Nel carcere di Catanzaro un anno di rinascita tra libri, musica e scrittura


Un anno di parole diventato spettacolo
Un anno di letture, confronto, musica e crescita personale trasformato in uno spettacolo capace di raccontare emozioni, fragilità, speranze e desideri di futuro. Nella Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro si è svolto “Frammenti di voce”, evento organizzato per celebrare un anno di attività realizzate all’interno della biblioteca “Le ali della libertà”, inaugurata un anno fa e divenuta nel tempo uno spazio di incontro, riflessione e condivisione per i detenuti della sezione di reclusione a trattamento intensificato.
L’iniziativa, organizzata dall’Area educativa dell’istituto penitenziario insieme ai volontari che durante l’anno hanno animato le attività della biblioteca, ha portato in scena un percorso costruito settimana dopo settimana attraverso la lettura, la scrittura, la musica e il dialogo.

Lo spettacolo, che ha visto sin dall’inizio la sinergia di tutti i detenuti, non solo di chi si è esibito, che si sono resi parte attiva della costruzione di un momento speciale, ha alternato momenti musicali e letture, dando voce a una dimensione spesso nascosta della vita detentiva. I protagonisti sono stati gli stessi detenuti che partecipano alle attività culturali e formative della biblioteca. Sul palco si sono susseguiti classici del cantautorato italiano come La Cura di Franco Battiato, Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano e La forza della vita di Paolo Vallesi, insieme a brani della tradizione popolare come ‘O surdato ‘nnammurato, ‘O sarracino e la celebre Vitti ‘na crozza.
Ad accompagnare le esibizioni sono stati soprattutto la chitarra e l’organetto, strumenti che hanno scandito l’intera mattinata, regalando anche l’esecuzione di un brano inedito.

Le parole nate dagli incontri in biblioteca
Tra una canzone e l’altra, spazio ai testi nati durante gli incontri dedicati all’introspezione, alla scrittura e alla rilettura della propria esperienza personale. Pensieri, riflessioni e frammenti di vita raccolti nel corso dei mesi e condivisi davanti agli altri detenuti.
Ad arricchire ulteriormente il significato dell’iniziativa è stato anche il dono che i detenuti hanno voluto riservare ai presenti al termine della manifestazione: agende realizzate interamente a mano nel corso di laboratori svolti insieme ai volontari della Crivop, testimonianza concreta di un percorso che unisce creatività, impegno e condivisione.

Misiti, Delfino, Varano
“Frammenti di voce”, detenuti protagonisti dello spettacolo per il primo anno della biblioteca del carcere di Catanzaro

Il significato di “Frammenti di voce”
A fare da filo conduttore all’intera manifestazione è stato proprio il significato del titolo scelto per l’evento, spiegato dalla responsabile dell’Area educativa Anna Misiti.
“Frammenti di voce sono cocci di vita, cocci di sentimenti, cocci di sofferenza e di malinconia, ma anche frammenti di riflessione e di speranza. Sono momenti di crescita e di riscoperta di sé stessi che accompagnano verso una nuova dimensione: una dimensione di libertà, di normalità e di naturalezza. Parlano di cose semplici che spesso si danno per scontate, come un tuffo nel mare, una passeggiata tra gli alberi, il profumo di casa o l’amore della famiglia”.

Il contributo della Polizia Penitenziaria
Le attività della biblioteca e i percorsi che durante l’anno hanno coinvolto i detenuti sono stati resi possibili anche grazie alla collaborazione e al costante supporto del personale della Polizia Penitenziaria, che quotidianamente contribuisce alla realizzazione delle iniziative trattamentali e culturali all’interno dell’istituto.

Il testo collettivo e il coraggio di mettersi in gioco
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato dedicato alla lettura del testo collettivo nato dagli incontri settimanali svolti all’interno della biblioteca. A introdurlo è stata Gemma Delfino, funzionario giuridico pedagogico referente delle attività della biblioteca, ha ripercorso il valore umano e formativo dell’esperienza di un gruppo di giovanissimi.

“All’interno di giornate tutte simili tra loro, scandite da una routine costante e ripetitiva, è nato uno spazio che ha interrotto il silenzio: uno spazio di confronto, di ascolto e di riflessione. Le parole ascoltate oggi sono il frutto di mesi di incontri settimanali e di un lavoro collettivo che racconta un percorso di crescita fatto di memoria, fratture e trasformazione”.
Delfino ha poi ricordato i protagonisti di questo cammino – Nicolò, Antonio, Michele, Nunzio, Marco, Giuseppe, Antonio, Carmelo, Domenico, Antonio, Giuseppe, Salvatore e Umberto – sottolineando il coraggio dimostrato nel mettersi in gioco.

“In un contesto in cui si è spesso abituati a guardare soltanto ciò che non funziona, diventa prezioso riconoscere chi sceglie di andare controcorrente, affrontando timidezza, paure e difficoltà per mostrarsi per ciò che è realmente. Il cambiamento non fa rumore, non si impone e non alza la voce. Si costruisce nel tempo, nei passaggi silenziosi, nei momenti di fatica attraversati senza fuggire, negli occhi lucidi e nelle parole che trovano spazio anche quando sarebbe più facile restare in silenzio. Sono questi i momenti che danno senso a ciò che facciamo qui dentro. Sono questi i momenti che lo rendono vivo, reale, necessario”.

Un percorso costruito attorno alle parole
Tra i volontari che hanno accompagnato le attività della biblioteca durante l’anno anche la giornalista e mediatrice familiare Clara Varano, impegnata negli incontri dedicati alla lettura e alla scrittura.

“Ci sono percorsi che nascono come semplici incontri e che, con il tempo, diventano qualcosa di molto più profondo. Per un anno ci siamo ritrovati attorno alle parole, lasciando che fossero loro a guidarci dentro pensieri, ricordi, paure, speranze e sogni. Un viaggio autentico, costruito grazie all’impegno, alla partecipazione e alla fiducia di uomini che hanno scelto di accettare la sfida più difficile: guardarsi dentro”.

Il canto finale diretto da padre Giovanni
A suggellare la conclusione dello spettacolo è stata una coinvolgente esecuzione corale di una speciale riscrittura di Hallelujah di Leonard Cohen, interpretata dai detenuti e diretta da padre Giovanni. Un momento particolarmente partecipato che ha unito musica, spiritualità e riflessione, chiudendo simbolicamente un percorso costruito durante l’anno attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione.

“Frammenti di voce”, detenuti protagonisti dello spettacolo per il primo anno della biblioteca del carcere di Catanzaro

Le parole della direttrice
A chiudere l’evento sono state le parole della direttrice della Casa circondariale di Catanzaro Patrizia Delfino, che ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto.
“Sono contenta di quello che ho visto. È stato un momento importante perché vi siete impegnati moltissimo e la riuscita dello spettacolo ne è la dimostrazione. Attività come queste riescono ad allontanarvi dalla routine quotidiana e a coinvolgervi in percorsi significativi. I messaggi che oggi abbiamo ascoltato e che vengono da voi sono importanti. Siete stati bravi e per questo è giusto che possano essere condivisi con quanti più detenuti possibile”.

Cultura e partecipazione oltre le sbarre
A un anno dall’apertura della biblioteca “Le ali della libertà”, “Frammenti di voce” ha rappresentato molto più di uno spettacolo: è stato il racconto di un percorso educativo che continua a dimostrare come cultura, ascolto e partecipazione possano diventare strumenti concreti di crescita personale e di costruzione di nuove prospettive.




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 Clara Varano

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