Dopo l’udienza dal Papa, Pedro Sanchez ha commentato la notizia della “visita” della Guardia Civil nella sede principale del Partito Socialista spagnolo, a Madrid. E ha ribadito che non intende andare ad elezioni anticipate. Ma la pressione politico-giudiziaria attorno al premier spagnolo sta salendo a un livello mai visto – nel mirino sono finiti la moglie di Sanchez, il fratello, il suo braccio destro nel partito e il suo padrino politico – e questo potrebbe portare il Paese alle urne in autunno. Anche perché ora nel mirino c’è la macchina del Psoe.
Spagna
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Il governo in carica si regge su una maggioranza di soli tre seggi grazie al sostegno di diverse formazioni locali. Gli occhi sono puntati in particolare sui 7 indipendentisti catalani di Junts e sui 6 nazionalisti baschi del Pnv, che non sono certo formazioni di sinistra e hanno il potere di staccare la spina. A frenarli, sin qui, la prospettiva di un ingresso nel governo di Vox, il partito di estrema destra che difende il nazionalismo spagnolo ed è in netta contrapposizione con quello regionale. Ma oggi anche gli alleati di Sumar hanno detto che un caso di finanziamento illecito, se provato, sarebbe «una linea rossa».
Istinto politico
Chi conosce bene Sanchez, però, sa che alla fine sarà lui a decidere se e quando mettere la parola fine alla legislatura. Il premier ha un fiuto politico e un istinto di sopravvivenza che gli ha permesso di rimanere alla Moncloa per otto anni consecutivi, durante i quali ha sempre mantenuto anche la guida del partito. Tra l’altro, con questi numeri in parlamento c’è il rischio di non riuscire ad approvare una legge di bilancio nemmeno quest’anno e di andare ancora una volta in esercizio provvisorio.
Scontro con i magistrati
Per capire meglio il clima politico spagnolo e le possibili conseguenze delle inchieste giudiziarie, però, bisogna tenere in considerazione un aspetto importante che aiuta a vedere la situazione con lenti diverse da quelle italiane: se nel nostro Paese esiste lo stereotipo della magistratura “di sinistra” che perseguita i politici di sinistra, in Spagna è esattamente il contrario. Sono i socialisti ad accusare i giudici di essere “di destra” e “politicizzati”, per questo la raffica di inchieste che stanno facendo terra bruciata attorno a Sanchez vengono respinte dal diretto interessato come un attacco politico.
I sostenitori di questa tesi puntano infatti il dito contro alcune coincidenze che in realtà potrebbero non essere del tutto casuali: la richiesta di rinvio a giudizio per la moglie, Begona Gomez, è arrivata mentre la donna era con Sanchez in visita ufficiale in Cina. E le perquisizioni di questa mattina sono scattate proprio mentre il premier era dal Papa.
La moglie
Dopo quasi due anni di indagini, ad aprile i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio della moglie di Sanchez per i reati di traffico d’influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita.
Secondo l’accusa, respinta dalla diretta interessata, avrebbe approfittato della sua vicinanza al premier per garantire vantaggi istituzionali e contratti pubblici a una serie di imprenditori e avrebbe gestito in modo irregolare alcuni contratti legati alla cattedra presso l’Università Complutense di Madrid da lei codiretta.
Begona Gomez è stata convocata dal giudice Juan Carlos Peinado per l’udienza preliminare che è stata fissata per il prossimo 6 giugno, con la richiesta di presentarsi personalmente. Diversamente potrebbe essere condotta in maniera forzosa davanti al giudice, secondo quanto riporta la stampa spagnola che non esclude l’adozione di misure cautelari.
Il fratello
Nel mirino dei magistrati è finito anche il fratello di Sanchez, David, per l’incarico ricevuto presso l’amministrazione di Badajoz (controllata dai socialisti). Secondo gli investigatori, il posto sarebbe stato creato «su misura», anche se lui sostiene di aver rispettato tutte le procedure.
Il braccio destro
Lo scorso anno a finire nei guai era stato l’ex segretario organizzativo del partito, Santos Cerdan, da tutti considerato il braccio destro politico di Sanchez. L’uomo di fiducia del premier era stato arrestato con l’accusa di aver fatto parte di un presunto sistema di tangenti e favoritismi negli appalti pubblici che lo hanno collegato al cosiddetto “caso Koldo”, dal nome di Koldo Garcia, consulente dell’allora ministro dei Trasporti, José Luis Abalos, partito dall’assegnazione dei contratti per le mascherine durante la pandemia.
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L’idraulica
Le accuse a Cerdan potrebbero far emergere un ruolo del Partito negli episodi di corruzione se venissero accertati pagamenti illeciti. Anche il suo domicilio è stato perquisito oggi nell’ambito di un’altra indagine, diversa ma collegata, che ruota attorno alla figura di Leire Diez, soprannominata «l’idraulica» del partito (“la fontanera”).
Secondo le accuse, l’ex militante socialista avrebbe agito per conto del Psoe per «tappare le falle», raccogliendo informazioni compromettenti con l’obiettivo di screditare i magistrati che indagavano sulle persone vicine a Sanchez, inclusa la moglie. È stata arrestata a dicembre insieme con Vicente Fernandez, ex presidente della Sepi, la società statale per le partecipazioni industriali.
LE INDAGINI
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Il padrino politico
C’è poi l’indagine “Plus Ultra” che vede coinvolto l’ex premier José Luis Rodriguez Zapatero, considerato uno dei principali sponsor politici di Sanchez.
Secondo l’accusa, Zapatero avrebbe sfruttato il suo peso politico per fare pressioni sui ministeri e sbloccare i fondi pubblici utili a salvare la compagnia aerea, ricevendo in cambio diversi milioni di euro.
Nella conferenza stampa al termine dell’incontro con il Papa, Sanchez ha dato «tutto l’appoggio a Zapatero» e ha detto di non aver trovato nelle carte dell’inchiesta «motivi sufficienti per cambiare posizione».
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dal nostro corrispondente Marco Bresolin
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