Come scegliere l’olio motore giusto per evitare gravi danni al motore




Maurizio Chiogna

meccanico-elettronico automotive

La passione per i motori mi ha spinto, fin da quando avevo 16 anni, a dedicarmi alla riparazione delle auto, sviluppando una notevole esperienza nel settore automotive e diventando un meccanico elettronico.
Dal 2020 ho iniziato a scrivere per il web, unendo così questa passione al mondo della divulgazione.

Comprare il lubrificante per l’auto sembra un’operazione banale, ma basarsi solo sul prezzo o sul marchio più famoso è il modo più rapido per fare danni catastrofici. Un olio sbagliato, infatti, non riesce a mantenere il velo protettivo tra i componenti interni alle alte temperature, accelerando l’usura o distruggendo i delicati sistemi di post-trattamento dei gas di scarico.

Vediamo qual è il metodo per selezionare il fluido perfetto per la tua vettura in totale sicurezza.

Quale olio motore scegliere per la propria auto

Per capire con precisione come scegliere l’olio motore giusto per la propria auto, è fondamentale abbandonare l’idea che un lubrificante valga l’altro basandosi solo sul prezzo. I propulsori moderni sono progettati con tolleranze micrometriche e richiedono formulazioni chimiche specifiche per proteggere i componenti interni dagli attriti. La scelta del fluido corretto si basa sull’analisi di tre elementi fondamentali che determinano la compatibilità tecnica:

  • gradazione di viscosità SAE: espressa da sigle come 5W-30 o 0W-20, definisce la fluidità dell’olio in base alle temperature ambientali. Il primo numero seguito dalla “W” (Winter) indica la capacità del lubrificante di scorrere rapidamente a freddo durante l’avviamento invernale, mentre il secondo numero indica la resistenza del velo protettivo a caldo, quando il motore si trova a temperatura di esercizio;
  • specifiche internazionali (ACEA/API) e le approvazioni dei costruttori: classificano le prestazioni chimiche del fluido. Per i veicoli europei moderni è cruciale verificare la presenza della specifica ACEA “C” (es. C2, C3, C4) a basso contenuto di ceneri (Low-SAPS), indispensabile per non intasare i filtri antiparticolato DPF/FAP. Queste norme si affiancano alle approvazioni ufficiali delle case automobilistiche (es. VW 507.00, BMW LL-04, MB 229.51). Se sul flacone manca il codice d’omologazione esatto richiesto dal costruttore, l’olio non va inserito nel motore, anche se la viscosità SAE è corretta;
  • natura chimica della base: i lubrificanti totalmente sintetici (100% Synthetic) offrono una stabilità molecolare nettamente superiore rispetto ai vecchi oli minerali o semisintetici. Resistono meglio agli stress termici alle alte temperature, riducono l’evaporazione nella coppa dell’olio e impediscono la formazione di morchie che potrebbero danneggiare o intasare il motore.

Dove trovare le specifiche corrette

Il metodo più sicuro per scegliere l’olio motore giusto per la propria auto senza commettere errori fatali è consultare i dati tecnici ufficiali del veicolo. Le scritte commerciali sulla parte frontale del flacone vanno totalmente ignorate, le uniche informazioni che contano si trovano sul retro della confezione e vanno tassativamente incrociate con i dati specifici della vettura utilizzando questi tre canali sicuri:

  • libretto di uso e manutenzione: rappresenta il manuale tecnico del veicolo. Nella sezione dedicata ai rifornimenti e ai lubrificanti, gli ingegneri che hanno progettato il motore indicano i requisiti chimici, i codici di omologazione e i parametri di viscosità tassativi per garantire la corretta pressione del circuito di lubrificazione;
  • banche dati e i venditori di lubrificanti online: portali ufficiali dei principali produttori di olio (come Liqui Moly) permettono di accedere a database costantemente aggiornati. Inserendo semplicemente la targa o il modello esatto della vettura, il sistema incrocia i dati tecnici e fornisce istantaneamente la lista dei fluidi perfettamente compatibili con quel codice motore;
  • concessionarie ufficiali e il meccanico di fiducia: i professionisti del settore e le reti assistenziali dispongono di software diagnostici e banche dati professionali collegate direttamente con i server dei costruttori. Rivolgersi a loro garantisce l’individuazione della specifica corretta, soprattutto in caso di aggiornamenti tecnici o bollettini di servizio emessi dalla casa madre successivamente alla stampa del libretto.

Come effettuare il rabbocco

Una volta capito come scegliere il lubrificante giusto per la propria auto, anche l’operazione di inserimento richiede massima precisione per evitare contaminazioni o danni interni. In officina seguiamo una procedura che garantisce la pulizia del circuito e che puoi replicare direttamente nel tuo garage:


  • pulizia preliminare della zona di carico: prima di svitare il tappo superiore posizionato sulla testata, pulisci accuratamente l’area circostante con un panno che non lasci pelucchi o aria compressa. Questo previene la caduta accidentale di granelli di polvere, terra o detriti che, mescolandosi all’olio, rischierebbero di rigare i lobi dell’albero a camme o ostruire i micro passaggi dei variatori di fase;
  • inserimento graduale a piccoli step: la coppa dell’olio non è posizionata in fondo al motore e il lubrificante freddo è più denso di quello presente all’interno del monoblocco. Versa il fluido dal flacone a piccoli step di circa 200 o 300 millilitri alla volta, attendendo sempre un paio di minuti prima di verificare nuovamente l’asta o il display per dare al lubrificante il tempo tecnico di ridefluire completamente sul fondo;
  • monitoraggio del livello: controllare il livello, idealmente deve stabilizzarsi tra il 70 e l’80% dello spazio compreso prima del segno MAX (circa a 3/4 dell’indicatore). Superare la tacca del massimo è estremamente pericoloso, soprattutto nei motori diesel, l’eccesso di fluido può innescare fenomeni di autocombustione distruttivi o provocare un trafilamento di vapori che accelera l’intasamento del filtro DPF.

I consigli del meccanico

Saper valutare lo stato del lubrificante e adottare una manutenzione preventiva ti permette di prevenire guasti gravosi e risparmiare migliaia di euro dal meccanico. Ecco alcuni consigli applicare alla tua auto:

  • frequenza dei controlli in autonomia: non aspettare mai che sul quadro strumenti si accenda la spia rossa dell’olio, poiché molte vetture segnalano solo la caduta di pressione interna e non il livello basso del lubrificante. L’abitudine corretta è verificare il livello ogni 1.000 o 1.500 km se utilizzi l’auto quotidianamente, e tassativamente prima di metterti in viaggio per lunghe tratte autostradali;
  • controllo olfattivo contro la diluizione: quando effettui la misurazione se disponi dell’asta, analizza l’odore del fluido rimasto sull’asta. Se avverti una forte puzza di benzina o di gasolio, significa che il carburante sta trafilando nel basamento. Molte vetture dispongono di un sensore di qualità dell’olio e segnalano quando è compromesso e va sostituito;
  • manutenzione temporale contro i cicli urbani: gli intervalli chilometrici molto lunghi promessi dai moderni piani di manutenzione (anche fino a 30.000 km) sono calcolati su cicli di guida ideali in autostrada. Se utilizzi la vettura in città per brevi tragitti, il motore accumula condensa e residui carboniosi che degradano precocemente il lubrificante. Per preservare i componenti il consiglio di sostituire l’olio e il rispettivo filtro al massimo ogni 15.000 km o comunque una volta all’anno.




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