C’è un modo sbagliato di parlare dell’Accordo di Associazione tra la Repubblica di San Marino e Unione Europea: trasformarlo in uno spauracchio. Dire che perderemo la sovranità. Che saremo invasi. Che San Marino diventerà un quartiere qualsiasi dell’Europa. Che l’Accordo cancellerà la nostra identità, il nostro territorio, la nostra sicurezza, le nostre peculiarità. Sono paure comode, spesso usate da chi preferisce difendere l’immobilismo piuttosto che immaginare un Paese più forte, più moderno, più competitivo. Io, come giovane cittadino sammarinese, credo il contrario. Credo che la Repubblica di San Marino abbia una storia troppo importante per restare ferma. Credo che la nostra indipendenza non si difenda chiudendo le porte, ma scegliendo con intelligenza dove stare nel mondo. Credo che un piccolo Stato, se vuole contare, debba essere connesso, affidabile, aperto e capace di dare opportunità ai suoi cittadini. L’Accordo di Associazione non è adesione all’Unione Europea. San Marino non diventa membro UE, non perde la propria statualità, non rinuncia alla propria identità. Entra invece in una relazione più stabile e regolata con il Mercato Unico europeo, mantenendo le proprie specificità.
Ecco perché può essere una grande occasione. 1. Perché apre il mercato europeo alle imprese sammarinesi Per un’impresa sammarinese, oggi, vendere, operare o crescere in Europa può significare ostacoli, burocrazia, incertezze, riconoscimenti non automatici. Con l’Accordo, San Marino si avvicina al Mercato Unico: significa più possibilità per le aziende, più spazio per esportare, più credibilità per attrarre partner, clienti e investitori. Per un Paese piccolo, il mercato interno non basta. La crescita passa dalla capacità di essere agganciati al mondo.
2. Perché dà più opportunità ai giovani. Un giovane sammarinese non può essere costretto a scegliere tra restare in un Paese chiuso o andarsene per trovare opportunità. L’integrazione europea può favorire percorsi di studio, lavoro, formazione, riconoscimento delle qualifiche professionali e mobilità. Questo non significa svuotare San Marino. Significa dare ai giovani più strumenti per formarsi fuori, crescere, tornare e portare valore dentro il Paese.
3. Perché rende San Marino più attrattiva Investitori, professionisti, imprese innovative e realtà internazionali cercano contesti chiari, stabili, affidabili. Una San Marino più integrata con l’Europa diventa più comprensibile per chi guarda da fuori. Meno incertezza normativa, più fiducia, più possibilità di sviluppare settori nuovi: servizi, digitale, finanza regolata, formazione, turismo di qualità, innovazione. L’Accordo non è solo una questione diplomatica. È una scelta di posizionamento economico.
4. Perché tutela le nostre peculiarità Una delle bugie più diffuse è che l’Accordo cancelli la specificità sammarinese. In realtà, proprio perché San Marino è un micro-Stato, l’Accordo prevede protocolli e adattamenti legati alle sue caratteristiche. Non siamo la Germania, non siamo la Francia, non siamo l’Italia. Siamo San Marino, con dimensioni, territorio, popolazione e struttura istituzionale particolari. La sfida non è diventare uguali agli altri. È stare dentro regole più grandi senza perdere ciò che ci rende unici.
5. Perché non significa adesione all’UE Va detto in modo semplice: associazione non vuol dire adesione. San Marino non entra nell’Unione Europea come Stato membro. Non avrà gli stessi obblighi politici di un Paese UE. Non siederà nelle istituzioni europee come membro, ma avrà un rapporto regolato, stabile e consultivo. Chi confonde volutamente associazione e adesione lo fa per creare paura. Ma sono due cose diverse.
6. Perché rafforza la certezza del diritto Per anni San Marino ha vissuto anche di zone grigie, eccezioni, interpretazioni, rapporti bilaterali da gestire caso per caso. Un quadro più chiaro con l’Europa significa più certezza per cittadini, imprese, professionisti e istituzioni. Le regole certe non indeboliscono un Paese. Lo rendono più serio.
7. Perché migliora standard e tutele L’Accordo tocca ambiti concreti: sicurezza alimentare, certificazioni, tutela dei consumatori, ambiente, lavoro, parità di trattamento, servizi finanziari, appalti, dogane, trasporti, comunicazioni, proprietà intellettuale. Non sono parole astratte. Sono pezzi della vita quotidiana di un Paese moderno. Più standard significa prodotti più sicuri, lavoro più tutelato, imprese più competitive, cittadini più garantiti.
8. Perché aiuta San Marino a non restare isolata Il mondo non aspetta San Marino. Le economie cambiano, le tecnologie corrono, i mercati si integrano, le regole internazionali diventano sempre più complesse. Un piccolo Stato può scegliere: stare fermo e subire le trasformazioni, oppure governarle da dentro un quadro più forte. L’Accordo serve a non farci trovare soli davanti ai cambiamenti dei prossimi vent’anni.
9. Perché può sostenere la crescita economica San Marino ha bisogno di crescere non solo nei numeri, ma nella qualità del proprio modello economico. Il Fondo Monetario Internazionale ha indicato l’attuazione dell’Accordo come un possibile fattore positivo per la crescita e per l’attrazione di investimenti. Questo non vuol dire che l’Accordo risolverà tutto da solo. Ma può diventare una leva potente, se accompagnata da riforme, visione, formazione, digitalizzazione e capacità amministrativa.
10. Perché è una scelta di fiducia nel futuro Alla fine, il punto è politico e culturale. Vogliamo un San Marino che ha paura del mondo o un San Marino che si prepara a viverlo da protagonista? Vogliamo raccontarci che tutto va bene così, oppure vogliamo dare ai nostri figli un Paese più aperto, più forte, più rispettato? L’Accordo di Associazione non è la fine della nostra sovranità. Può essere uno strumento per renderla più concreta.
Perché la sovranità, oggi, non è chiudersi. È avere la forza di scegliere. È essere piccoli, ma non marginali. È difendere la propria identità senza trasformarla in una scusa per restare immobili. San Marino non deve diventare altro da sé. Deve diventare una versione migliore di sé stessa.
C.s. – Tommy Fantini, Segretario GEN SM
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