Mentre nella notte ci sono stati nuovi attacchi russi sull’Ucraina, qualcosa si muove sul piano politico. Sul tavolo c’è il tema dell’adesione del Paese alla Ue, sul tema è espresso il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando alla riunione informale con i suoi omologhi Ue a Cipro: «Il Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea – ha detto –. Il problema è quello dei tempi, si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore. Ci sono tante proposte sul tavolo, ma ripeto: bene l’Ucraina, noi li aiuteremo, ma è importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresentano per noi una priorità».
L’ottimismo di Kos
Intanto la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos si è detta «ottimista» sull’avvio già a giugno dei primi capitoli negoziali per l’adesione dell’Ucraina e della Moldavia all’Ue. Lo ha affermato in un’intervista al Financial Times. «Sono ottimista. Quindi mi aspetto che saremo in grado di aprire il primo cluster a giugno. E tutti gli altri cluster… a luglio», le sue parole, riferendosi ai gruppi tematici dei 33 capitoli negoziali che i Paesi candidati devono allineare agli standard europei.
Kos ha detto di aspettarsi anche che il Montenegro e l’Albania, attualmente i favoriti per diventare i prossimi membri del blocco, chiudano complessivamente 19 capitoli da qui alla fine di luglio, circa il doppio del numero di capitoli chiusi nei 16 mesi precedenti. I progressi sulle candidature di Kiev e Chișinău erano stati finora rallentati dal veto dell’Ungheria, ricorda la commissaria affermando di vedere segnali incoraggianti dopo il cambio di governo a Budapest e i colloqui in corso tra autorità ungheresi e ucraine sui diritti della minoranza magiara. «Le elezioni in Ungheria hanno portato una nuova dinamica. La situazione è ancora fragile, ma sulla strada giusta. I Paesi dialogano», i negoziati «stanno procedendo bene», ha aggiunto. «Riconosco la serietà – ha concluso Kos – e, soprattutto, la buona volontà del nuovo governo ungherese». Nel processo di adesione all’Ue l’apertura dei gruppi di capitoli negoziali viene decisa all’unanimità dagli Stati membri, sulla base delle valutazioni tecniche già preparate dalla Commissione europea.
Incidente diplomatico tra Kallas e l’ambasciata Usa a Kiev
L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, a margine della riunione a Cipro ha dichiarato che l’ambasciata americana è stata l’unica a lasciare l’Ucraina dopo le minacce del Cremlino. Ma sia l’ambasciata americana sia il ministero degli esteri ucraino hanno smentito. «Da quanto abbiamo appreso ieri dall’Ucraina – ha affermato Kallas – tutte le ambasciate sono rimaste tranne una. Anche questo richiede coraggio da parte di tali ambasciate. Ma sì, tutti gli stati europei sono rimasti, l’America se n’è andata». A stretto giro l’ambasciata americana ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di continuare a operare a Kiev: «L’ambasciata è aperta, non ci sono cambiamenti nelle attività e altre informazioni sono false», scrive in un post su X. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Georgiy Tykhyi, ha affermato, come riportano i media del paese, che «le informazioni sulla partenza dell’ambasciata statunitense non sono vere». «Forse si riferiva alle circostanze che hanno portato all’attacco di domenica sera. Abbiamo saputo che i diplomatici americani hanno lasciato Kiev in quel momento. In ogni caso, l’Ucraina è grata a tutte le ambasciate che operano a Kiev», ha osservato Litvin.
Von der Leyen: “Prima tranche dei 90 miliardi a giugno”, il grazie di Zelensky
«Congratulazioni al Parlamento ucraino e al team di Zelensky per la rapidità con cui hanno portato a termine il lavoro di ratifica dei principali documenti relativi al prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro. Questo impegno apre la strada ai primi versamenti previsti per giugno». Lo scrive la presidente della Commissione Ursula von der Leyen su X. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ringraziato «i nostri partner europei per la disponibilità a essere al fianco dell’Ucraina e ad aiutare efficacemente la nostra difesa, la nostra diplomazia e la nostra ricostruzione» per il versamento degli attesi aiuti per 90 miliardi di euro, ratificati oggi dal Parlamento di Kiev. «Questi fondi rafforzeranno la nostra resilienza e aiuteranno a proteggere la vita dei nostri cittadini, a ricostruire ciò che è stato distrutto dai colpi russi e a difendere la nostra indipendenza – ha aggiunto Zelensky su X –, l’Ucraina sta difendendo l’Europa con tutta la sua forza, e un sostegno pieno all’Ucraina rafforzerà sicuramente anche l’intera Europa».
Nuovi attacchi russi nella notte
Nella notte le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con un missile balistico aviolanciato Kinzhal e 147 droni di vario tipo. Due persone sono rimaste uccise stamattina mentre erano in auto in un attacco di droni russi nella regione di Sumy. Lo afferma l’ufficio del procuratore della regione di Sumy come riporta Ukrainska Pravda. La difesa aerea ucraina ha abbattuto 138 droni, sebbene siano stati registrati attacchi con il missile e nove Uav in sette diverse località. Lo riferisce l’Aeronautica militare ucraina citata da Ukrainska Pravda. Il missile Kinzhal è stato lanciato dalla regione di Lipetsk, in Russia. Aerei, unità missilistiche antiaeree, sistemi di guerra elettronica, unità di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle forze di difesa ucraine sono stati impiegati per respingere l’attacco.
Attacco ucraino su una raffineria in Russia
Le forze armate ucraine hanno nuovamente colpito la raffineria di petrolio di Tuapse, nella regione russa di Krasnodar. Lo Stato Maggiore di Kiev ha comunicato che nella notte del 27 maggio unità ucraine hanno bombardato quello che è uno dei più grandi impianti di raffinazione del petrolio nella Russia meridionale. Nell’area dell’impianto sono stati registrati incendi e una densa coltre di fumo. L’entità dei danni è in fase di accertamento. La capacità di lavorazione dello stabilimento è di circa 12 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. L’impianto produce carburante anche per le forze armate russe. Inoltre, unita’ dell’aeronautica militare ucraina hanno utilizzato missili aviolanciati Storm Shadow per colpire i sistemi di controllo e ricognizione automatizzati dell’aeronautica militare russa nelle aree di Voronez, Taganrog e Sebastopoli.
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(Redazione La Stampa)
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