nuovi sentieri, un bivacco ai Laghi d’Autaret e la rinascita della seggiovia Karfen


LANZO – Le Valli di Lanzo compiono un nuovo passo verso un modello di sviluppo fondato sul turismo sostenibile, sulla mobilità dolce e sulla valorizzazione del patrimonio naturale. Sono infatti partiti i cantieri del progetto di riqualificazione territoriale nato nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne (Snai), che punta a trasformare il comprensorio in una destinazione alpina di riferimento per il turismo outdoor e slow.

A guidare gli interventi è lo studio torinese WAU Architetti, affiancato da Visterra Group Srl e dall’architetto Portinaro, nell’ambito del piano promosso dalle Unioni Montane del territorio. L’iniziativa è coordinata dall’Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, capofila del progetto, mentre l’Unione Montana Alpi Graie svolge il ruolo di soggetto attuatore della misura.

Un progetto che coinvolge 19 Comuni

L’area interessata si estende per quasi 700 chilometri quadrati e comprende diciannove Comuni montani: Ala di Stura, Balangero, Balme, Cafasse, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Coassolo Torinese, Corio, Germagnano, Groscavallo, Lanzo Torinese, Lemie, Mezzenile, Monastero di Lanzo, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù.

L’obiettivo è migliorare l’accessibilità del territorio attraverso una rete integrata di infrastrutture leggere e servizi dedicati agli escursionisti e ai cicloturisti, favorendo una fruizione rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali.

Dietro il progetto c’è un lungo percorso di pianificazione e confronto che ha coinvolto enti pubblici, associazioni, professionisti e cittadini nel corso di oltre dieci anni, con il contributo del GAL Valli di Lanzo Ceronda Casternone e il supporto tecnico-strategico di Chintana Srl.

Nuovi sentieri e percorsi cicloturistici

Una delle azioni principali riguarda il rafforzamento della rete escursionistica e dei percorsi dedicati al cicloturismo.

Gli interventi interesseranno in particolare i territori di Ala di Stura, Ceres, Mezzenile e Viù, dove verranno recuperati e migliorati numerosi tracciati esistenti e realizzati nuovi percorsi dedicati alla mobilità lenta.

Particolare attenzione sarà dedicata al collegamento in quota tra Alpe Lungimala, Alpe del Conte e Pian Fum. Qui sono previsti lavori di sistemazione e messa in sicurezza dei percorsi attraverso il consolidamento dei fondi, la canalizzazione delle acque e il miglioramento delle scarpate. L’obiettivo è rendere più accessibili e sicure infrastrutture storicamente utilizzate per raggiungere alpeggi e impianti di montagna.

La seggiovia Karfen diventa alleata delle biciclette

Tra gli interventi più significativi spicca la riconversione dell’ex seggiovia Karfen ad Ala di Stura.

Nata per servire il turismo invernale, l’infrastruttura sarà adattata alle esigenze della stagione estiva e del crescente mercato del cicloturismo. Le seggiole verranno infatti equipaggiate con sistemi omologati per il trasporto delle biciclette, consentendo agli appassionati di mountain bike ed e-bike di raggiungere agevolmente le quote più elevate.

Il progetto riguarda il secondo tratto dell’impianto, tra Pian Belfè e l’ex rifugio Karfen, mentre per il primo segmento, da Ala di Stura a Pian Belfè, si procederà con il collaudo e la certificazione delle attrezzature già presenti.

Un nuovo bivacco ai Laghi d’Autaret

Tra le opere previste figura anche la realizzazione di un nuovo bivacco in quota ai Laghi d’Autaret, nel territorio di Usseglio.

La struttura sarà destinata a escursionisti, trekker e appassionati della montagna e verrà costruita seguendo criteri di sostenibilità ambientale. Sarà infatti realizzata con materiali locali, riciclati e riciclabili, privilegiando il lavoro delle maestranze del territorio.

Accanto a questa nuova struttura verrà inoltre allestito un bivacco non gestito presso l’ex rifugio Karfen.

Il piano comprende anche il potenziamento della segnaletica escursionistica e cicloescursionistica e la creazione di cinque aree di servizio dedicate ai cicloturisti, dotate di sedute, rastrelliere e punti di ricarica per biciclette elettriche.

Un turismo che parte dall’identità del territorio

«Abbiamo dato forma a un’azione di riqualificazione territoriale capace di unire architettura, paesaggio e mobilità sostenibile», spiega Paolo Massa Bovat, cofondatore e amministratore delegato di WAU Architetti e direttore tecnico del progetto. «L’obiettivo è valorizzare i luoghi e promuovere una fruizione consapevole della montagna, contribuendo a rendere le Valli di Lanzo un punto di riferimento per il turismo outdoor responsabile».

Una visione condivisa anche da Daniela Majrano, presidente dell’Unione Montana Alpi Graie, che sottolinea come il progetto nasca dalla necessità di contrastare gli effetti dello spopolamento e della riduzione dei servizi nelle aree montane.

«Occorre partire da ciò che già esiste: un territorio ricco di storia e bellezza e una comunità che vive stabilmente queste montagne», afferma. «Le scelte progettuali concordate con WAU si fondano su questi presupposti e mirano a costruire un turismo inclusivo, rispettoso del territorio e capace di valorizzare chi lo abita».

Un modello per il futuro delle montagne

Le opere in avvio rappresentano la concretizzazione di una strategia elaborata nel tempo e mirano a creare un sistema territoriale capace di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e qualità dell’esperienza turistica.

L’ambizione è quella di fare delle Valli di Lanzo un laboratorio di innovazione per le aree alpine, dove sentieri, infrastrutture leggere, servizi e paesaggio diventino elementi di un’unica rete al servizio di residenti e visitatori.

Un modello che guarda alla montagna non soltanto come luogo di vacanza, ma come spazio da vivere, attraversare e valorizzare in modo sostenibile durante tutto l’anno.


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 Gabriele Farina

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