Cosa aspettarsi dalla prova orale e tecnico-pratica per l’abilitazione a guida turistica


Nel 2026 l’esame per il conseguimento dell’abilitazione alla professione di guida turistica nazionale seguirà le modalità previste dal nuovo bando del Ministero del Turismo. In questo articolo non ci limiteremo a ripetere ciò che è scritto nel bando, ma offriremo una panoramica di come si sono svolte le prove orali e tecnico‑pratiche delle sessioni precedenti. A partire dalle testimonianze di chi ha già affrontato l’esame, vedremo come si sono organizzate le domande, quanto è durato effettivamente il colloquio, che tipo di materiali di supporto sono stati forniti e quali strategie si sono rivelate più efficaci per affrontare con successo la parte in lingua e la simulazione di visita guidata.

Cosa dice il bando

La prova orale consisterà in un colloquio in lingua italiana sulle materie della prova scritta, con contestuale verifica della conoscenza della lingua straniera scelta dal candidato, che dovrà essere almeno di livello B2; alla prova sarà attribuito un punteggio massimo di 40 punti e si considererà superata con un punteggio non inferiore a 25 quarantesimi. La prova tecnico‑pratica, da svolgersi nello stesso giorno e solo dopo il superamento dell’orale, consisterà invece nella simulazione di una visita guidata in lingua italiana e nella lingua straniera prescelta, su una destinazione estratta a sorte da un elenco ufficiale di contesti culturali, artistici, archeologici e paesaggistici, anche in questo caso con punteggio massimo 40 e soglia di idoneità a 25/40.

La prova orale: multidisciplinarietà e capacità di sintesi

Parliamo ora di come si sono svolte le prove orali e tecnico-pratiche della sessione di abilitazione risalente all’anno scorso.

La sessione mattutina è generalmente dedicata alla verifica teorica. Il candidato è chiamato a dimostrare non solo una profonda conoscenza dei siti, ma anche la capacità di creare connessioni logiche tra diverse materie.

Estrazione e scelta del sito
Il candidato estrae una busta (o bigliettino) contenente 5 siti selezionati tra le varie sezioni del programma. Ha la possibilità di sceglierne uno su cui impostare il proprio intervento. Le cinquine estratte l’anno scorso sono risultate molto eterogenee: è possibile trovare nello stesso gruppo un grande complesso museale, un centro storico minore, un parco nazionale, una cappella rinascimentale e un museo archeologico, a conferma dell’impostazione fortemente multidisciplinare.

La scheda riassuntiva
Una volta scelto il sito, viene fornita una scheda sommaria con foto e una breve descrizione. Dalle testimonianze emerge che la scheda è generalmente piuttosto esaustiva: contiene una piccola immagine del sito e un riassunto con gli elementi fondamentali (posizione, eventuale data di fondazione, principali edifici, opere o punti di interesse). Offre quindi numerosi spunti per organizzare il discorso, lasciando al candidato la libertà di decidere quali informazioni utilizzare e in che misura.

Tempi e livello di approfondimento
Al candidato vengono concessi circa 5 minuti per riflettere e organizzare il discorso, seguiti dall’esposizione vera e propria. In origine si ipotizzava una durata di 10–15 minuti, ma le prove svolte hanno mostrato che il colloquio effettivo è di circa 10 minuti complessivi, comprensivi anche della parte in lingua straniera; ciò implica che non è richiesto un approfondimento eccessivamente specialistico, quanto piuttosto un’esposizione chiara, ben strutturata e coerente.

Durante l’esposizione in lingua italiana il candidato è invitato a spaziare tra geografia, storia, storia dell’arte, archeologia e, dove pertinente, legislazione turistica, costruendo un racconto che colleghi i diversi piani di lettura del sito.

Accertamento linguistico

Al termine del colloquio in italiano, la commissione valuta la competenza nella lingua straniera prescelta.

Questo può avvenire tramite:

  • Traduzione o lettura del testo presente nella scheda.

  • Ripetizione di parte dell’esposizione già fatta in italiano.

  • Conversazione libera (“small talk”) per testare la fluidità comunicativa.

Dalle testimonianze emerge che il candidato ha una certa libertà di scelta: può decidere di continuare la spiegazione già avviata in italiano, passando semplicemente alla lingua straniera, oppure può riprendere da capo una versione più sintetica dell’esposizione direttamente nella lingua prescelta.

Un suggerimento pratico condiviso da chi ha già sostenuto la prova è di prepararsi un breve discorso in lingua, piuttosto che affidarsi alla traduzione letterale di un paragrafo della scheda: la traduzione parola per parola può generare piccoli vuoti di memoria su singoli termini, creando un po’ di impaccio, mentre un discorso già pensato permette di mantenere un flusso più naturale. In ogni caso, eventuali esitazioni su qualche vocabolo non sembrano determinare, da sole, un giudizio negativo: il commissario valuta la competenza complessiva e la capacità di farsi capire.

Manuale le prove dell’esame di abilitazione a guida turistica

La prova tecnico‑pratica: simulazione della visita

Nel pomeriggio, l’attenzione si sposta sulle competenze operative. Qui il candidato deve trasformarsi in una vera e propria guida “in azione”.

Sorteggio del sito
Si estrae un unico sito tra i 40 previsti. Non è possibile scegliere: il sito estratto è quello su cui si dovrà lavorare.

Il supporto visivo
La commissione proietta un video di circa 2 minuti (senza audio) riguardante il sito estratto. Le testimonianze indicano che spesso si tratta di brevi filmati ufficiali di sorvolo sull’Italia o di video legati ai siti UNESCO: immagini molto suggestive, che forniscono un aggancio visivo ma non una vera “lezione” sul luogo, lasciando al candidato il compito di riempire il contenuto.

La simulazione
Il candidato deve rivolgersi alla commissione come se fosse davanti a un gruppo di turisti. Il tempo a disposizione è di circa 10 minuti. È considerato un buon approccio trattare realmente la commissione come se fosse un gruppo in visita: tono coinvolgente ma professionale, attenzione ai tempi, indicazioni pratiche su spostamenti, eventuali tappe successive, eventuali suggerimenti enogastronomici o logistici collegati al sito.

Gestione di siti complessi o poco noti
Se il sito estratto è molto ampio, è data facoltà al candidato di scegliere su quali specifici aspetti o monumenti focalizzare la narrazione.

Passaggio linguistico nella prova pratica
La simulazione inizia in italiano e prosegue nella lingua straniera prescelta. È importante riuscire a spiegare in modo semplice cosa si farà, dove ci si muoverà, quali punti principali verranno visti, dimostrando di sapersi rivolgere a un gruppo internazionale in modo chiaro e comprensibile.

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 Luigi Leanza

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