«Ormai, con la scusa della lotta al “patriarcato”, certe accuse (di violenza sessuale, ndr) vengono presentate come una quasi-sentenza». Bufera sulle parole del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, contro il quale si scagliano Pd, M5S e Avs: «Chieda subito scusa». Lui replica: «Non ho offeso la dignità delle donne e non ho minimizzato in alcun modo la gravità della violenza sessuale, che va sempre condannata con la massima fermezza quando accertata».
In difesa di Francesco Silvestro
Tutto parte da un post sui social, dove l’uomo di Fratelli d’Italia si lancia in una difesa garantista del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, accusato di violenza sessuale: «Anni fa Pollone, mio predecessore da sindaco, mi disse: “Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai”. Oggi, davanti a certe prime pagine di giornali, capisco quanto il consiglio fosse saggio». E continua: «Non so se l’accusa sia vera o falsa: proprio per questo non dovrebbe bastare una denuncia su fatti ancora tutti da verificare per finire come un mostro sui giornali come se ci fosse già una sentenza.Se i fatti saranno provati, nessuno sconto. Ma prima delle prove serve cautela, non gogna». Poi, la frase “incriminata”: «Ormai, con la scusa della lotta al “patriarcato”, certe accuse vengono presentate come una quasi-sentenza, tranne poi magari scoprire che le cose erano diverse. Ma nel frattempo l’immagine dell’accusato è ingiustamente compromessa. Continuerò a tenere la porta del corridoio aperta – conclude – ma non dovrebbe essere questa la soluzione».
LE ACCUSE
La Russa apre verifiche sul caso del senatore Silvestro dopo la denuncia per violenza sessuale
Il Pd: «Parole gravi e pericolose»
Forte lo sdegno del gruppo consiliare del Partito democratico a Palazzo Lascaris. Per Gianna Pentenero «Siamo di fronte a parole gravi e pericolose, soprattutto perché pronunciate da un’alta carica istituzionale. Nicco non si limita a mettere in dubbio una denuncia di violenza sessuale, ma agisce senza mezzi termini la colpevolizzazione della vittima. Attraverso frasi, atteggiamenti e sentenze basati su pregiudizi e stereotipi di genere, si alimenta la cultura del “se l’è cercata”».
I consiglieri dem entrano poi nel merito delle espressioni utilizzate: «Il velo del sospetto: liquidare la questione parlando di “scusa del patriarcato” o pontificare sulla “porta da lasciare aperta” serve solo a scaricare sulla donna che denuncia la coltre del sospetto»; «La retorica colpevolizzante: è lo stesso identico tono di chi si chiede “chissà com’era vestita” o “cosa ci faceva da sola a quell’ora”. Un cliché che mai avremmo voluto vedere associato al Consiglio regionale del Piemonte». E infine, il Pd parla del «finto garantismo sul banco degli imputati. Essere garantisti richiederebbe il massimo sostegno a chi trova il coraggio di denunciare e l’assenza totale di giudizio, non la promozione di pregiudizi tossici».
Gribaudo (PD): «Non accettiamo commenti patriarcali»
Per Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, «Un’indagine non è una sentenza, lo sappiamo bene, e per quello attenderemo gli esiti giudiziari. Resta il presente: un senatore della Repubblica che, dopo queste pesanti accuse, commenta dicendo di essere un bel ragazzo e, nel mio territorio, un presidente del Consiglio regionale che liquida una questione serissima come ‘scusa del patriarcato’. Con che coraggio ci chiedete ancora perché le donne non denunciano?» «Non posso accettare che, in luoghi istituzionali come il Senato o il Consiglio regionale del Piemonte, si usi un finto garantismo per poter, ancora una volta, osteggiare in pubblica piazza una donna che ha avuto il coraggio di denunciare».
M5S: «Chieda scusa a tutte le donne»
Per Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio di M5S «È di una gravità inaudita il post del presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco: di fronte alla denuncia di un’imprenditrice contro il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro per violenza sessuale, la sua prima reazione è preoccuparsi dell’immagine pubblica dell’accusato, con affermazioni che mortificano non solo l’imprenditrice che ha deciso di denunciare, ma tutte le donne. Il “consiglio” datogli in passato da un ex amministratore ( “Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai”) è un abominio che lascia intendere come la presenza di una donna in ufficio sia un problema da gestire. La prima preoccupazione di Nicco è evitare di finire vittima di accuse infondate, senza rispetto della persona che ha di fronte, che in quanto donna – secondo questa perversa logica – rischia di causare problemi, a testimonianza della cultura patriarcale e misogina che ancora oggi permea le istituzioni e certi esponenti della Destra che governa questa Regione. Chiederemo al presidente Cirio una presa di distanza da queste affermazioni. Da Nicco auspichiamo la volontà di eliminare quanto prima il post e chiedere scusa pubblicamente non solo alla donna che ha sporto denuncia, ma a tutte le donne».
Avs: «Le frasi di Nicco sono di una gravità inaudita»
Per Ravinale, Cera e Marro di Avs,«Di fronte alla denuncia per violenza sessuale nei confronti del Senatore di FI Silvestro, Nicco insinua il dubbio che potrebbe essere tutta una montatura, perché «quando sei solo con una donna non si sa mai» e afferma che «con la scusa della lotta al patriarcato» si arrivi alla mostrificazione mediatica dell’accusato. Le frasi di Nicco sono di una gravità inaudita e ci riportano indietro di decenni. Contrastare la violenza di genere, che ha portato a due femminicidi sfiorati solo nella città di Torino nell’ultima settimana, è impossibile se questo è l’atteggiamento di minimizzazione e delegittimazione che arriva dalle più alte cariche pubbliche. Nicco aveva già dato prova della sua considerazione della parità di genere quest’estate quanto mise a tacere la capogruppo di AVS apostrofandola come “isterica”, ma oggi si è passato il segno. Pretendiamo la rimozione di quel post e delle scuse formali domani in aula».
Nicco: «No ad alimentare processi mediatici»
«Respingo con fermezza – replica Nicco – la lettura strumentale che I gruppi di minoranza hanno voluto dare delle mie parole. Non ho offeso la dignità delle donne e non ho minimizzato in alcun modo la gravità della violenza sessuale, che va sempre condannata con la massima fermezza quando accertata». «Le denunce vanno prese sul serio, chi denuncia va rispettato e tutelato, ma nessuno può essere trasformato in colpevole sui giornali prima che i fatti siano accertati nelle sedi competenti. La presunzione di innocenza non è una formula astratta: è un principio fondamentale dello Stato di diritto».
«Proprio perché ricopro una carica istituzionale, – prosegue – ritengo doverosa una condotta sempre improntata alla massima prudenza, trasparenza e verificabilità. Per questo ribadisco e confermo che, quando incontro persone che non conosco, uso normalmente l’accortezza di non riceverle da solo o comunque di mantenere condizioni tali da evitare qualsiasi possibile equivoco a tutela mia, ma anche di coloro che ricevo. Non si tratta di diffidenza, tantomeno verso le donne: si tratta di una regola di buon senso, utile a tutelare tutti, compresa la funzione pubblica che rappresento, dal rischio di fraintendimenti, accuse strumentali o anche false che, prima ancora di essere accertate, possono trasformarsi in una condanna pubblica anticipata.
Quando i fatti denunciati e in particolare fatti gravi come una violenza, vengono accertati, la condanna deve essere netta. Ma fino a quel momento servono equilibrio, cautela e rispetto per le sedi competenti. Alimentare processi mediatici e usare vicende così delicate per attaccare l’avversario politico non aiuta né la giustizia, né le vittime vere, né il confronto pubblico».
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Giulia Ricci
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