Niente lungomari tirati a lucido: solo un piccolo borgo e sentieri che salgono verso Monte Falcone, con viste su un mare turchese quasi indecente. Le grotte sono più di quattrocento, le cale si raggiungono solo in barca o a piedi, e la colonna sonora è una combinazione di cicale, vento e risacca. Vacanza perfetta se il vostro ideale è alternare trekking e bagni lunghi, con social spenti per scelta.
Isola di San Pietro, Sulcis (Sardegna). Cinquantuno chilometri quadrati, un solo centro abitato, Carloforte, e un carattere a parte, tra dialetto ligure e tonnare storiche. Le scogliere si tuffano in un mare trasparente ideale per snorkeling e immersioni; calette come Cala Fico e La Caletta restano spesso tranquille anche in alta stagione. È la Sardegna da tenere per voi quando la Costa Smeralda è già satura di yacht.

Grecia lenta: il blu totale di Elafonisos e Sifnos
Elafonisos, a sud del Peloponneso, è una delle isole greche più sottovalutate. Il motivo per cui vale il viaggio si riassume in due parole: Simos Beach. Una doppia baia di sabbia chiarissima, sottile come farina, con un’acqua che al mattino è turchese lattiginosa e al tramonto vira al blu profondo. Le strade sono poche, le taverne di pesce affacciano direttamente sull’acqua e la sera si sente il rumore del mare più della musica.
Sifnos, nelle Cicladi, è la sorella tranquilla delle star Mykonos e Santorini. Villaggi bianchi arrampicati sulle colline, come Apollonía, e spiagge rilassate come Vathý o Fasólou, dove trovate ancora ombra naturale e mare cristallino senza file di lettini militari. Perfetta per chi vuole Grecia autentica, forno di paese e camminate tra monasteri, non discoteche fino all’alba.

Francia e Spagna insospettabili: Costa Azzurra e Baleari in versione wild
Porquerolles, arcipelago di Hyères. Dalla costa della Provenza si arriva in traghetto, ma una volta sbarcati le auto spariscono. Al nord vi aspettano spiagge di sabbia chiara, come Plage d’Argent e Notre-Dame, incorniciate da pinete che profumano di resina e vigneti. Il sud è un altro mondo: scogliere alte, sentieri lungo il bordo della roccia, punti panoramici con un mare di un blu compatto. Fa parte del Parc national de Port-Cros, nato proprio per bloccare la cementificazione della zona.
Cabrera, Baleari. Ex base militare davanti al sud di Maiorca, oggi è un parco nazionale marittimo-terrestre praticamente disabitato. Secondo i gestori del parco l’accesso alle imbarcazioni è limitato a poche decine di ormeggi, per proteggere le praterie di Posidonia che rendono l’acqua così trasparente. Qui si viene per fare bagni in cale di un azzurro quasi caraibico, avvistare uccelli marini e, con un po’ di fortuna, delfini. Se pernottate in barca, le notti sono di un buio totale, con solo il faro e le stelle.
Tabarca, Comunità Valenciana. Un chilometro e mezzo di lunghezza, in inverno una decina di residenti: il resto dell’anno è una parentesi lentissima a pochi minuti di barca da Alicante. Di giorno arrivano le escursioni, ma basta fermarsi per la notte perché l’isola torni silenziosa. Il mare è azzurrissimo, i fondali piacciono a chi ama maschera e pinne, il borgo fortificato regala tramonti color pesca.
Come scegliere la vostra isola segreta (e il momento giusto)
Se cercate trekking e silenzio quasi assoluto, la combo ideale è Sicilia + parco nazionale: Filicudi, Marettimo e Cabrera vi danno sentieri, grotte e acqua trasparente con pochissimi vicini di ombrellone. Per spiagge chiare e mare da cartolina, pensate a Elafonisos, Porquerolles o San Pietro.
Chi sogna una vita di villaggio, cibo di pesce e chiacchiere serali può orientarsi su Sifnos, Filicudi o Carloforte. In ogni caso, il vero segreto è il calendario: fine maggio, giugno, settembre e inizio ottobre. Anche sulle isole più segrete, evitare il cuore di agosto e i fine settimana locali fa la differenza tra “vacanza bella” e “mare tutto per voi”.
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