bilancio 2025 in positivo, 22 imprese, priorità l’innovazione –


Intervista all’amministratore unico Emiliano Locatelli

Abbiamo avviciinato il presidente Emiliano Locatelli per fare il un punto sullo sttao di salute del Parco. Come sta il PST? Stiamo proseguendo nel percorso di riqualificazione della struttura, abbiamo completato tutti gli interventi programmati a seguito dei quali abbiamo portato l’occupazione degli spazi ormai ai 3 / 4 delle aree disponibili. Ricordo che all’inizio del mio mandato il Parco era mezzo vuoto dopo il fallimento del Gruppo Mossi&Ghisolfi e l’uscita del Consorzio Proplast. Oggi stiamo nuovamente diventando attrattivi, nonostante la congiuntura economica non sia delle più favorevoli. Devo esprimere un ringraziamento al Socio Banco BPM che ci ha sostenuto in questo percorso, accettando di chiudere il precedente mutuo e concederne uno nuovo di circa 2 milioni di euro, grazie al quale abbiamo investito in migliorie infrastrutturali. A seguito di questi lavori abbiamo personalizzato alcune aree del Parco e consentito ad aziende già esistenti di espandersi e favorire nuovi ingressi.

A che punto è il bilancio 2025? Lo scorso 5 maggio l’Assemblea dei soci ha approvato il Bilancio di esercizio 2025 che si è chiuso con un utile di euro 36.031 dopo lo stanziamento di imposte correnti per euro 20.210, un risultato che conferma il trend positivo già registrato nell’esercizio precedente. Il margine operativo lordo presenta un risultato positivo di euro 444.464. Il totale del valore della produzione è pari ad euro 1.574.797 aumentati rispetto all’esercizio precedente del 4%. Si registra un leggero aumento dei “Costi della produzione” di circa 30.866 euro rispetto al 2024. L’incremento è dovuto sostanzialmente ad interventi manutentivi urgenti. Di contro si sono registrati dei risparmi apprezzabili sui costi per servizi rispetto al 2024 (-20.291 euro), riferibili in gran parte alle utenze. Il “Risultato della gestione finanziaria” presenta un saldo negativo di euro 115.868 (comunque in diminuzione di euro 15.199 rispetto allo scorso anno). Passando all’analisi della situazione patrimoniale della società, va evidenziato un incremento degli investimenti pari a 471.230 euro per i lavori di riqualificazione del Parco che hanno consentito l’insediamento di nuove aziende innovative e una diminuzione dei debiti dovuta principalmente ai pagamenti nel secondo semestre 2025 dei canoni di rimborso del mutuo in essere. Il presidente, inoltre, fa presente che sono stati raggiunti gli obbiettivi assegnati dal Socio di riferimento Finpiemonte S.p.A. e principalmente l’incremento della percentuale di occupazione degli spazi locati che al 31/12/2025 si attesta al 75,49% a cui si aggiunge una riduzione dei costi per servizi di manutenzione ordinaria del 9,04% rispetto al 2024 e una riduzione del 19,51% degli oneri finanziari rispetto all’esercizio precedente. Risultati frutto del grande lavoro di questi anni che certificano in modo definitivo la ritrovata stabilità della società con conseguente importante apprezzamento da parte dei soci ed in particolare del socio di riferimento Finpiemonte. La Società di revisione ha emesso un giudizio senza rilievi sull’esercizio 2025 e il Collegio Sindacale non ha ravvisato elementi ostativi all’approvazione del bilancio. Desidero ringraziare il Collegio Sindacale, la Società di revisione e Finpiemonte S.p.A., che pur nei rispettivi ruoli di controllo e di Socio di riferimento non hanno mai fatto mancare il proprio contributo per assicurare maggiore efficacia alla gestione della Società e consentirle di raggiungere i risultati attuali, condizioni imprescindibili per pianificare il percorso di sviluppo ulteriore che desideriamo intraprendere. L’impegno è quello di consolidare questi risultati, anche se il contesto di crisi dovuto ai rincari legati alla situazione internazionale, ci fanno prevedere un aumento dei costi energetici e in generale di quelli dei materiali. Per l’anno in corso e per l’immediato futuro cercheremo di adottare ancora maggiore cautela, e calibreremo i prossimi investimenti in funzione delle disponibilità di cassa, avendo sempre come obiettivo il consolidamento e se possibile anche l’incremento della percentuale di occupazione degli spazi. Quante aziende vi operano ad oggi? A parte la sede del PST e l’area Ristorante, nel sito ad oggi sono insediate 22 Imprese, di ogni dimensione dalla start up alla multinazionale. Varrebbe la pena citarle tutte, perché dietro ogni nome c’è un percorso imprenditoriale diverso, sono storie di innovazione, di competenza e di eccellenza di brand riconosciuti e anche di piccoli imprenditori che credono dell’innovazione e investono del proprio per creare lavoro e crescita. Sul sito web del PST compaiono i nomi e i link ai loro siti per chi ha interesse a sapere di più sulle loro attività. In quali settori?I settori sono molteplici e diversificati, cercando di accorpare e semplificare per macrocategorie posso distinguere un gruppo di imprese che si occupa di controlli di conformità dei materiali da costruzione, elettronici, prove di acustica, sicurezza dei dispositivi di protezione individuale, un altro gruppo opera in ambito chimico-biologico per lo sviluppo di biofuels green, per la sicurezza alimentare, per lo sviluppo di nuove formulazioni destinate ai settori farmaceutico, nutraceutico e cosmetico, prettamente chimico industriale per le vernici e le pitture in generale e poi altre attività particolari come il centro di formazione per gli addetti alla manutenzione dei velivoli. Come vede il panorama è piuttosto articolato. A questo panorama si aggiunge anche la costituzione di un Polo Farmaceutico autorizzato AIFA che è ormai in dirittura d’arrivo e che ci qualificherà a livelli ancora più prestigiosi. Ci sono realtà nuove o che si stanno avvicinando?Recentemente abbiamo avuto gli ingressi di Gategreen che è un laboratorio di ricerca chimico che opera nel campo dei biocarburanti innovativi e di Agrosistemi. Mentre sono in corso interlocuzioni con altre realtà extra-regionali per nuovi insediamenti nel campo della valorizzazione energetica dei rifiuti. Vorrei anche sottolineare che lo sforzo che stiamo compiendo e al quale la Società dovrà dedicarsi nei prossimi anni è lo sviluppo del polo di innovazione della Regione Piemonte dedicato alla chimica verde e ai materiali avanzati (Cgreen) che ha carattere di forte priorità. E’ un’associazione che è co-gestita insieme a Consorzio Proplast di Alessandria e Consorzio IBIS di Novara alla quale sono aggregate circa 150 tra imprese piemontesi e centri di ricerca. Il suo scopo è quello di supportare non solo la Regione Piemonte nella definizione di alcune priorità strategiche di supporto nell’utilizzo dei fondi comunitari destinati all’innovazione nelle imprese, ma anche di fornire alle imprese stesse, soprattutto di piccole e medie dimensioni, una serie di servizi che risultano essenziali nella fase precompetitiva di sviluppo di nuovi prodotti, materiali e processi. Ad esempio aiutiamo le imprese a finalizzare i loro progetti di innovazione attraverso partnership strategiche con altre imprese e centri di ricerca per arrivare più velocemente a sviluppare prototipi di nuovi prodotti o servizi, le orientiamo e le assistiamo nella richiesta di finanziamenti pubblici, partecipiamo per loro e con loro a fiere di settore, aderiamo a reti strategiche della Commissione europea e a Cluster nazionali che definiscono i trend di sviluppo di determinati settori e decidono le relative politiche di sostegno, diffondiamo informazioni sugli aiuti regionali in ambito ricerca e sviluppo, opportunità formative tra ITS e Academy del nostro perimetro tematico. I vostri rapporti con l’amministrazione comunale? E con il tessuto imprenditoriale cittadino? I rapporti con l’Amministrazione Comunale sono ottimi, hanno sempre manifestato grande supporto e presenza alle varie iniziative che abbiamo organizzato. Anche per la Comunità energetica il ruolo dell’Amministrazione Comunale è decisivo per poter favorire la presenza sul territorio di una forma di utilizzo dell’energia rinnovabile innovative e condivisa, rappresentata dalla CER PST Green Community che intendiamo rendere operativa nel corso dell’anno. Un tema, quello dei costi energetici e dell’indipendenza energetica, che deve farci riflettere in questo periodo di forti tensioni e grandi scossoni sui mercati internazionali. Ne va della competitività delle nostre imprese e della capacità di tutti noi, delle nostre famiglie di far fronte ai rincari che questa situazione comporta. La nostra iniziativa ha un orizzonte regionale, proprio perché è promossa dalla Regione Piemonte ed è controllata da Finpiemonte che è il Socio di riferimento e ci segue in questo percorso impegnativo. L’auspicio che mi faccio, ma è anche un punto programmatico della mia pianificazione nel breve medio periodo, è quello di poter rafforzare i legami con il territorio che non significa solo avere imprese locali insediate, ma soprattutto avviare e favorire collaborazione tra imprese del nostro network e imprese locali a vantaggio del territorio, della sua economia e del suo sviluppo. Questo ultimo punto è il primo obiettivo delle attività dei prossimi mesi. Un rapporto costante e continuo con le Aziende del territorio è un fattore critico di successo per quanto riguarda il consolidamento delle attività del Polo di Innovazione. Ed è un punto al quale sto dedicando molte energie. Cercheremo, nei prossimi mesi, di attivare iniziative sotto forma di eventi, workshop, webinar, gruppi di lavoro e attività di networking, senza tralasciare gli incontri personalizzati che possano consentire di consolidare rapporti costruttivi con il tessuto imprenditoriale del territorio, finalizzato non solo a possibili insediamenti di nuove attività all’interno del PST, ma di rispondere in modo esaustivo al mandato della Regione che ci chiede di favorire il trasferimento tecnologico. Ad esempio nel precedente biennio molte imprese hanno particolarmente apprezzato il ruolo di supporto che il Polo di Innovazione ha fornito loro, per realizzare progetti di partenariato con università e centri di ricerca secondo i principi dell’economia circolare: in questi progetti l’obiettivo è quello di utilizzare tecnologie innovative e competenze di eccellenza presenti negli Istituti di ricerca prevalentemente italiani, cercando di valorizzare e trovare un nuovo impiego per quelli che sono considerati degli scarti di trasformazione agro-industriale e che possono invece essere opportunamente trattati e reintrodotti nei cicli produttivi di altre filiere, passando dall’agricoltura all’industria delle materie plastiche, alla cosmetica o alla farmaceutica o altro ancora. In questi termini si realizzano concretamente i principi dell’economia circolare e ci si avvicina a forme di “Simbiosi Industriale” che si stanno sempre di più diffondendo in particolari contesti, in cui differenti ambiti di attività, apparentemente distanti, condividono necessità e bisogni, traducendoli in vantaggi reciproci. 

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