la prossima settimana il nuovo Esecutivo. E si farà subito sul serio



Che la prima settimana da Sindaco di Reggio Calabria sarebbe stata così folle, non avrebbe saputo immaginarlo neanche lo sceneggiatore di Mad Max dopo un trip allucinogeno. Altro che godersi la vittoria, è saltata persino la festa in piazza con cui Francesco Cannizzaro avrebbe voluto ringraziare la città e rinnovare gli impegni assunti in campagna elettorale dopo il trionfo con oltre il 65% delle preferenze, record assoluto nella storia di Reggio Calabria per un Sindaco eletto al primo mandato. Alla proclamazione di giovedì 4 giugno, con tutte le emozioni di quella serata ricca di pathos prima nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio e poi con il bagno di folla di una Piazza Italia mai così gremita, è seguito un venerdì 5 indimenticabile nella storia della città con l’arrivo del premier Giorgia Meloni – per la prima volta a Reggio dopo tre anni e mezzo da Presidente del Consiglio – insieme a cinque ministri dell’Esecutivo e tutti i vertici delle forze armate, per la Festa Nazionale dei Carabinieri.

Una vetrina straordinaria per la città che ha vissuto una giornata storica, nella prima uscita pubblica con la fascia tricolore per Cannizzaro, che però non pensava soltanto alle relazioni diplomatiche con i vertici del Paese e ai riflettori dei grandi media. Al mattino presto era già al lavoro da Sindaco della Città Metropolitana per firmare i documenti necessari a sospendere gli atti di nomine illegittime sottoscritte in campagna elettorali da Carmelo Versace, e per indire le nuove elezioni metropolitane per il 19 luglio. Un atto politico forte, dirompente, che ha segnato subito la discontinuità con il passato ed è servito a cancellare tante fake news rispetto al controllo dell’Ente che i suoi predecessori avevano fatto circolare per ottenere voti rispetto al fatto che avrebbero governato fino ad ottobre (!).

Sono stati tanti i veleni e le bufale di questa campagna elettorale: esattamente un mese fa, due settimane prima delle elezioni, la sinistra faceva circolare quel falso sondaggio che preannunciava il ballottaggio. In tanti ci avevano creduto, in questa città di allocchi. Avevano attivato la macchina del fango nazionale, con Fiorella Mannoia tra gli arruolati insieme a Repubblica e il Fatto Quotidiano, scatenando un putiferio perchè – attenzione – Cannizzaro aveva auspicato l’aiuto di Dio e la protezione della Madonna della Consolazione, santa patrona della città. Apriti cielo. Se un altro candidato – magari uno degli islamici del Pd a Venezia – avesse chiesto la guida di Allah, avremmo dovuto sorbirci i sermoni sul rispetto della fede altrui in nome della tolleranza religiosa. Che però non vale per i cattolici. “Ogni volta che parla, perde voti” dicevano i detrattori. E invece ha sfiorato il 66%, mai nessun Sindaco della storia della città – neanche ai tempi di Italo Falcomatà o Giuseppe Scopelliti – avevano avuto così tanti voti al primo mandato.

Ma questo a Cannizzaro non importa. Siamo rimasti alle firme dei primi atti alla Città Metropolitana. Poi la Festa dei Carabinieri con Giorgia Meloni sul Lungomare. Come se non bastasse, nel pomeriggio in Prefettura un vertice sul Caporalato dopo la terribile strage di Amendolara. Il neo Sindaco avrà perso un bel po’ di peso, senza neanche la dieta. Anche perchè non riesce a riposarsi neanche la sera: monta in auto e scappa prima a San Giovanni in Fiore e poi persino a Castrovillari, non proprio dietro l’angolo, per partecipare ai comizi elettorali dei candidati del Centrodestra ai ballottaggi.

Cannizzaro non si ferma: inizia la nuova settimana, sembra un anno fa ma parliamo di questa settimana, quella di oggi in cui noi stiamo scrivendo (e voi state leggendo), e lui è già alla Sorgente dove è riuscito a trovare la soluzione per sbloccare i lavori e rendere la spiaggia di nuovo fruibile per i cittadini. Il neo Sindaco arriva personalmente sul posto per sbloccare l’area e restituirla alla fruizione pubblica, con soddisfazione dei residenti e delle associazioni locali. Nel pomeriggio Falcomatà invia una nota surreale in cui si prende i meriti (!), peccato che nelle interviste durante il sopralluogo con Cannizzaro c’è persino un operatore balneare che gestisce l’area attrezzata della zona, e che alle elezioni era candidato nella lista civica di Falcomatà (!!!), che ringrazia Cannizzaro e dichiara testualmente “finalmente, è da venti anni che qui non vediamo un Sindaco, oggi è arrivato Cannizzaro e ha risolto immediatamente“.

Martedì è il giorno della Reggina: Cannizzaro vola a Roma e guida lo scatto decisivo per porre fine alla drammatica stagione di Ballarino, trovando per il al club amaranto la migliore soluzione possibile per tornare subito grande. Torna a Reggio e riparte subito: mercoledì mattina è di nuovo in aereo stavolta per Dublino, dove nel pomeriggio incontra il CEO di Ryanair Eddie Wilson per dare ulteriore linfa all’Aeroporto dello Stretto già rilanciato grazie al suo lavoro parlamentare degli ultimi anni. Giovedì rientra e quando atterra a Fiumicino viene travolto da un altro guaio: la Viola, che ha appena conquistato la gara-3 della finale playoff con un’impresa storica ad Avellino, non può giocare al PalaCalafiore la partita più importante degli ultimi cinque anni perchè la disastrosa eredità dell’Amministrazione di sinistra aveva programmato un torneo di ping pong proprio nel giorno della finale. Lo avevano già fatto per la Domotek e per i playoff della Viola, letteralmente sfrattate da casa loro per uno spettacolo teatrale qualche settimana fa. “Non potevamo saperlo“, si sono giustificati agli occhi dei tifosi, ma le date erano ampiamente previste dal programma sportivo. E’ come se il governo avesse programmato per lo stadio Olimpico un torneo di freccette nel giorno della finale dei Mondiali di Italia ’90. “Scusate, non lo sapevamo“.

Ma con Cannizzaro la musica cambia: due telefonate a 700km di distanza, tutto risolto in un paio d’ore. Il ping-pong si farà altrove, la Viola può iniziare a vendere i biglietti e si va verso il sold-out (8 mila spettatori) per una promozione storica al primo anno di gestione targata Myenergy, l’azienda che voleva fare grande la Reggina ma che tre anni fa la triade Falcomatà-Brunetti-Versace ha respinto preferendo Ballarino.

Il rientro a Reggio è ancora un tour-de-force: Cannizzaro va a Punta Pellaro e spiega come ha risolto il problema del depuratore, “restituiremo questo litorale ai nostri bagnanti” dice alla Fiumarella dopo i solleciti di tanti residenti nel corso dei giorni precedenti. Dopo un’ora deve essere di nuovo a Palazzo San Giorgio per la proclamazione del consiglio comunale, in una cerimonia storica che non ha precedenti nella storia recente della città (sei anni fa non sono andati neanche molti dei consiglieri!).

Si respira aria nuova, lui è stanco ma non si sottrae neanche stavolta alle domande dei giornalisti. Un amico del Sindaco ci fa vedere i messaggi su WhatsApp: “Ciccio, ma che la fai a fare la Giunta? Riesci a risolvere tutto da solo, non ti fermi mai, continua così“. La sua risposta è emblematica del momento: “Ahahah grazie, ma obiettivamente queste sono solo piccole cose. Con la Giunta lavoreremo tutti insieme per risolvere quelle più serie“. E’ un Cannizzaro diverso, quello di questi giorni. Più sereno, più conciliante con tutti. Con i suoi alleati, con la miriade di richieste che arrivano, in certi casi anche assurde. Gli chiedono personalmente di aggiustare una panchina, di verniciare una staccionata, di svuotare un cassonetto della spazzatura che si è riempito. E lui non si arrabbia: si assume le sue responsabilità, appassionato, entusiasta del ruolo che si è conquistato sgomitando e lavorando sodo per anni.

E’ molto conciliante anche con i partiti, in questi giorni decisivi per la formazione della Giunta Comunale e della squadra di funzionari che dovrà guidare l’ente. Arriverà un nuovo Direttore Generale, arriveranno i nuovi Dirigenti. E’ stato chiarissimo nelle parole di ieri sera a Palazzo San Giorgio, Cannizzaro: “non penso solo alla Giunta, ma anche all’organo amministrativo su cui ho già messo la testa“. Ci sono i profili, ci sono le figure, ci sono i nomi per trasformare la gestione di Palazzo San Giorgio da baracca di paese, com’è stata gestita negli ultimi anni, a standard degni di una multinazionale.

La prossima settimana avremo la nuova Giunta. E sarà un mix tra politici, a cui Cannizzaro vuole riconoscere il primato del fare (5 o 6) e tecnici, esterni dal consiglio comunale, altrettanto bravi sotto il profilo manageriale (3 o 4). Saranno figure forti, autorevoli, credibili, importanti, con esperienze virtuose di gestione pubblica fuori dai confini cittadini. E poi ci saranno i consiglieri che Cannizzaro considera i migliori per determinati settori: in pole ci sono Maiolino per il personale e Colella per lo sport, ma è impensabile che Massimo Ripepi possa non essere della squadra: così entrerebbero in consiglio Emiliano Imbalzano (1.008 voti) e Nino Zimbalatti (989 voti), i due non eletti con il maggior numero di preferenze. Anche nelle altre liste qualcosa si muoverà, in base alle scelte di Cannizzaro. Che ha già le idee chiare, e in questo weekend cerca un po’ di tempo di riflessione per definire i dettagli e mettere ogni tassello al suo posto. In molti casi lo scenario si intreccia proprio con le candidature al consiglio metropolitano in vista delle elezioni del 19 luglio.

Per quanto riguarda gli alleati, il Sindaco ha chiesto indicazioni ai partiti e ai movimenti che lo sostengono nella coalizione, e cioè Fratelli d’Italia, Lega e Reggio Futura che ovviamente avranno un assessore ciascuno. Cannizzaro sceglierà tra le tre figure che ognuno dei vertici romani di Lega e FdI, e Scopelliti, gli sottoporranno. Perché, come ha detto al suo amico su WhatsApp, c’è bisogno di prendere di petto i problemi più importanti e le cose più serie. E questo si potrà fare solo con la squadra giusta, e la possibilità di delegare compiti suddivisi per settore e per priorità, a figure operative impegnate h24 con amore per la città.

Per Reggio Calabria è l’alba di una nuova era, che inizia con i migliori auspici e con tutte le condizioni affinché – questa volta – la sua gente non venga tradita.


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 Peppe Caridi

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