Solofra, fatture false per 350 milioni e soldi trasferiti in Cina e Turchia: 34 indagati


SOLOFRA- Centosei capi di imputazione, quattordici promotori del sodalizio che rispondono dell’accusa di associazione a delinquere , trentaquattro indagati, quaranta società o ditte utilizzate per l’emissione di fatture false, cinquantuno contestazioni di”emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, ventisette contestazioni di “Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita” meglio noto come “autoriciclaggio” (articolo 648 ter), dodici contestazioni di riciclaggio (648 bis), seicento tra trascrizioni di intercettazioni ambientali e telefoniche. Sono i numeri della maxi inchiesta di Procura della Repubblica di Avellino e Guardia di Finanza della Tenenza di Solofra su un’associazione a delinquere, sgominata con il blitz scattato nel settembre scorso, quando erano state notificate tredici misure cautelari. In trentaquattro ora rischiano il processo per le contestazioni confermate a vario titolo dalla Procura. Nei confronti dei trentaquattro indagati, il pm Fabio Massimo Del Mauro ha firmato un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o depositare memorie.
LE INDAGINI
In pieno lockdown “italiano”, ovvero tra il 9 marzo e il 18 maggio 2020 a causa del Covid, mentre tutto il settore terziario mondiale, compreso quello della concia era fermo, c’era una società di Solofra che stranamente avrebbe continuato ad operare emettendo fatture e note di credito per tre milioni e settecentomila euro a fronte di acquisti per poco piu’ di quarantamila euro . Nel 2020 in totale le fatture avrebbero raggiunto quota 8 milioni di euro. Cosi’ nel 2021, quando sempre in periodo di emergenza Covid c’erano state fatture per tre milioni e duecentomila euro. Si tratta della prima società finita nel mirino dei militari della Tenenza di Solofra, che avevano così chiuso gli accertamenti ottenendo tredici misure cautelari ricostruendo e svelando un sistema di false fatturazioni milionario, almeno 350milioni in tre anni. La società avrebbe secondo quanto i militari agli ordini del capitano Pinto avevano rilevato grazie ai sistemi in uso alle Fiamme Gialle, continuato ad emettere fatture anche a seguito della dichiarazione di fallimento della società nel luglio del 2021. Undici milioni e mezzo di fatture. Da questa società è partita l’inchiesta che ha avuto due fasi fondamentali. La prima con sequestri e perquisizioni scattate nel 2021 tra Solofra e Montoro e la seconda con intercettazioni e sorveglianza delle sedi delle società che avevano avuto rapporti con la prima, scoprendo una miriade di società, che spesso non avevano né sedi né personale ma emettevano fatture milionarie e ricostruendo il meccanismo di frode, molto simile a quello della cosiddetta frode carosello, grazie ai vari ruoli esercitati dai partecipi e alla collaborazione di due professionisti, anche loro destinatari di una misura interdittiva per un anno dall’esercizio della professione.
IL SISTEMA
Dall’analisi delle societa’ che avevano avuto rapporti con la prima, emergono una miriade di attività che oltre ad essere plurisegnalate per operazioni sospette e ingenti movimentazioni finanziarie, per la maggior parte non avevano sedi legali o personale, tutte riferite al settore conciario e alla lavorazione pelli e tutte caratterizzate da ingenti movimenti di denaro anche in epoca Covid e dal mancato versamento di imposte grazie a crediti Iva. In alcuni casi anche diciannove società intestate allo stesso soggetto. Alla fine il sistema che viene ricostruito dai militari delle Fiamme Gialle e’ molto simile ad una frode carosello. La società A che e’ esistente, per ottenere credito Iva e deducibilità, chiede al sodalizio l’emissione di fatture che paga con bonifici in acconto/saldo della fattura emessa. B La societa’ che ha emesso la fattura inesistente, emette un bonifico istantaneo, con soldi che possono essere prelevati subito, emette altri bonifici istantanei ad una societa’ sempre inesistente per acquisto merci. C la societa’ inesistente emette altri bonifici istantanei ad altre società che fanno parte del gruppo. D Le ditte inesistenti che hanno ricevuto i bonifici dalla società inesistente si organizzano per la raccolta del denaro contante, questo attraverso la richiesta di vaglia fino all’importo di 4999 euro, per evitare le segnalazioni antiriciclaggio (che nelle indagini pure sono state diverse) E Il denaro raccolto ogni giorno viene consegnato alla ditta che ha emesso il primo bonifico istantaneo, consegnandolo ai personaggi di spicco delsodalizio. L’ ultimo passaggio è quello che grazie ai soggetti che trasportavano il contante finisce di nuovo con la consegna del denaro raccolto, meno la quota del sodalizio, alla società che era esistente e che per ridurre i costi aveva emesso i pagamenti alla società inesistente o buffer per le fatture per operazioni inesistenti per ottenere crediti Iva.
IL PRELIEVO DI CONTANTI
Migliaia di euro al giorno, con i soggetti incaricati della raccolta che girano gli uffici postali di diverse province campane, raccogliendo contanti o vaglia per importi fino a cinquemila euro. Tutto documentato dalle immagini e pedinamenti eseguiti dai militari delle Fiamme Gialle. Una cifra basta a far comprendere il giro di affari del sodalizio, quella riferita ad uno degli indagati, che nel solo 2021 aveva prelevato circa un milione e duecentomila euro in contanti con 304 operazioni extraconto.Le attività di osservazione – pedinamento – appostamento, |’ausilio delle banche dati
in uso alla Guardia di Finanza, le attività di intercettazione telefonica, ambientale
audio-video e localizzazione mediante droni GPS, unitamente alle indagini
e finanziarie ed alla disamina della documentazione e de i dispositivi elettronici sottoposti a sequestro nel dicembre 2021, hanno permesso ricostruire il “modus.operandi” delle operazioni di riciclaggio, da cui emersa l’esistenza di una vera e propria “stamperia” di fatture per operazioni inesistenti e di individuare perfettamente le modalità di reimpiego dei profililecitamente conseguitie delle percentuali di.profitto ridistribuite tra sodali; attività d’indagine che avevano giả consentito di-ottenere il sequestro di denaro contante e somme in giacenza sul conti correnti per un milione di euro, ed accertare movimenti finanziari per circa mezzo miliardo di euro,.di cui oltre 35 milioni dirottati verso la Cina e la Turchia, con un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti pari a circa trecentocinquanta milioni di euro. Aerre


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