Assemblea generale di Confindustria con Mattarella e Meloni. La diretta


Al via l’Assemblea generale di Confindustria al Centro Congressi La Nuvola di Roma. La premier Giorgia Meloni è arrivata intorno alle 10,30, poco dopo le 11 è entrato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ad introdurre la giornata è stato, il leader degli industriali Emanuele Orsini. Poi il videomessaggio della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, il discorso della premier.

Borse oggi

– Confindustria incalza il governo: riallocare subito 20 miliardi

Meloni con Orsini (Confindustria): “Europa gigante burocratico, faccia meno e meglio”


Patuelli: “Bene Meloni e Orsini su cooperazione rafforzata in Ue”

Da Confindustria sono apprezzabili le parole “sugli incentivi al risparmio per indirizzarlo sugli investimenti produttivi, sull’unione dei capitali e del risparmio, e c’è grande soddisfazione nell’aver visto che sia il presidente Orsini che la presidente Meloni hanno espresso appezzamenti per il meccanismo che ho proposto da qualche mese: ossia, in mancanza di unanimità in Europa, le cooperazioni rafforzate”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, commentando l’assemblea di Confindustria.

Meloni cita Virgilio: “Sit itur ad astra’, Così si sale alle stelle”

“Il governo c’è e non intende indietreggiare per un solo millimetro, non ci spaventa il peso della responsabilità, non abbiamo paura di dimostrarci all’altezza del compito che abbiamo. Chiaramente non significa ignorare le difficoltà. Nessuno di noi sottovaluta la durezza del tempo che stiamo attraversando, però, signori, c’è una differenza tra chi si lascia paralizzare dalla paura e chi invece decide di affrontare le sfide perché sa che è nella difficoltà di quelle sfide che il destino ci consegna il privilegio di essere fieri di noi stessi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria. Meloni ha poi citato il ‘Sic itur ad astra’ di Virgilio, “così si sale alle stelle, e per farlo noi non dobbiamo temere di volare alto, di osare, di liberarci dalle incrostazioni, di scardinare le abitudini, per concentrarci su quello che alla fine sappiamo fare meglio, che è resistere, inventare e rilanciare. Per questo – ha concluso – vi chiedo di non avere paura perché il tempo delle incertezze è anche il tempo del coraggio, e il tempo del coraggio inevitabilmente e anche il tempo delle scelte siate coraggiosi e io vi prometto che farò lo stesso”.

Meloni, dialogo su riordino incentivi e tax expenditures

“Ok al riordino degli incentivi e delle tax expenditures. Siamo disponibili ad aprire un dialogo” in merito. “Ok al riformare il sistema della responsabilità delle imprese che non puo’ trasformarsi in criminalizzazione delle imprese. Il quadro europeo ci vincola ma ci sono margini per alleggerire”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante l’assemblea di Confindustria parlando anche del “rilancio dei Pir, i piani individuali di risparmio”.

Meloni: “La difesa è libertà, ma oggi dobbiamo difendere famiglie-imprese da crisi”

“Sul tema delle spese della difesa, ho detto e lo ripeto, non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. Io penso anche che un leader serio debba dire la verità. La verità è che se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria. “Io voglio che l’Italia sia una nazione libera, ma dall’altra parte – ha aggiunto – so anche che se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità”

Meloni, la crisi in Iran giustifica la flessibilità per investimenti sull’energia

Gli effetti della crisi in Iran “sono circostanze che sfuggono al controllo degli Stati membri Ue e che giustificano ampiamente l’estensione della flessibilità già concessa per le spese di sicurezza e difesa anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria, sottolineando “l’impatto che la chiusura dello Stretto di Hormuz sta avendo sulle nostre famiglie e imprese”. “Non si tratta di essere autorizzati a fare nuovo debito a livello nazionale ma di allocare al meglio quello che c’è”, ha ribadito Meloni.

Meloni: “Avanti velocemente col nucleare”

“Noi vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con mini-reattori modulari sicuri e puliti che ci consentano di avere maggiore sicurezza ma anche costi nettamente più bassi rispetto agli attuali. Entro l’estate, sarà approvata la legge delega e poi saranno adottati i decreti attuativi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando all’assemblea di Confindustria. “Non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione nucleare in Italia sia un obiettivo alla nostra portata – ha proseguito Meloni – e non ho dubbi sul fatto che può rappresentare una svolta per la nostra competitività”.

Meloni: “Il Sud può essere un traino, al lavoro su Zes e iperammortamento”

“Quando lo stato crea le condizioni favorevoli il Sud sa rispondere con energia e puo’ diventare traino” per il Paese. “Non è una questione meridionale, è da sempre una questione nazionale e ci riguarda tutti”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria. Parlando della Zes Meloni ha spiegato che si stanno “studiando meccanismi tecnici per applicare a tutto territorio nazionale e affiancare questa misura ad un altra in ottica di investimenti, il meccanismo di iperammortamento”.

Meloni a Confindustria: “Apriamo un cantiere su riforma della burocrazia”

“Vi propongo un cantiere comune per la riforma della burocrazia in Italia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’assemblea annuale di Confindustria, a Roma.

Meloni: “Il governo ha rimesso al centro lavoro e impresa”

Ringrazio Confindustria “per aver riconosciuto gli sforzi che il Governo ha fatto in questi anni per rimettere al centro il lavoro, l’impresa, la produzione. Non lo considero scontato, in una nazione nella quale il dibattito tende spesso a scivolare nello scontro ideologico, a esaurirsi nella tifoseria e al merito dei problemi e delle soluzioni si finisce per non dedicare mai lo spazio che meriterebbe”. Così la premier Giorgia Meloni, parlando all’assemblea di Confindustria.

Metsola, risorse per affrontare sfide, non finanziare domani con bilancio di ieri

Confindustria si riunisce in un momento cruciale per il futuro dell’Europa” ed è il momento per “discutere insieme su come possiamo plasmare questo futuro”. Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un videomessaggio trasmesso durante l’assemblea annuale di Confindustria, in corso a Roma. In un mondo sempre più instabile, “i cittadini europei vedono la nostra Unione come un luogo di stabilità. Ora dobbiamo dimostrare che può continuare a essere uno spazio di opportunità sicurezza e prosperità per tutti, dotandosi degli strumenti adeguati per affrontare le numerose sfide economiche, sociali e geopolitiche che abbiamo davanti”. Secondo Metsola, “se vogliamo che la nostra Unione sia davvero autonoma, dobbiamo dotarla delle risorse adeguate per sostenere, perché non possiamo finanziare il domani con il bilancio di ieri”. Il Parlamento europeo “comprende questa esigenza e potete contare su di noi per raggiungere questo obiettivo”, ha detto.

Meloni: “L’Ue gigante burocratico, miope quando deve far sentire la sua voce”

“La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnoratici. L’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria.

Meloni: “Rapporto franco che ha generato piccola rivoluzione”

“In questi anni penso che noi abbiamo dimostrato che un’altra strada e’ possibile. Ci siamo confrontati senza pregiudizi, ci siamo confrontati senza sconti. A volte abbiamo lavorato spalla a spalla, altre volte ci siamo detti che non eravamo d’accordo l’uno con l’altro, con la franchezza che era necessaria. Pero’ il metodo che abbiamo adottato e i frutti che quel metodo ha generato rappresentano dal mio punto di vista una piccola grande rivoluzione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento all’assemblea di Confindustria, parlando dei rapporti tra Governo e confederazione.

Meloni, grazie a Confindustria, ha riconosciuto sforzi del governo

“Voglio cogliere questa occasione prima di tutto per dirvi grazie per il vostro lavoro perché se l’Italia è universalmente riconosciuta come la patria del bello, del buono e del benfatto è come sempre merito delle nostre imprese e dei lavoratori. L’orgoglio non si rivendica ma si dimostra. Si dimostra come la fiducia, il coraggio e la responsabilità. Voglio ringraziare il presidente Orsini e voi per l’aver riconosciuto gli sforzi del governo, non lo considero scontato” in un’epoca in cui a prevalere spesso “è lo scontro ideologico e le tifoserie”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria.

Meloni: “Grazie a voi industriali per il vostro lavoro”

Meloni: “Bisogna ridurre le tifoserie. Il dibattito ridotto a tifoserie non porta a niente”

Meloni: “Grazie Mattarella, la presenza del presidente dimostra l’importanza dell’industria”

La premier Giorgia Meloni parla agli industriali e rivolge un ringraziamento a Mattarella: “La presenza del presidente significa quanto importante sia il mondo dell’industria e delle imprese”

Orsini, dobbiamo riportare l’energia nella competenza dello stato “Forti resistenze alle rinnovabili a livello locale”

“Ora è arrivato il momento di decidere, con coraggio e in modo bipartisan: dobbiamo riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella sua relazione per l’assemblea 2026. “L’appello che lanciamo a tutte le forze politiche è sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia – ha proseguito Orsini -. Proprio quelle aree che continuano a incontrare forti resistenze a livello regionale e locale, indipendentemente dal colore politico. Chiediamo coerenza tra le dichiarazioni nazionali e le decisioni sui territori: non si possono invocare più rinnovabili e poi bloccarne le autorizzazioni”.

ORSINI: “Raddoppierà fabbisogno energia in 25 anni”

C’è un’ecosistema da costruire o Ue cederà sovranità’ Roma, 26 mag. (Adnkronos) – ”Per effetto della fame di elettricità delle nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, il fabbisogno di energia raddoppierà nei prossimi 25 anni da 300 a 600 terawattora”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dal palco dell’assemblea degli industriali, ricordando che negli Usa i data center ”hanno già consumato più energia negli ultimi due anni che nei quattordici precedenti. Dobbiamo potenziare la rete elettrica e velocizzare gli allacciamenti. Non c’è energia competitiva senza una rete in grado di trasportarla dove serve”. Ma la questione sull’Ia è più ampia: si tratta, ha sottolineato Orsini, di ”una delle dipendenze più decisive” perché ”non è una tecnologia che possiamo semplicemente acquistare e integrare nei nostri sistemi, è un ecosistema che dobbiamo costruire. Chi la controlla non controllerà solo l’innovazione di domani, ma l’intera economia mondiale”. E allora, ”lasciare che questa dipendenza si consolidi vuol dire cedere sovranità. Corriamo lo stesso rischio anche sui nostri dati, una materia prima che dovremmo proteggere e governare, investendo su connessioni, infrastrutture digitali e cybersicurezza”. Questa è una delle numerose ragioni per cui, è tornato a ribadire il numero uno di viale dell’Astronomia, ”serve in Europa uno spirito di responsabilità nuovo”.

Orsini sull’Ue: “Serve svolta sul debito comune, sospendere gli Ets”

Il presidente di Confindustria ha argomentato portanto dati ed esempi. “L’Europa ha perso 250mila occupati nella manifattura che si traducono in un milione di occupati in meno nell’indotto – ha ricordato Orsini – È avvenuto perché non facciamo politiche per mantenere l’industria nel nostro Continente, al contrario la spingiamo ad andarsene e a delocalizzare. Nell’ultimo biennio abbiamo assistito a un vero e proprio smottamento del sistema industriale europeo”. Orsini ha poi sottolineato che “siamo soffocati dall’assenza di competitività e dalle fragilità che ogni giorno aumentano. I numeri lo confermano. Negli ultimi 25 anni la quota di PIL mondiale prodotta dall’Unione Europea è scesa di circa 7 punti percentuali: in cifre assolute significa che, mantenendo invariata la quota sul Pil globale, l’Europa ha perso oltre 7mila miliardi di euro di Pil, in gran parte finiti all’industria cinese”. Il presidente di Confindustria ha portato anche l’esempio dell’impatto che l’aumento dei costi provoca sul territorio italiano. “Tutta l’industria di base europea è sotto pressione per il costante aumento dei prezzi della produzione: carta, cemento, ceramica, chimica, costruzioni, metallurgia, siderurgia, vetro. Si tratta di questioni vitali che ci riguardano direttamente. Prendiamo il distretto della ceramica, una realtà che conosco bene perché è la mia terra: una delle eccellenze italiane, una produzione pulita che paga un costo dell’energia superiore del 40% rispetto alla media europea e subisce la speculazione sull’Ets. Sapete cosa significa? Che in cinque Comuni del distretto ceramico sono a rischio 40mila posti di lavoro”.

Confindustria: Orsini, è il tempo del coraggio

“È il tempo del coraggio. Abbiamo il privilegio di poter essere coraggiosi in pace e non in guerra come invece succede a popoli a noi vicini: usiamo il coraggio per continuare a costruire sviluppo, competitività e opportunità. Questa è l’unica via capace di generare futuro, coesione sociale e benessere diffuso”. Così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini concludendo la sua relazione all’Assemblea annuale. “Noi siamo convinti che l’Italia, quando riesce a esprimere il meglio di sé, sappia percorrere questa via con la stessa responsabilità, ambizione e determinazione che anima le nostre imprese. E noi – ha aggiunto -crediamo nella fiducia, nel coraggio e nella responsabilità”.

Orsini: Cina colonizza mercati Ue, rischio deserto industriale

“La Cina sta colonizzando i nostri mercati, se l’Unione non sosterra’ da subito le nostre produzioni, saremo costretti al deserto industriale. In queste settimane stiamo assistendo tante aziende in grave difficolta’ a causa di queste non scelte”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini nel corso della relazione all’assemblea 2026. “La Cina e’ oggi l’unica vera superpotenza industriale. Da sola genera il 35% della produzione manifatturiera mondiale, piu’ di quanto producano insieme gli altri otto principali Paesi industrializzati. Ma la Cina gioca con regole falsate ed esporta nel resto del mondo i propri squilibri, ovvero deflazione e carenza di domanda interna”, ha aggiunto ricordando come Pechino sposti “un carico gigantesco di merci verso i mercati europei. Non solo prodotti a basso costo, ma anche tecnologie avanzate: settori in cui la Cina ha sovracapacita’ produttiva mentre l’Europa arranca e arretra”. Affinche’ l’Europa possa tenerle testa e’ necessario punti sul “debito comune per finanziare investimenti strategici: infrastrutture energetiche, nucleare, mobilita’, reti digitali, intelligenza artificiale, ricerca, estrazione di minerali critici, scienze della vita e difesa. E solo cosi’ potremo affrontare la posizione dominante raggiunta dalla Cina”. “Abbiamo la consapevolezza che per realizzare i nostri prodotti non pochi imprenditori europei per sopravvivere acquistano pezzi cinesi, perche’ costano meno. Gli Stati Uniti e la Cina le affrontano con massicci investimenti pubblici e privati, anche sul piano militare, e con politiche protezionistiche”, per questo, ha proseguito Orsini, “la dimensione europea e’ l’unica in grado di reggere l’urto. Noi crediamo nell’Europa. Ma siamo molto preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni”.

Orsini: atto responsabilita’ politica non sia terreno scontro

“Noi imprenditori chiediamo a tutta la politica un grande atto di responsabilita’, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio. Queste scelte sono le fondamenta per tornare a una crescita del 2 per cento l’anno, crescita che noi giudichiamo non solo necessaria ma possibile”. Lo afferma il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale degli industriali. “Ma la nostra chiamata alla responsabilita’ non deve diventare terreno di scontro politico ma piattaforma di dialogo sugli obiettivi da raggiungere. Vi chiediamo di lavorarci insieme”, precisa il leader degli industriali. (AGI)Ila/Gio

Giorgetti: “Preoccupato da situazione economica? E’ mondiale”

i”Se sono preoccupato dalla situazione economica nazionale? E’ una situazione economica mondiale, non del Paese”. Così, entrando all’assemblea di Confindustria, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti interpellato dai cronisti.

Patuelli: “L’emergenza è europea, serve misura simile a Pnrr”

“L’emergenza è europea e non nazionale e quindi la risposta deve essere europea, nei tempi, nei modi e nella capacità di sviluppo europea. Quindi c’è bisogno non di una ripetizione del Pnrr ma di qualcosa di simile che sostenga lo sviluppo innanzi tutto delle imprese che danno occupazione. Quando vanno bene le imprese, vanno bene le famiglie e non si creano grane alle banche”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, commentando la situazione di incertezza economica legata alla crisi mediorientale all’ingresso dell’assemblea annuale di Confindustria.

Manfredi: Anci al lavoro sui correttivi del Piano casa

“Come Anci stiamo discutendo proprio sui correttivi da apportare al Piano Casa perché è fondamentale che nelle scelte urbanistiche che vengono fatte ci sia un ruolo importante dei sindaci. Questo è un tema che noi abbiamo sottolineato anche al governo, su cui c’è una convergenza, quindi lavoreremo insieme per migliorare il provvedimento”. Lo afferma il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, a margine dell’assemblea di Confindustria.

Tajani: “Vannacci? L’exploit è di Forza Italia”

“Siamo molto soddisfatti dei risultati, FI cresce ovunque, anche dove non abbiamo vinto. Penso a Vigevano” dove “siamo la prima forza del centrodestra, ma anche a Reggio Calabria”. Così il vicepremier e segretario nazionale di FI, Antonio Tajani, a margine dell’assemblea di Confindustria. L’exploit di Vannacci a Vigevano? “Veramente l’exploit lo ha fatto FI”, ha risposto Tajani, “io sono molto contento, quando c’e’ FI c’è sempre stabilità”.

Giustizia, Nordio: “La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno”

“La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno e per quanto mi riguarda non lo sarà”. Così il ministro della giustizia Carlo Nordio parlando con i cronisti a margine della assemblea di Confindustria.

Tajani, avanti nel dialogo per riaprire Hormuz, più prudenza in Libano: “Una tregua deve essere rispettata”

“La posizione americana, ma anche quella iraniana” è “molto dura e questo non agevola. Serve, comunque, che si proceda nel dialogo per concludere questa guerra e riaprire Hormuz. Una tregua dovrebbe essere rispettata, anche in Libano credo serva più prudenza”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani parlando a margine dell’assemblea di Confindustria.

Urso su Electrolux: “L’ elettrodomestico sia strategico come l’auto”. Il tema al Consiglio competitività Ue

Al Consiglio Competitività, che sarà giovedì a Bruxelles, “è mia intenzione porre il problema del riconoscimento dell’elettrodomestico come settore strategico al pari dell’auto, così che lo si possa tutelare, per esempio intervenendo nell’industria con l’Industrial accelerator act, così come soprattutto nella revisione del Cbam e delle altre procedure che sono in corso”. Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso a margine dell’assemblea Confindustria.

I dati sull’Italia

Nel 2024 l’Italia ha esportato beni per un valore di oltre 623,5 miliardi di euro, confermandosi quinta esportatrice mondiale con una quota del 2,9% sul totale; un dato che i segnali congiunturali piu’ recenti confermano in crescita, con un incremento tendenziale del +7,4% registrato a marzo. Le analisi del Centro Studi Confindustria indicano che lo spazio di manovra derivante dalle quote detenute da concorrenti con caratteristiche simili ammonta a oltre 550 miliardi di euro: un traguardo realistico – pari a un incremento di 80 miliardi – porterebbe l’export italiano a 703 miliardi di euro, superando l’obiettivo di 700 miliardi entro il 2027 fissato dal governo. ExPAnD del Sole 24 Ore nasce proprio come risposta concreta a questa esigenza: offrire uno strumento user friendly e semplice da usare, capace di orientare gli imprenditori – in particolare le imprese di dimensioni piccole e medie – verso le opportunita’ di crescita sui mercati internazionali. Grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, l’esperienza di utilizzo risulta intuitiva ed efficace, rendendo la piattaforma uno strumento accessibile tanto alle imprese quanto ai policy maker.

Craxi (Forza Italia): “Non possiamo più permetterci un’Unione esitante”

“Le inquietudini espresse dal presidente di Confindustria, Orsini, coincidono con ciò che da tempo Forza Italia considera urgente per il futuro dell’Europa. Non possiamo più permetterci un’Unione esitante, incapace di incentivare crescita e produttività mentre i competitor globali sostengono le loro economie con politiche integrate ed efficienti. Le stime della Commissione europea testimoniano un problema strutturale: da oltre un decennio l’Europa cresce a ritmi che non superano l’1%. L’ossessione per il rigore ha finito per bloccare la crescita, trasformando la stabilità in un fine anziché in uno strumento. Senza una vera politica industriale europea continueremo a perdere terreno nei settori chiave. Se non costruiamo strumenti comuni per sostenere le nostre filiere strategiche e lo sviluppo di capacità tecnologiche, per difendere le nostre imprese, garantire energia competitiva e orientare gli investimenti, saremo sempre costretti a inseguire. L’Unione non può più essere spettatrice degli eventi che determinano il suo destino. Serve una politica industriale europea per un mercato unico dell’energia, per più investimenti, per una difesa comune, per una strategia demografica e del lavoro che rimetta al centro giovani, donne e competenze. Perché l’Europa deve tornare a essere un progetto di prosperità, non un esercizio di amministrazione del declino”. Così, in un intervento sul Sole24 Ore, la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.

Orsini: “Non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente”

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha rilanciato l’allarme degli industriali: «Non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente». Lo sguardo è rivolto all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente: «Leggiamo dichiarazioni: apriamo, chiudiamo, chiudiamo, apriamo… speriamo che si riesca a trovare una soluzione per lo Stretto di Hormuz, perché il capitolo dei costi dell’energia è una priorità», oggi per le imprese è «un problema».

Urso: “Al lavoro per più partecipazione di Confindustria ai tavoli di crisi”

“Ritengo che la presenza di Confindustria ai tavoli di crisi sia particolarmente significativa e debba diventare sempre più strutturale e continuativa, perché ritengo importante la partecipazione del sistema industriale anche in un lavoro di sistema sulle soluzioni delle crisi”. Lo avrebbe affermato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, al tavolo Electrolux, secondo quanto si apprende. “È un percorso su cui stiamo lavorando insieme al presidente Emanuele Orsini, di cui faremo ovviamente partecipi Regioni e sindacati”, aggiunge.


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