GUGLIONESI. La soppressione della Guardia Medica continua a essere una ferita aperta per la comunità, e il dibattito politico torna a riaccendersi. A intervenire sono il Circolo PD di Guglionesi e il gruppo Guglionesi Progressista, che rivendicano la coerenza delle proprie posizioni e ricostruiscono, punto per punto, la cronologia delle decisioni che hanno portato alla chiusura del presidio. Una ricostruzione che, nelle intenzioni dei promotori, vuole riportare il confronto sul terreno dei fatti e delle responsabilità istituzionali.
«Torniamo sulla questione della Guardia Medica di Guglionesi. Non per rivendicare meriti, non per cercare visibilità su un dolore collettivo. Ma perché la politica, quella seria, ha il dovere di tenere il filo della memoria e di restituire ai cittadini una lettura onesta di ciò che è accaduto, di chi ha agito e di chi invece ha scelto di non farlo.
La vicenda ha una cronologia precisa, e quella cronologia racconta molto di come funziona — o non funziona — la politica locale quando si tratta di difendere i diritti fondamentali delle comunità.
Nel novembre 2025, quando i segnali provenienti dalla Regione Molise rendevano già chiaro l’orientamento verso la soppressione del servizio di Guardia Medica nei comuni minori, il Consigliere Giuseppe Aristotile portò in Consiglio Comunale una mozione formale per la sua salvaguardia. Non fu un atto improvvisato né tantomeno strumentale. Fu una scelta politica consapevole, tempestiva, fondata su una lettura attenta dei provvedimenti regionali in corso e su una responsabilità precisa verso la comunità che rappresenta.
La mozione chiedeva all’Amministrazione comunale di farsi portavoce istituzionale delle ragioni di Guglionesi presso la Regione, di opporsi formalmente alla soppressione e di attivare ogni canale utile per scongiurarla. Era, in altri termini, esattamente ciò che un Consiglio Comunale ha il dovere di fare quando i diritti dei propri cittadini vengono messi a rischio da decisioni assunte altrove.
Come rispose il Consiglio? I verbali lo attestano con chiarezza. La maggioranza consiliare — quella che sostiene l’Amministrazione Antonacci — bocciò la mozione. Progetto Comune, sollevando un’eccezione formale sul mancato rispetto dei tempi procedurali di convocazione della seduta, scelse di abbandonare l’aula, sottraendosi al voto e, con esso, alla responsabilità di schierarsi su un tema che riguardava la salute di tutti i cittadini di Guglionesi. Il Consigliere Giuseppe Aristotile rimase solo. Solo a votare, solo a difendere una posizione che era nell’interesse di tutti — nessuno escluso — e che nessun altro ebbe il coraggio o la volontà di sostenere.
Quella mozione fu liquidata con l’argomento più logoro e più comodo della politica provinciale italiana: fu derubricata a “battaglia di sinistra”, a iniziativa di parte, a strumento di opposizione ideologica. Come se il diritto all’assistenza sanitaria nelle ore notturne e festive fosse una questione di schieramento. Come se un anziano solo, in una notte di febbraio, con un malore, potesse permettersi di aspettare che la politica superasse le sue divisioni prima di ricevere aiuto.
Invece di bocciarla, si poteva discutere. Invece di abbandonare l’aula, si poteva proporre. Invece di liquidare una mozione come propaganda, si potevano cercare soluzioni condivise: un tavolo istituzionale con la Regione, una lettera congiunta di tutti i gruppi consiliari, una petizione popolare, una presa di posizione pubblica dell’Amministrazione. Niente di tutto questo avvenne. Si preferì la strada più breve: il silenzio, il voto contrario, l’uscita dall’aula.
Il 1° aprile 2026, con l’entrata in vigore del DCA n. 9/2026, la Guardia Medica di Guglionesi è stata soppressa. Quello che denunciavamo come rischio concreto è diventato realtà. Un servizio essenziale — l’unico presidio sanitario attivo nelle ore notturne e nei giorni festivi sul territorio comunale — è venuto meno. Ad essere colpiti sono i più fragili: gli anziani, le persone con patologie croniche, le famiglie senza mezzi per raggiungere il pronto soccorso più vicino nel cuore della notte. Non sono categorie astratte. Sono i nostri vicini, i nostri genitori, i nostri concittadini.
Veniamo ora agli sviluppi più recenti. Apprendiamo che è stato presentato un ricorso avverso il provvedimento di soppressione. Lo accogliamo come un fatto positivo. Chiunque lo abbia promosso, in qualunque momento e con qualunque motivazione, ha fatto qualcosa di utile per la comunità, e questo va riconosciuto senza riserve.
Ma qui è necessaria una precisazione politica che non può essere elusa. Il Circolo PD di Guglionesi e il Gruppo Consiliare Guglionesi Progressista non intendono alimentare polemiche su chi ha fatto cosa e quando. Non è nei nostri valori strumentalizzare un tema di salute pubblica per ricavarne vantaggio politico. Tuttavia, non possiamo tacere su una cosa: la mozione di novembre 2025 era già, nella sua sostanza, un atto di tutela della comunità. Era già la risposta politica che si doveva dare. Bocciarla, o abbandonare l’aula invece di sostenerla, non era una scelta neutrale. Era una scelta di campo — e quella scelta ha avuto conseguenze reali sulla vita delle persone.
Detto questo, guardiamo avanti. Perché il tema è troppo serio per essere ridotto a una contabilità di torti e ragioni.
La soppressione della Guardia Medica di Guglionesi non è un episodio isolato. Va letta dentro un quadro più ampio e più preoccupante: quello dello smantellamento progressivo della sanità territoriale molisana, che si consuma da diciassette anni sotto il regime del commissariamento regionale. La chiusura del punto nascita di Isernia, il declassamento dell’ospedale di Agnone, la minaccia incombente sulla chiusura dell’emodinamica del San Timoteo di Termoli — con scadenza fissata al 31 ottobre 2026 — e ora l’eliminazione dei presidi di prossimità nei comuni dell’entroterra: è un disegno che si compie sistematicamente, approfittando dell’assenza di una risposta politica regionale all’altezza e della frammentazione delle forze che dovrebbero opporvisi.
Il Circolo PD di Guglionesi e il Gruppo Consiliare Guglionesi Progressista ribadiscono il proprio impegno: continueremo a vigilare, a denunciare, a portare queste battaglie nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico. Lo abbiamo fatto quando non era conveniente, quando eravamo soli, quando ci si rispondeva con un voto contrario o con un’uscita dall’aula. Lo facciamo oggi. Lo faremo domani.
Perché la nostra mozione era una battaglia per Guglionesi. E su questo non abbiamo nulla da rivedere».
Red
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