Il Nuovo Sindacato Carabinieri boccia senza mezzi termini l’ipotesi di rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 e denuncia quello che definisce un vero e proprio “gioco delle tre carte” sugli aumenti economici destinati al personale dell’Arma.
NSC Carabinieri contro il rinnovo: “Incremento inferiore al contratto precedente”
La posizione del sindacato è netta: il nuovo accordo non rappresenterebbe un reale passo avanti per i Carabinieri, ma un incremento economico giudicato insufficiente rispetto al costo della vita e persino inferiore, nelle stime diffuse da NSC, a quello del precedente rinnovo contrattuale.
Secondo la proiezione pubblicata dal sindacato, riferita agli importi netti per le qualifiche di base, il confronto sarebbe il seguente:
- Triennio 2022-2024: 102,62 euro netti
- Triennio 2025-2027: 87,12 euro netti
- Differenza: -15,50 euro rispetto al rinnovo contrattuale precedente
Una fotografia che NSC interpreta come il segnale di un arretramento, nonostante l’aumento del costo della vita. Il messaggio politico-sindacale è diretto: “Questa proposta non è un aumento, è un semplice rallentamento della nostra povertà”.
Il nodo della parte fissa: stipendio, IMP e futuro previdenziale
La critica più pesante riguarda la composizione dell’aumento. Secondo NSC, il Governo starebbe “pompando” la parte accessoria per far apparire più alto il totale complessivo, ma penalizzando la base stipendiale, cioè la componente che incide in maniera più significativa sul futuro del personale.
Il sindacato sostiene infatti che spostare risorse dalla parte fissa dello stipendio alla voce IMP possa produrre un effetto immediato apparentemente positivo, ma con conseguenze negative sul lungo periodo. Il punto centrale è chiaro: ciò che non entra stabilmente nello stipendio rischia di pesare meno su pensione e TFS.
Per NSC, quindi, il problema non è soltanto “quanto” aumenta la busta paga, ma dove vengono collocati gli aumenti. Una distinzione tecnica ma decisiva, perché da essa dipenderebbe il reale valore economico del rinnovo nel tempo.
“Gioco delle tre carte”: l’accusa del Nuovo Sindacato Carabinieri
Nel materiale diffuso, NSC parla apertamente di “gioco delle tre carte”, accusando l’esecutivo di costruire una rappresentazione favorevole dell’accordo attraverso un incremento dell’indennità, ma riducendo il peso della parte fissa.
Il sindacato sintetizza così la propria contestazione: il totale può apparire più alto, ma se una quota consistente viene spostata sulla componente accessoria, il personale rischia di guadagnare qualcosa oggi e perdere valore domani, soprattutto su previdenza e liquidazione.
Una critica che colpisce il cuore della trattativa: non basta annunciare aumenti, bisogna verificare la qualità degli aumenti. Ed è proprio su questo terreno che NSC rivendica la necessità di una lettura tecnica, lontana dagli slogan e concentrata sugli effetti concreti in busta paga e nella carriera futura.
Le stime diffuse da NSC: aumenti lordi e netti per grado
La proiezione allegata da NSC riporta una tabella con gli importi stimati per diverse qualifiche, prendendo in considerazione l’incremento mensile lordo dello stipendio, l’incremento mensile lordo dell’IMP, la stima dell’incremento netto dello stipendio e la stima dell’incremento netto dell’IMP.
Per il triennio 2025-2027, l’immagine indica, tra gli altri, questi valori:
- Capitano: incremento mensile lordo stipendio 146,74 euro, incremento lordo IMP 69,53 euro, incremento stipendio netto stimato 88,04 euro, incremento IMP netto stimato 41,72 euro
- Tenente: incremento mensile lordo stipendio 144,30 euro, incremento lordo IMP 68,82 euro, incremento stipendio netto stimato 86,58 euro, incremento IMP netto stimato 41,29 euro
- Sottotenente: incremento mensile lordo stipendio 133,33 euro, incremento lordo IMP 66,11 euro, incremento stipendio netto stimato 80,00 euro, incremento IMP netto stimato 39,67 euro
- Luogotenente C.S.: incremento mensile lordo stipendio 144,30 euro, incremento lordo IMP 68,07 euro, incremento stipendio netto stimato 86,58 euro, incremento IMP netto stimato 40,84 euro
- Maresciallo: incremento mensile lordo stipendio 121,63 euro, incremento lordo IMP 60,44 euro, incremento stipendio netto stimato 72,98 euro, incremento IMP netto stimato 36,26 euro
- Brigadiere: incremento mensile lordo stipendio 121,14 euro, incremento lordo IMP 62,11 euro, incremento stipendio netto stimato 72,68 euro, incremento IMP netto stimato 37,27 euro
- Appuntato scelto: incremento mensile lordo stipendio 113,59 euro, incremento lordo IMP 53,09 euro, incremento stipendio netto stimato 68,15 euro, incremento IMP netto stimato 31,85 euro
- Carabiniere scelto: incremento mensile lordo stipendio 105,79 euro, incremento lordo IMP 45,13 euro, incremento stipendio netto stimato 63,47 euro, incremento IMP netto stimato 27,08 euro
- Carabiniere: incremento mensile lordo stipendio 102,62 euro, incremento lordo IMP 42,59 euro, incremento stipendio netto stimato 61,57 euro, incremento IMP netto stimato 25,55 euro
NSC precisa che si tratta di stime elaborate sui dati al momento disponibili e che gli importi netti possono variare in base alla tassazione individuale.
La metodologia indicata nella proiezione
Nel documento diffuso dal Nuovo Sindacato Carabinieri vengono riportate anche alcune note tecniche. L’incremento del valore del punto parametrale viene indicato come passaggio da 195,50 a 207,20.
La proiezione del netto “stipendio” viene calcolata, secondo quanto riportato nell’immagine, con una trattenuta prudenziale del 40%, considerando carico fiscale, aliquota marginale del 35% più addizionali e contributo previdenziale di circa 8,8%. La stessa nota precisa che ogni situazione fiscale può variare e che la proiezione deve essere intesa come stima.
Per l’IMP, invece, l’incremento viene calcolato con l’applicazione del +7,00% sugli importi attuali previsti dal triennio 2022-2024, con netto stimato pari al lordo moltiplicato per 0,60.
“La nostra contrarietà è netta”: la linea del sindacato
La presa di posizione di NSC non lascia spazio a interpretazioni. Il sindacato afferma la propria contrarietà netta all’impianto del rinnovo, sostenendo che il personale non debba fermarsi alla lettura superficiale degli importi complessivi.
Il messaggio è costruito su un punto preciso: la competenza tecnica è l’unica arma per difendere il futuro economico e previdenziale dei Carabinieri. Una frase che diventa anche una critica indiretta a chi, secondo NSC, racconterebbe il rinnovo soltanto attraverso la lente dell’aumento immediato.
Pensione e TFS, perché la battaglia è sulla struttura dell’aumento
Il cuore della contestazione non riguarda soltanto la busta paga mensile, ma il valore strutturale del rinnovo. Per il sindacato, infatti, un aumento concentrato sulla parte accessoria rischia di essere meno solido rispetto a un rafforzamento della componente stipendiale.
Da qui l’allarme sul futuro previdenziale e sulla liquidazione del TFS. NSC avverte che un incremento apparentemente conveniente oggi potrebbe rivelarsi penalizzante domani, se non incide in modo adeguato sugli istituti che pesano sulla pensione e sulla buonuscita.
In altre parole: non tutte le voci della busta paga hanno lo stesso valore nel tempo. Ed è proprio questa differenza, secondo il sindacato, che deve essere spiegata al personale senza semplificazioni e senza propaganda.
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Laura Bianchi
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