La sconfitta elettorale apre una fase di confronto interno nel Partito Democratico e nel campo progressista messinese. A prendere posizione è Antonella Russo, già candidata sindaco del Pd, che affida a una lunga dichiarazione la propria analisi del risultato, rivendicando il consenso personale ottenuto, denunciando criticità nella campagna elettorale e chiedendo una lettura complessiva, non parziale, dei dati. Il punto politico più rilevante è chiaro: Russo riconosce la sconfitta, ma contesta l’idea che l’esito del voto possa essere attribuito soltanto alla candidatura o alle scelte degli ultimi mesi. La dirigente democratica pone invece il tema della tenuta della coalizione, del sostegno effettivo ricevuto, delle liste, delle assenze e delle responsabilità maturate nel tempo.
La sconfitta riconosciuta e la richiesta di un’analisi onesta
Nel suo intervento, Antonella Russo parte da un dato netto: il risultato elettorale è stato negativo e va rispettato. Ma proprio da questa consapevolezza, secondo l’ex candidato sindaco, deve nascere una discussione seria dentro la comunità politica. Russo afferma: “Abbiamo perso. Ed è inutile girarci attorno: il risultato elettorale è chiaro e va rispettato. Proprio per questo credo che oggi serva un’analisi seria, lucida e soprattutto onesta. Un’analisi che guardi tutti i dati e non soltanto quelli che fanno comodo. Senza alibi, senza processi sommari e senza la ricerca ossessiva di un capro espiatorio (anche perché, lo premetto subito: non intendo prestarmi ad alcun rogo, soprattutto se c’è chi aveva già il cerino acceso in mano prima ancora che la campagna elettorale iniziasse). Se c’è una cosa che questi risultati ci impongono è il dovere della verità. E la verità è che questa candidatura non è stata sostenuta da tutti con la stessa convinzione”. È questo il passaggio che apre il fronte politico più delicato. Per Russo, la riflessione sulla sconfitta elettorale non può trasformarsi nella ricerca di un unico responsabile, né può ignorare quanto accaduto durante la campagna.
Il nodo del sostegno alla candidatura
Russo individua nella diversa intensità del sostegno politico ricevuto uno degli elementi centrali della sua analisi. Non parla solo di numeri, ma anche di atteggiamenti, presenze e assenze, fino a evocare una campagna nella quale il nome della candidata sarebbe rimasto troppo spesso in secondo piano.
Russo prosegue: “Lo dicono i fatti. Lo racconta una campagna elettorale nella quale troppo spesso il nome del candidato sindaco è rimasto sullo sfondo. E in alcuni casi nemmeno una labiale citazione, mai! Lo raccontano alcune candidature concentrate esclusivamente sulla propria affermazione personale. Lo raccontano silenzi e assenze che sarebbe ipocrita fingere di non avere notato.”
Il dato sul consenso personale
Uno dei punti più rilevanti della dichiarazione riguarda il rapporto tra il voto ottenuto da Antonella Russo e quello raccolto dalle liste che la sostenevano. L’ex candidato sindaco rivendica un consenso personale superiore rispetto al dato complessivo delle liste, definendolo un elemento che non può essere ignorato nella lettura politica del risultato.
Russo dichiara: “Eppure c’è un dato che merita attenzione. Nonostante tutto questo, la mia candidatura a sindaco ha ottenuto un consenso superiore a quello raccolto complessivamente dalle liste che mi sostenevano. E ciò non è successo nel 2022 (nonostante una netta affermazione del voto delle liste rispetto ad oggi) e non è successo nemmeno nel 2018. Capisco che sia un dato che alcuni commentatori non vogliono cogliere e che provoca sofferenza a qualche detrattore, ma i dati numerici non sono un’opinione, sono fatti.”
Russo: voti personali anche da altri schieramenti
Secondo Russo, una parte degli elettori che ha scelto candidati al Consiglio comunale appartenenti ad altri schieramenti avrebbe comunque deciso di accordarle fiducia nella corsa a sindaco. La già candidata del Partito Democratico collega questo dato alla mancata piena mobilitazione di una parte del consenso organizzato interno alla coalizione.
La sua dichiarazione continua così: “E raccontano che, mentre una parte del consenso organizzato e dei voti di struttura non è stata messa pienamente al servizio della candidata sindaca di coalizione, molti cittadini che hanno votato candidati al consiglio comunale appartenenti ad altri schieramenti politici hanno invece deciso di accordarmi la loro fiducia personale; ecco perché, nonostante chi anche dall’interno (inutile nasconderlo) ha “tifato per Basile”, sono riuscita ugualmente a superare di quasi un punto percentuale (secondo i dati attuali) il voto delle due liste a sostegno.”
È uno dei passaggi politicamente più duri dell’intervento. Russo parla apertamente di chi, anche dall’interno, avrebbe “tifato per Basile”, e lega questa valutazione al risultato personale ottenuto rispetto alle liste. Il riferimento contribuisce a spostare il dibattito dalla sola dimensione elettorale a quella dei rapporti interni alla coalizione.
Una sconfitta che non nasce solo negli ultimi mesi
Pur riconoscendo il risultato negativo, Russo respinge l’idea che la sconfitta sia il prodotto esclusivo delle decisioni più recenti. La sua analisi guarda al percorso politico degli ultimi anni e invita a evitare ricostruzioni considerate troppo semplicistiche. Russo afferma: “questo non cancella la sconfitta. Ma rende impossibile sostenere che il risultato sia il prodotto delle sole scelte effettuate negli ultimi mesi. Ritengo doveroso, inoltre – quando ci si lancia in parallelismi con il passato recente – che lo si faccia in modo puntuale. Anche perché, diversamente, diventa un modo per cercare giustificazioni e non per una critica costruttiva che ci porti a correggere il tiro”.
La questione, per Russo, è anche metodologica: il confronto con le precedenti tornate elettorali va fatto tenendo conto delle condizioni politiche e organizzative di partenza. Solo così, sostiene, può diventare uno strumento utile alla correzione degli errori e non una semplice arma polemica.
Il confronto con il 2022 e le condizioni diverse
Nel ricostruire il quadro, Russo richiama le elezioni amministrative del 2022, sottolineando come allora il centrosinistra si fosse presentato con condizioni molto diverse. Il riferimento riguarda il numero delle liste, il profilo del candidato e la presenza di consiglieri uscenti.
La dichiarazione prosegue: “sarebbe opportuno farlo, dunque, tenendo conto delle condizioni politiche, organizzative ed elettorali profondamente diverse nelle quali ci siamo trovati a competere. Nel 2022 il centrosinistra arrivò alle elezioni amministrative contando su quattro liste. Tra queste vi era anche quella del candidato sindaco, costruita attorno alla sua candidatura da un deputato nazionale che metteva a disposizione una legislatura di relazioni istituzionali, politiche e territoriali. Lo stesso candidato sindaco del Pd, oltre ad essere segretario cittadino del partito, era anche già stato apprezzato deputato regionale, ed ha goduto, all’epoca, anche di una ricandidatura di ben sette consiglieri uscenti del Partito Democratico. Sette. Nel corrente anno i consiglieri uscenti ricandidati erano solo tre, tra cui il candidato sindaco”.
Il quadro del Partito Democratico a Messina
L’analisi si sposta poi sulla condizione attuale del Partito Democratico a Messina. Russo sottolinea l’assenza di parlamentari messinesi del Pd e una rappresentanza istituzionale più ridotta rispetto al passato, oltre ai percorsi politici differenti intrapresi da dirigenti, amministratori ed eletti.
Russo dichiara: “Oggi il quadro è completamente diverso. Il Partito Democratico non esprime né deputati né senatori messinesi, conta una rappresentanza istituzionale molto più ridotta rispetto al passato e, nel frattempo, ha visto dirigenti, amministratori ed eletti intraprendere percorsi differenti. Dal 2022, non da oggi.”
Le responsabilità della coalizione progressista
Nel comunicato, Russo richiama anche il ruolo delle altre forze della coalizione progressista. Secondo l’ex candidata sindaco, alcune componenti avrebbero scelto di non presentare una propria lista e di non compiere sforzi tangibili a sostegno della causa comune.
La dichiarazione continua: “a questo si aggiunge il fatto che, in questa tornata elettorale, altre forze della coalizione hanno scelto di non presentare una propria lista, e nemmeno di compiere sforzi tangibili alla causa del campo progressista di cui pure sono parte integrante e verso cui hanno responsabilità precise. Sono fatti”.
Il tema è destinato a pesare nel confronto interno successivo al voto. Russo chiama in causa non soltanto il Partito Democratico, ma l’intero campo progressista, ponendo la questione delle responsabilità condivise e della reale capacità di costruire una proposta politica unitaria.
La lista civica mancata e il tema del Ponte
Un altro passaggio riguarda la possibilità, poi non concretizzata, di costruire una lista civica legata alla candidatura. Russo spiega che l’operazione non è stata materialmente possibile a causa dei tempi e delle modalità urgenti della campagna elettorale. Allo stesso tempo, richiama il tema del Ponte, definito una battaglia centrale del proprio programma.
Russo afferma: “come è un fatto che avremmo voluto costruire una lista civica della candidata ma non è stato materialmente possibile nella frenesia di una campagna elettorale messa in piedi in tempi e modi urgenti. E persino è noto che avremmo voluto mettere su un percorso civico chiaramente identificabile con una battaglia che è stata al centro del mio programma elettorale, quella contro il Ponte. Ma non sarebbe stato corretto appropriarsi di battaglie che appartengono ad una comunità più ampia, parte della quale, legittimamente, non si riconosce nel Partito Democratico. Tra le intenzioni e la realtà c’è un abisso e bisogna fare i conti con ogni fattore ed elemento, alleato ed equilibrio. Questo ho provato a fare insieme ad altri amici del Pd. Ma al rispetto per ruoli, alleanze e posizioni si è ritenuto di rispondere in modo molto diverso. Questi sono fatti.”
Il riferimento alla battaglia contro il Ponte introduce uno dei temi programmatici più riconoscibili della campagna. Russo rivendica di aver rispettato la natura più ampia di quel fronte civico, evitando di ricondurlo esclusivamente al Partito Democratico.
“Non accetto una narrazione semplicistica”
Il cuore politico della presa di posizione è il rifiuto di una lettura riduttiva. Per Russo, i problemi emersi nel 2026 hanno radici lontane e non possono essere raccontati come conseguenza improvvisa della campagna elettorale.
Russo afferma: “per questo non accetto una narrazione semplicistica.
I problemi che vediamo oggi non nascono nel 2026. Nascono molto prima. Pensare che tutto questo sia comparso improvvisamente durante la campagna elettorale significherebbe raccontarsi una bugia comoda”. La frase definisce il perimetro del confronto che si aprirà nelle sedi politiche. La sconfitta del centrosinistra viene letta come il risultato di un processo più lungo, fatto di indebolimento organizzativo, scelte mancate e fratture interne.
La responsabilità assunta e gli attacchi subiti
Russo rivendica di essersi assunta una responsabilità che altri non avrebbero voluto assumersi. Nel farlo, richiama anche il clima della campagna elettorale, segnato, a suo dire, da invettive, indiscrezioni, fake news e attacchi personali.
Nel suo intervento si legge: “mi sono assunta una responsabilità che molti altri non hanno voluto assumersi. Persino dovendo sopportare invettive, indiscrezioni, fake news e campagne contro a cui ho dovuto rispondere con il silenzio perché la priorità avrebbe dovuto essere un programma elettorale, passato evidentemente sotto traccia, per dare spazio a polemiche e affondi personali utili giusto come distrattori. Come incassarli è stata una scelta di dignità. Non cerco medaglie. Ma sarebbe poco serio fingere che questa candidatura non abbia comportato esposizione personale, fatica politica e assunzione di rischi che altri hanno preferito non correre”.
Qui Russo contrappone il lavoro programmatico alla prevalenza delle polemiche personali. La candidata sostiene di aver scelto il silenzio davanti agli attacchi per non spostare l’attenzione dal progetto politico, anche se ammette che il programma sarebbe passato sotto traccia.
Il ringraziamento ai sostenitori
Accanto alla parte più critica, Russo dedica spazio al ringraziamento verso chi l’ha accompagnata durante la campagna. Parla di un’esperienza intensa, importante e arricchente, vissuta con compagni, amici e sostenitori.
La dichiarazione prosegue: “È stata un’esperienza importante e arricchente, intensa e dal valore immenso per me e per i compagni e le compagne, le amiche e gli amici, i sostenitori con cui l’ho attraversata. Ringrazio tutti per questo. Ma non accetterò di diventare il capro espiatorio di problemi che vengono da lontano e che riguardano una comunità politica molto più ampia di una singola candidatura. Lo devo a me stessa e soprattutto a chi con me ci ha creduto e l’ha affrontato con grande spirito di squadra ed incontrando l’affetto, il sostegno, gli abbracci e i sorrisi i tanti concittadini.”
Il ringraziamento si intreccia ancora una volta con il rifiuto del ruolo di capro espiatorio. Russo lega la propria posizione non solo alla difesa personale, ma anche al rispetto dovuto a chi ha creduto nella candidatura e nel progetto politico.
“Abbiamo perso le elezioni. Non la credibilità”
Nella parte finale, il messaggio assume un tono più politico e identitario. Russo ribadisce la sconfitta, ma distingue tra il risultato delle urne e la credibilità del percorso intrapreso. Russo dichiara: “Abbiamo perso. È vero. Le elezioni. Non la credibilità. Grazie a chi c’è stato con onestà, lealtà, senza arretrare di un passo, con fermezza. Grazie soprattutto a tutti i messinesi che hanno riposto fiducia e speranza nel nostro progetto politico. E grazie anche a chi, con le proprie scelte, ha contribuito a rendere questa sfida ancora più difficile. Perché impone oggi di fare quelle valutazioni che per troppo tempo si sono rimandate, e che faremo presto nelle sedi deputate.”
La ripartenza dopo la sconfitta
La conclusione del comunicato guarda al futuro e alla necessità di tornare a lavorare per la comunità politica e civica. Russo richiama il bisogno di intercettare meglio le esigenze dei cittadini e chiude con una riflessione sul significato della politica come comunità.
Le parole finali sono: “Al netto dei risultati ufficiali, si va avanti come sempre: testa alta e schiena dritta a lavorare per la nostra comunità politica e civica, insieme a chi crede. Per intercettare i bisogni della gente che finora abbiamo colpevolmente rappresentato non a sufficienza. Perché da soli non si è nessuno: chi confonde la politica con il palco mediatico, finisce quasi sempre per applaudire immotivatamente se stesso. E la politica, quando dimentica di essere comunità, smette di rappresentare e comincia soltanto a esibirsi. Si parta da qui”.
Il messaggio finale consegna al centrosinistra messinese una sfida politica precisa: superare la fase delle accuse, affrontare le responsabilità accumulate nel tempo e ricostruire una dimensione comunitaria capace di parlare ai bisogni della città. Per Antonella Russo, la sconfitta elettorale è un dato acquisito, ma non può diventare l’occasione per cancellare le contraddizioni più profonde del campo progressista.
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Danilo Loria
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