Carabiniere scarica l’intero caricatore contro l’auto in fuga: indagato dopo l’inseguimento


Non si ferma all’alt e scappa a folle velocità

Non si è fermato all’alt intimato dai carabinieri e ha proseguito la marcia a forte velocità per le strade di Sirignano, dando inizio a un inseguimento terminato solo a Tufino. Al volante c’era un 52enne, già noto alle forze dell’ordine, arrestato dopo aver forzato un posto di blocco lo scorso 31 maggio.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe tentato di sottrarsi al controllo, proseguendo la corsa nonostante l’intervento dei militari. Durante la fuga avrebbe anche speronato per due volte l’auto di servizio, prima di essere bloccato quando la vettura su cui viaggiava, una Peugeot 208, aveva ormai entrambi gli pneumatici forati dai proiettili.

L’inseguimento da Sirignano fino a Tufino

La fuga è partita da Sirignano ed è proseguita fino a Tufino, fuori dal centro urbano. Nel tentativo di fermare il 52enne, il brigadiere alla guida della gazzella, indicato con le iniziali M.L.M., avrebbe esploso quindici colpi d’arma da fuoco contro l’automobile in fuga.

La Peugeot 208 sarebbe stata raggiunta da otto proiettili, tutti sul lato sinistro. L’inseguimento si è poi concluso con l’arresto del conducente, difeso dall’avvocato Aniello Abate.

L’accusa diventa più pesante: contestata la fuga pericolosa

In un primo momento al 52enne era stata contestata l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente, però, il pubblico ministero della procura di Nola, Patrizia Moccaccito, nella formulazione del capo di imputazione, ha contestato un reato ritenuto più grave: fuga pericolosa.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo. Durante la convalida dell’arresto, il suo legale ha chiesto i termini a difesa e il 52enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari a Quadrelle, comune di residenza.

Brigadiere indagato dalla procura militare

Sul fronte opposto, il brigadiere M.L.M., in servizio presso il Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Baiano, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura militare della Repubblica presso il tribunale di Napoli.

L’indagine, aperta dalla procura militare e non da quella ordinaria, viene indicata come un atto dovuto, necessario per svolgere tutti gli accertamenti sul comportamento tenuto dal militare durante il servizio e sull’utilizzo dell’arma in dotazione.

Le contestazioni al militare

Il brigadiere risponde di abbandono di posto e violata consegna aggravata dal grado, oltre che di distruzione o alienazione di oggetti di armamento militare aggravata dal grado.

Contestata anche la violazione delle prescrizioni in materia di utilizzo delle armi. Secondo l’impostazione del pubblico ministero della procura militare, Roberto Galasso, il comportamento del militare sarebbe stato sproporzionato, alla luce dell’esplosione di quindici colpi d’arma da fuoco verso la Peugeot 208 guidata dal 52enne.

Quindici colpi e munizionamento esaurito

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda proprio il numero dei colpi esplosi. Al militare viene contestato di aver terminato l’intero munizionamento in dotazione durante l’inseguimento.

La procura militare sta verificando se, in quella fase, fosse necessario arrivare a utilizzare tutti i colpi disponibili o se il fermo potesse essere assicurato con modalità diverse. Dagli elementi emersi, infatti, l’arresto sarebbe stato possibile anche grazie all’intervento di un’altra pattuglia, appostata per intercettare l’auto in fuga.

Il nodo della proporzionalità dell’intervento

Secondo la valutazione al centro degli accertamenti, si sarebbe potuto evitare di esplodere tutti i colpi d’arma da fuoco contro l’automobile, ricorrendo unicamente al supporto dell’altra pattuglia già impegnata nel dispositivo di blocco.

È questo il punto più delicato della vicenda: stabilire se l’uso dell’arma sia stato conforme alle prescrizioni operative oppure se l’intervento sia stato sproporzionato rispetto alla possibilità di fermare il veicolo con strumenti diversi.

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Sequestrati arma, auto e proiettili deformati

Sono in corso gli accertamenti tecnici sull’arma in dotazione al brigadiere, sull’auto danneggiata dai colpi e sui reperti recuperati dopo l’inseguimento.

È già stata firmata la convalida del sequestro per il materiale ritenuto rilevante: l’arma del militare, la Peugeot 208 colpita dai proiettili, alcuni frammenti e due proiettili deformati calibro 9 rinvenuti nel bagagliaio della vettura.

Positivo all’alcol test dopo il fermo

Dopo l’arresto e i controlli di rito, il 52enne è risultato anche positivo all’alcol test. Un elemento che sarà valutato nel procedimento a suo carico davanti al tribunale di Nola.

Il processo proseguirà il prossimo 1 luglio. Entro quella data la difesa, rappresentata dall’avvocato Aniello Abate, dovrà decidere se optare per il patteggiamento o per il rito abbreviato.

Una fuga, due inchieste e molti interrogativi

La vicenda corre ora su due binari distinti. Da una parte c’è il procedimento a carico del 52enne, accusato di fuga pericolosa dopo aver forzato il posto di blocco e speronato l’auto di servizio. Dall’altra c’è l’indagine sul brigadiere che, nel tentativo di fermarlo, avrebbe esploso quindici colpi contro la vettura.

Una fuga ad alta tensione, una gazzella speronata due volte, una Peugeot colpita sul lato sinistro e un militare finito sotto la lente della procura militare: l’inseguimento tra Sirignano e Tufino lascia ora spazio agli accertamenti giudiziari, chiamati a chiarire responsabilità, limiti operativi e proporzionalità dell’intervento.

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 Laura Bianchi

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