Hanno preso il via stamani le operazioni di demolizione delle scuole Carducci di Sarzana, completamento delle attività previste nell’ambito del lotto 1B del progetto di sostituzione edilizia del complesso scolastico sarzanese (intervento da 10 milioni e mezzo in tutto), che nel 2024 ha portato all’apertura della nuova scuola Poggi. In vista della demolizione, nelle scorse settimane sono state completate le operazioni preliminari di sgombero degli arredi, oltre alla rimozione e alla bonifica dei materiali presenti in copertura e nella centrale termica. I lavori, affidati da Ire Spa per conto del Comune di Sarzana alle imprese Bonfiglio e Sana, hanno un importo complessivo di poco superiore ai 300mila euro. Al termine della demolizione, il cui completamento è stato fissato a non oltre il 30 giugno per non perdere un finanziamento del Gse da un milione e mezzo (parte dei 10,5 complessivi), sarà avviato il recupero dei circa 4.500 metri cubi di materiale derivante dalle macerie, che verrà trasformato in aggregato riciclato e qualificato per essere successivamente impiegato nella sistemazione delle aree esterne e nella realizzazione delle recinzioni perimetrali lungo via San Bartolomeo. “Al fine di preservare e proteggere le strutture del nuovo edificio scolastico saranno adottate specifiche tecniche di demolizione controllata. Per ridurre il rischio di proiezione accidentale di frammenti o materiali saranno utilizzati appositi teli in gomma sostenuti da autogru, mentre per limitare la dispersione delle polveri saranno impiegati cannoni nebulizzatori e lance ad acqua per limitare la dispersione delle polveri”, ha detto stamani il Rup, ing. Flavio Barbieri, di Ire, che ha dato ampie rassicurazioni anche sull’aspetto dell’esposizione ai rumori degli studenti delle medie, impegnati nei prossimi giorni negli orali: “La nuova scuola è molto insonorizzata ed è possibile che non se ne accorgano nemmeno, tra l’altro gli esami vengono fatti sull’altro lato, non nelle vicinanze de cantiere”.
La sindaca Cristina Ponzanelli, sul posto assieme agli assessori Giorgio Borrini e Sara Viola, ha definito la demolizione “un intervento storico”, spiegando che “l’obbiettivo è traguardare la fine dei lavori (come detto, alla demolizione seguiranno interventi sulle aree esterne e per la recinzione, ndr) entro l’inizio dell’anno scolastico”. La prima cittadina ha altresì fatto una disanima del finanziamento complessivo, ricordando che ci sono 4 milioni e mezzo derivanti da bando edilizia scolastica nazionale poi confluito nel Pnrr; all’incirca altrettanti giunti dalla Regione tramite il Fondo strategico; 90mila euro comunali e il menzionato milione e mezzo del Gse, “fondo nazionale dedicato a interventi carattarizzati da alta sostenibilità energetica”, ha sottolineato la prima cittadina, che ha poi risposto ad alcune critiche emerse negli ultimi tempi. “E’ stato abbastanza sorprendente scoprire l’esistenza di ‘ispettori’ delle tende, delle serrature, della regolazione degli impianti – ha detto -. ‘Ispettori’ che sono le stesse persone o che appartengono alle medesime forze politiche che per decenni non hanno visto, non hanno voluto vedere che avevamo alunni che studiavano nell’edificio sismicamente più critico della città, in cui erano stati abbattuti i solai e inibito l’accesso ai piani superiori per cercare di alleggerire l’edificio ed evitare che di fronte a una scossa sismica crollasse qualcosa”. Così poi sulla mancanza di impianti di condizionamento dell’aria: “Forse qualcuno non ha capito cosa è la sostenibilità edilizia. Può esserlo un edificio energivoro con aria condizionata sparata dal mattino fino all’uscita da scuola? Abbiamo invece scelto la bioedilizia e sistemi di ventilazione e ricambio evoluti, senza i quali non avremmo mai avuto i finanziamenti”. E sempre a tema temperature ecco un riferimento “agli ‘ispettori’ che mettono il termometro sotto il sole davanti alla finestra dopo magari ore in cu nelle ore più calde è stata lasciata spalancata”.
Ma i proverbiali sassolini nelle scarpe non finiscono qui: “Ho letto che la Poggi sarebbe stata pericolosa perché i Vigili del fuoco non davano i permessi, quando la scuola ha un Certificato di prevenzione incendi rilasciato appunto dai Vigli del fuoco. E ho letto anche che la scuola è senza collaudo statico, altra cosa non vera: senza i bambini non ci sarebbero mai entrati. Sottolineo poi che siamo stati capaci si spendere in pochissimi anni 10 milioni e mezzo, un finanziamento che qualcuno in una conferenza stampa di qualche anno fa raccontava che avevamo perso. “, ha continuato la sindaca. Quindi il tema del collaudo tecnico-amministrativo: “L’iter, a cura degli organi terzi preposti, è alle battute finali – ha detto Ponzanelli -. Siamo i primi a volere che quanto realizzato sia a regola d’arte, compresa la regolazione degli impianti, ma per intervenire per mutare aspetti che eventualmente non vanno dobbiamo aspettare la conclusione del collaudo tecnico-amministrativo – una puntuale verifica di ogni singola cosa fatta -, anche perché c’è un tema di tutela della garanzia, che può essere escussa in caso di difformità. Ma se si interviene prima della fine del collaudo questa tutela viene meno, perché, se poi qualcosa non va, si può dire che ne abbiamo responsabilità noi”. “Dieci anni fa temi come temperatura, decoro interno, sicurezza antincendio, che adesso emergono – e va benissimo, perché l’amministrazione è il primo soggetto interessato a che a scuola sia perfettamente compiuta -, non venivano neanche posti perché l’unico tema era sperare che la scuola non venisse giù – ha poi commentato l’assessore ai Lavori pubblici, Giorgio Borrini -. Quindi gli standard si sono alzati rispetto a dieci anni fa, è un fatto positivo per la cittadinanza e la politica. Poi, sulla credibilità di chi prima non agiva sperando che l’edificio non crollasse, e oggi, giustamente, invoca il miglior condizionamento interno, l’areazione ecc., non ci esprimiamo”.
Sulle ceneri della Carducci Palazzo civico intende realizzare ora un secondo lotto, che contempla realizzazioni quali ulteriori classi, laboratori, spazi per teatro e musica, sala conferenze. “Una serie di spazi che la comunità scolastica giustamente chiede e che purtroppo per limiti di spazio non si potevano mettere nel volume del primo lotto”, ha detto Ponzanelli, rilevando altresì che “con l’adeguamento dei prezzi dal 2019, anno del progetto, oggi penso parliamo di un intervento da oltre 6 milioni, rispetto ai 4,3 iniziali”. Risorse che ad ora mancano. “Come sempre continueremo a lavorare per trovarle. Abbiamo partecipato a tutti i bandi possibili e in particolare, come era giusto fare, visto che questa scuola nasce anche come ‘caso modello’ regionale, abbiamo chiesto un aiuto alla Regione attraverso il Fondo strategico – ha concluso a prima cittadina sarzanese -. Il presidente Bucci credo sappia bene quanto sono importanti interventi come questo per una comunità e tra l’altro si è speso nel dire che la Regione avrebbe continuato a sostenere Sarzana per arrivare in fondo all’opera nel suo complesso. E conosco Bucci, oltre che come bravo politico e sindaco, anche come uomo di parola: mi aspetto quindi che arrivi una risposta positiva e che Sarzana sia supportata. Noi siamo pronti a proseguire già da ottobre”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Niccolò Re
Source link
