Raid incrociati fra Iran e Israele, il conflitto in Medioriente sembra tornare nuovamente ad esplodere mentre si registra l’intervento di Donald Trump per tentare di placare, almeno momentaneamente, le acque. Gli attacchi iraniani su Israele, come risposta ai raid dello Stato ebraico su Beirut, e la reazione israeliana hanno messo sotto scacco gli sforzi diplomatici prima di un ritorno alla calma, almeno apparente. Il primo a dichiarare “terminata” l’operazione nei confronti di Israele è stato il comando centrale militare iraniano.
Breaking Point. La guerra dei negoziati: missili, tregue e ultimatum
Per bloccare l’attacco su larga scala che il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva già pronto nei confronti dell’Iran è dovuto invece intervenire in prima persona Trump. Il presidente statunitense ha raccontato di aver detto a Netanyahu di «stare molto attento» a quello che fa perché potrebbe «presto» ritrovarsi «da solo» contro l’Iran. In tutta risposta, Israele è tornato a bombardare il Sud del Libano.
Per approfondire:
Tornati alla normalità i voli all’aeroporto di Teheran
I voli all’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran sono tornati alla normalità. Lo ha reso noto il vicedirettore dell’aeroporto, come riporta Iran International.
Guterres: “Rispettare la tregua in Iran, Libano e Gaza”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e invitato a rispettare i cessate-il-fuoco in Libano, Iran e a Gaza. «Sono profondamente allarmato dall’escalation rinnovata in Medio Oriente. Tutti gli attacchi devono cessare immediatamente. I cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati», ha scritto su X. «Sono anche profondamente preoccupato dalla decisione di Israele di chiudere i valichi verso Gaza e ribadisco il mio appello per la riapertura immediata» di tutti i passaggi di frontiera per «garantire il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli di aiuti umanitari su vasta scala» Guterres ha poi invitato al rispetto «dei diritti e delle libertà di navigazione, in conformità al diritto internazionale» così come ad «adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili». Per Guterres, «non esiste una soluzione militare ai conflitti in Medio Oriente. L’unica via d’uscita è attraverso il dialogo e i negoziati» e dunque le parti devono lavorare «per soluzioni diplomatiche che promuovano la pace e la sicurezza regionale e internazionale».
Media: nelle immagini satellitari una base militare Idf forse colpita da missili dell’Iran
Immagini satellitari potrebbero indicare che la base aerea di Ramat David dell’aeronautica israeliana, nel nord di Israele, ha subito danni durante gli attacchi missilistici iraniani. Lo riporta Times of Israel. Foto a bassa risoluzione dell’8 giugno, provenienti dal satellite Sentinel-2 della Commissione europea ed elaborate dal sito Copernicus Browser, mostrano una zona scolorita in corrispondenza di un hangar nella base aerea, il che potrebbe indicare che l’edificio è stato colpito durante gli attentati.
Video
Tiro, l’inferno dopo il raid israeliano: soccorritori avvolti nel fumo per salvare i feriti
Esercito israeliano: “Eliminati nel sud di Gaza due comandanti della Jihad islamica palestinese”
La portavoce dell’Idf in lingua araba rende noto che ieri in un attacco nel sud della Striscia sono stati eliminati membri della Jihad islamica palestinese. L’esercito ha colpito Iyad Muhammad Abd al-Aziz Nofal, comandante dell’unità d’élite dell’organizzazione terroristica; Ahmad Abd al-Hamid Hamad Maarouf, comandante di una cellula della Jihad islamica che durante la guerra ha effettuato lanci di razzi contro il territorio di Israele.
Al Jazeera: “Panico a Tiro, il quartiere cristiano non era mai stato evacuato”
«Nelle ultime ore, in seguito a questa nuova minaccia di attacco da parte di Israele si è diffuso un senso di panico mentre le persone fuggivano dalla città». È quanto riferisce il reporter di Al Jazeera da Tiro. «Si sta verificando un esodo di persone dal quartiere cristiano della principale città del sud di Tiro – riporta –. È la prima volta che sono costrette ad abbandonare le proprie case dall’inizio di questa ondata di violenza a marzo. Tutti i precedenti ordini di espulsione israeliani, due dei quali riguardavano specificamente l’intera città di Tiro, escludevano il quartiere cristiano. Ciò ha portato migliaia di persone a rifugiarsi in quel quartiere, vivendo nei parchi e tra i negozi. Lì c’è un porticciolo e le persone hanno allestito tende o vissuto nelle proprie auto».
Hezbollah: grazie Iran, merita gratitudine non insulti
Hezbollah ha ringraziato l’Iran per aver colpito Israele, in rappresaglia per gli attacchi dell’Idf su Beirut, e ha esortato il governo libanese a stringere legami più stretti con la Repubblica islamica. «È l’Iran a sostenere il Libano, non il contrario. La sua posizione onorevole al fianco del Libano merita la gratitudine delle sue autorità, non la negazione e gli insulti deliberati», ha affermato il gruppo sciita filo-Teheran. «L’Iran ha sempre voluto il bene del nostro Paese e ha contribuito a sostenere la sua resistenza. Esortiamo le autorità libanesi a cogliere questa opportunità e a regolarizzare i rapporti ufficiali con la Repubblica Islamica in modo da servire gli interessi di entrambi i Paesi», ha aggiunto Hezbollah.
Media: 5 morti a Tiro, bombe dell’Idf vicino a uno dei siti archeologici
I raid aerei israeliani che questa mattina hanno colpito diversi edifici residenziali a Tiro, prima del rinnovato ordine di evacuazione da parte dell’Idf, hanno causato cinque morti e 34 feriti. Lo ha riferito il quotidiano libanese L’Orient le Jour, aggiungendo che Israele ha bombardato anche l’area intorno alla moschea di Al-Rià’i, a meno di 200 metri dall’ingresso di uno dei siti archeologici della città, patrimonio mondiale dell’Unesco.
Media Iran: 2 soldati uccisi negli attacchi di Israele di ieri
La televisione di Stato iraniana ha riferito che almeno due membri di un’unità di difesa aerea sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani che hanno colpito il Paese ieri. L’emittente ha identificato i due uomini come Bahman Hosseini e Ali Reza Abiri, senza specificarne il grado. Ha riferito che saranno sepolti in una città nei pressi di Teheran, suggerendo che fossero stati di stanza vicino alla capitale. È la prima volta in cui l’Iran ammette la presenza di caduti negli attacchi incrociati tra domenica sera e lunedì, che hanno messo il Medio Oriente con il fiato sospeso e hanno rappresentato il colpo più duro finora inferto al fragile cessate il fuoco nella guerra in Iran.
Cnn: “Trump ha annunciato 37 volte che l’accordo con l’Iran era imminente”
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran era imminente ben 37 volte. A fare i conti delle dichiarazioni trionfali del presidente americano è stata Cnn, che spiega come siano passati più di due mesi da quando il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l’Iran, affermando all’epoca che le due parti erano vicine a un accordo. Il 7 aprile, ricorda, Trump ha dichiarato sui social media che erano «a buon punto», ma che servivano due settimane affinché «l’accordo fosse finalizzato e perfezionato». Concluse dicendo che «è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione». La soluzione non è però arrivata, rimarca Cnn. Ciononostante, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che l’accordo fosse imminente. E lo ha fatto appunto, ben 37 volte, tra post sui social media, apparizioni pubbliche e telefonate con i news media, tra annunci di accordo imminente o dicendo che l’Iran era disperato di raggiungerlo. «Non c’è alcuna indicazione che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile – scrive Cnn – Ma Trump continua a ripeterlo, o perché è un illuso, o perché cerca di calmare i mercati finanziari, o perché pensa di poterlo far avverare con la sola forza di volontà».
Almeno 8 morti nel raid di Israele su Tiro
Almeno 8 persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su una popolare zona residenziale a Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile del Libano meridionale ad Al Jazeera Arabic. L’attacco è avvenuto poco dopo che l’esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città. Gli operatori della protezione civile stanno evacuando gli anziani mentre i residenti sono in fuga, ha riferito l’Agenzia di stampa nazionale. L’ordine di sfollamento includeva il quartiere cristiano della città, precedentemente escluso, ma l’esercito israeliano ha affermato che combattenti di Hezbollah operano in quella zona. L’agenzia di protezione civile libanese afferma inoltre, sempre secondo Al Jazeera, che tre persone sono rimaste ferite, tra cui due soccorritori, in un attacco israeliano sulla città di Sharqiyeh, nel Libano meridionale. Le squadre stavano cercando di estrarre e prestare i primi soccorsi a una persona ferita, ma i suoi operatori sono stati colpiti da un secondo attacco con droni, che ha provocato lievi ferite a due membri del personale. I feriti sono stati trasportati in ospedale e il servizio di emergenza ha dichiarato che continuerà a «svolgere i propri compiti umanitari e di soccorso e a rispondere alle chiamate di emergenza, nonostante le difficili condizioni e le sfide sul campo».
Media libanesi: bombardato il Sud del Libano
I media libanesi riferiscono di raid aerei che hanno preso di mira Srifa e Haris, due città nel sud del Paese. L’Agenzia Nazionale di Stampa riporta anche un attacco con droni contro Borj Qalaouiye, anch’essa situata nel Libano meridionale. Le Forze di Difesa Israeliane non hanno ancora confermato se abbiano lanciato attacchi su queste aree.
Tajani: “I negoziati devono proseguire, crediamo in un accordo a breve”
“Crediamo che le parole pronunciate sia dagli Stati Uniti che dall’Iran stamani su un accordo a breve termine rispondano alla realtà dei fatti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali in Aula Convegni al Senato. “Il negoziato tra Stati Uniti e Iran mediato dal Pakistan deve proseguire. Sono trattative difficili. Lo spazio per la diplomazia, nonostante tutto, esiste ancora e va percorso fino in fondo”, ha aggiunto, “il Governo lavora per sostenere questo canale di dialogo e favorire un accordo nei tempi più brevi possibili”. “Monitoriamo la situazione minuto per minuto, sia dal punto di vista degli scenari di crisi, sia per la sicurezza dei nostri connazionali”, ha precisato Tajani, “per questo ieri ho subito riunito all’Unità di Crisi del Ministero i nostri Ambasciatori nella regione per un aggiornamento operativo”.
Teheran: “Nessuna intesa senza revoca delle sanzioni e rilascio asset congelati. Washington ha modificato la bozza del Memorandum,è inaccettabile”
“Non ci sarà alcun accordo con gli Stati Uniti prima della revoca delle sanzioni e del rilascio dei beni iraniani congelati”. Lo ha dichiarato un funzionario iraniano, aggiungendo: “Washington ha apportato modifiche alla bozza del Memorandum d’intesa e questo non è accettabile per l’Iran”. Secondo l’agenzia Tasnim, ha aggiunto che “qualsiasi violazione del cessate il fuoco influenzerà i colloqui tra Teheran e Washington e l’Iran reagirà con fermezza a tale violazione”. La sicurezza e la stabilità nella regione si ristabiliranno solo se verrà istituito un vero meccanismo di deterrenza contro le aggressioni, ha sottolineato.
Idf: “Evacuare la città di Tiro e le zone circostanti. Hezbollah ha violato il cessate il fuoco, via anche dai quartieri cristiani”
Israele ha chiesto l’evacuazione della città di Tiro, inclusa la zona cristiana, e dei campi profughi e dei quartieri circostanti. Lo scrive su X il portavoce dell’Idf in lingua araba Avichay Adraee. “Alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell’accordo di cessate il fuoco e del targeting del fronte interno israeliano, le Forze di Difesa sono costrette a operare contro di esso con forza. Le Forze di Difesa israeliane non intendono danneggiarvi”.
Trump: “In due settimane dichiareremo vittoria totale”. Il Presidente in collegamento con il senatore Graham: “Il prezzo del petrolio crollerà”
“Siamo stati una squadra molto agguerrita e credo che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vittoria definitiva arriverà nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale”. Lo ha affermato, secondo Al-Jazeera, il presidente degli Usa Donald Trump durante una teleconferenza con il senatore Lindsey Graham, suo stretto alleato repubblicano. “Sarà una vittoria totale. Accadrà molto presto e i prezzi del petrolio crolleranno”.
Libano, nuovi raid Idf nella zona di Tiro
Nuovi raid aerei israeliani nella zona di Tiro, nel sud del Libano. E’ quanto ha riferito l’emittente libanese Al-Mayadeen, legata a Hezbollah, rilanciata dai media israeliani. “Aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di attacchi contro la zona di al-Rabieh sulla strada di al-Abbasiyah nel settore di Tiro”.
Teheran: “Con gli Usa stiamo lavorando, speriamo accordo entro fine mese”
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno “presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un Memorandum d’intesa, tramite il Pakistan”. “Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione”, ha aggiunto, secondo l’agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: “Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l’intera regione, Libano compreso”.
Trump: “Se dico a Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa. Bibi non mi ha sfidato lanciando i missili, quando abbiamo parlato erano già in viaggio”
Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l’Iran domenica? No, perché i missili erano “già in viaggio” quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Così ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall’emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: “Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa”. La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto.
Trump: “Lo Stretto di Hormuz aperto dopo la firma dell’accordo, tra 2 o 3 giorni”
Gli Stati Uniti sono “nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera la produzione di armi nucleari, eccetera”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump. “E lo Stretto di Hormuz si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma, che potrebbe avvenire tra due o tre giorni”, ha aggiunto ai giornalisti.
Trump: “Non biasimo Netanyahu, ha reagito ai colpi. Siamo vicini a un accordo sull’Iran”
Il presidente americano, Donald Trump, “non biasima” il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per aver “risposto agli attacchi iraniani”. Lo ha dichiarato parlando con i giornalisti al termine della finale Nba. “Abbiamo avuto un’ottima conversazione, lui è stato colpito e ha risposto per le rime. E non posso biasimarlo per questo. Ora hanno deciso di chiudere la questione”, ha spiegato. “Quindi si lasceranno in pace per un’altra settimana o giù di li’. La cosa avanti da molto tempo. Potrei dire circa 3000 anni, se proprio vogliamo. Ma di certo va avanti da 47 anni”, ha affermato ancora il capo della Casa Bianca. “Si sono scambiati frecciatine, e ora entrambi hanno concordato, tramite me, di fermarsi, e siamo nelle fasi finali di quello che sara’ un accordo molto buono”, ha insistito. “Lo Stretto di Hormuz riaprira’ immediatamente dopo la firma dell’accordo, che potrebbe avvenire tra due o tre giorni”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti dopo la finale di Nba.
Un elicottero americano precipita a Hormuz. Trump: piloti salvi
Un elicottero d’attacco Apache dell’esercito americano è precipitato nelle scorse ore nei pressi dello Stretto di Hormuz. La notizia è stata confermata dal presidente americano, Donald Trump, che ha reso noto che “i due piloti sono salvi”. Al momento non e’ chiaro se il velivolo sia stato abbattuto dal fuoco iraniano, se abbia subito un guasto meccanico o se l’incidente sia stato causato da altri fattori.
Israele intercetta un velivolo sospetto proveniente dallo Yemen
L’esercito israeliano ha reso noto di aver intercettato un obiettivo aereo proveniente dallo Yemen nella zona di Eilat, nel sud del Paese, senza che si registrassero feriti. “Un velivolo sospetto proveniente dallo Yemen e’ stato intercettato. L’incidente si e’ concluso e non sono stati segnalati feriti”, ha affermato l’Idf in una nota.
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