Lettera aperta del Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia. Tema il convegno “Liguria orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”, preso in esame dall’assemblea del comitato nel corso della riunione di giovedì scorso. “Preso atto che non sono previsti interventi da parte del pubblico, l’assemblea ha deciso per una lettera aperta, poiché ha ritenuto che qualsiasi altra forma di comunicazione e/o manifestazione non avrebbe determinato nei relatori un adeguato interesse per le problematiche afferenti lo stabilimento di rigassificazione di Panigaglia e le attività ad esso collegate”, si legge nella missiva, indirizzata al prefetto Andrea Cantadori, al presidente regionale Marco Bucci, al sindaco Pierluigi Peracchini, che porteranno i loro saluti istituzionai, e al presidente dell’Autorità di sistema portuale Bruno Pisano, che aprirà i lavori, nonché per conoscenza agli altri relatori del convegno e alla moderatrice, in programma venerdì 19 giugno all’auditorium “Giorgio S. Bucchioni” dell’Adsp. “La lettera aperta è principalmente destinata a coloro che sono stati vieppiù edotti per iscritto – prefetto e presidente Adsp anche a voce – degli studi condotti dai nostri tecnici e delle conseguenti risultanze in merito al citato stabilimento – prosegue la lettera del comitato, siglata dal portavoce Fabio Ratto -; tuttavia, è inviata per conoscenza anche agli altri relatori, con l’auspicio che le questioni che riguardano l’impianto di Panigaglia possano suscitare perlomeno il desiderio di conoscere/approfondire in chi non le conosce e una diversa consapevolezza e un nuovo modo di agire in chi convive con la cosa peggiore che è stata collocata nel Golfo della Spezia”.
“Ecco in sintesi alcuni argomenti che possono diventare oggetto di discussione e prodromici per un Golfo della Spezia sicuro e sede di attività non pericolose – prosegue la lettera aperta del gruppo -: è classificato ad alto rischio e per tale motivo è sottoposto alla direttiva Seveso, la norma europea tesa alla prevenzione e al controllo dei rischi di accadimento di incidenti rilevanti, connessi con determinate sostanze classificate pericolose; doveva essere dimesso nel 2013; oggi non sarebbe autorizzato, perché collocato nell’antropizzato Golfo della Spezia, precisamente nella baia di Panigaglia; il Piano di Emergenza Esterna è una ‘foglia di fico’ che non garantisce la sicurezza della popolazione; la sola strada di collegamento, che transita in località densamente abitate, non può garantire, né i soccorsi, né la ‘fuga’, perché stretta e tortuosa, tant’è che basta un minimo incidente (non solo stradale) per bloccare il traffico anche per ore; le distanze di sicurezza sono molto minori di quelle dei rigassificatori offshore. Tuttavia non ne risente l’imponente traffico portuale (militare, mercantile, lavorativo, crocieristico e diportistico), grazie alla strampalata tesi sostenuta dalla Prefettura della Spezia (l’impianto a terra è più sicuro di quelli in mare). Recentemente, tale asserzione è stata rievocata dalla giunta della Regione Liguria; non è fondamentale per l’approvvigionamento italiano, perché la quantità di gas trattato (un miliardo e ottocentoottantanovemila metri cubi – dato estratto da qualEnergia.it I consumi di gas in Italia nel 2025– è meno dei due miliardi di metri cubi esportati); il truck loading non è privo di pericoli, come si evince dal p. 3 dell’Ordinanza n. 178/2025 della Capitaneria di Porto della Spezia che prevede: L’Autorità marittima – ossia la Capitaneria di Porto della Spezia – è manlevata da ogni responsabilità per danni comunque connessi allo svolgimento delle attività in parola, anche se non derivanti all’inosservanza della presente Ordinanza“.
“Altresì, il Comitato rileva che coloro che hanno sempre definito ‘sicuro’ lo stabilimento di Panigaglia non hanno potuto esimersi dal definirlo ‘obiettivo sensibile’; tuttavia e nonostante le guerre in corso dimostrino che le infrastrutture energetiche sono anche ‘obiettivi primari’, hanno autorizzato l’ampliamento, finanche col loro ossequioso silenzio – prosegue la missiva dal comitato -. Oltretutto la collocazione lo rende indifendibile (da terra, dal mare e dal cielo) e ciò è inquietante; infatti, se fatto oggetto di un attacco, l’impianto di Panigaglia provocherebbe effetti devastanti, essendo il solo collocato a terra, vicino alle abitazioni e ad attività civili e militari. Non è allarmismo, ma una constatazione. Le metaniere invece non sono mai prese in considerazione, neppure in tempi di pace, sebbene i tecnici le considerino più vulnerabili degli impianti di rigassificazione. Dunque è meglio non parlarne. Non a caso è del 25 maggio u.s. l’ultima notizia rintracciabile che documenta che la metaniera russa Arctic Metagaz continua a vagare alla deriva nel mar Mediterraneo”.
“Quanto sopra, affinché al succitato convegno tutti i relatori possano far presente che, in ottemperanza alla Costituzione (Articolo 9: La Repubblica… Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni… Articolo 41: L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente), va garantita la sicurezza della popolazione e non il business. E l’immediata dismissione dell’impianto di Panigaglia è pure imprescindibile per realizzare la sostenibilità e lo sviluppo, ossia le principali tematiche trattate nel convegno – si legge ancora nell’intervento degli attivisti -. Inoltre, gli stessi potranno illustrare altre preoccupazioni, come – per esempio – la non conoscenza dei rischi da parte dei turisti. Infatti, nessuna informazione è presente nei bar, nei ristoranti, negli alberghi, nelle case vacanze, nei bed and breakfast, nei porticcioli, sui battelli e sulle imbarcazioni in affitto, etc.. Un quieto vivere dovuto al fatto che nessuno verifica se la comunicazione è attuata, ma qualora qualcuno cominciasse a far rispettare l’obbligo (‘informazioni chiare e comprensibili sulle misure di sicurezza e sul comportamento da tenere in caso di incidente rilevante, sono fornite… a tutte le persone ed a qualsiasi struttura e area frequentata dal pubblico’), potrebbe crollare quello che è diventato il principale sistema economico dello Spezzino, con migliaia di persone del settore turistico private del lavoro. Già, perché il sistema produttivo del nostro bel Golfo si basa anche, se non principalmente, sulle attività turistiche e cantieristiche, non – come taluni insistono a dire – solo sui containers e sulle poche attività di supporto alle metaniere”.
“Con la presente il comitato coglie l’occasione per confermare al prefetto la disponibilità a un confronto con i tecnici da lui citati in audizione, per sollecitare la riconvocazione delle commissioni consiliari della Regione Liguria (sì da rispondere, come concordato, alle domande dei commissari) e l’audizione da parte della commissione del Comune della Spezia e ricordare al presidente Adsp che è da mesi che attende di ricevere la lettera che avrebbe permesso al sindaco della Spezia di autorizzare il transito delle autocisterne cariche di Gnl. Infine, il comitato desidera riaffermare che rifiutare il confronto significa continuare a favorire tutto ciò che reiteratamente viene detto a protezione dello stabilimento di Panigaglia”, concludono dal comitato.
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Niccolò Re
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