Dodici posti letto, tecnologie di ultima generazione, monitoraggio integrato dei pazienti e una capacità assistenziale significativamente rafforzata. È stata inaugurata questa mattina al Policlinico universitario Mater Domini-Dulbecco di Catanzaro la nuova Unità di Terapia Intensiva Coronarica (Utic), un intervento realizzato grazie ai fondi destinati al potenziamento delle terapie intensive durante l’emergenza Covid e confluiti nel percorso di attuazione del Pnrr.
Alla cerimonia, voluta dalla commissaria straordinaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco”, Simona Carbone, hanno partecipato numerose autorità istituzionali e rappresentanti del mondo sanitario.
Tra i presenti il questore Giuseppe Linares, il vicepresidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, la vicesindaca di Catanzaro Giusy Iemma, i consiglieri regionali Enzo Bruno, Marco Polimeni e Gianpaolo Bevilacqua, l’assessora comunale al Bilancio Luisa Lacava, insieme ai direttori di dipartimento, al personale medico e sanitario e ai vertici dell’Ateneo.
L’inaugurazione rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita dell’Azienda “Dulbecco” e nel processo di integrazione tra le due storiche realtà ospedaliere cittadine.
A illustrare le caratteristiche del nuovo reparto è stato il direttore dell’Utic, il professor Daniele Torella, che ha evidenziato il salto di qualità compiuto dalla struttura.
«Oggi inauguriamo una Terapia Intensiva Coronarica moderna, dotata di dodici posti letto e pienamente rispondente agli standard previsti dal protocollo d’intesa e dall’atto aziendale. Si tratta di una struttura tecnologicamente avanzata che ci consente di completare il percorso di sviluppo della cardiologia interventistica e intensiva del Policlinico», ha spiegato il professor Torella.
L’Utic era già presente a Germaneto dal 2008, ma la riorganizzazione degli spazi imposta dall’emergenza pandemica aveva reso necessaria una profonda revisione della struttura. «Grazie a questo intervento – ha spiegato Torella – disponiamo oggi di ambienti completamente rinnovati e più funzionali, capaci di garantire una risposta ancora più efficace alle urgenze provenienti dalla rete regionale dell’emergenza».
Il nuovo reparto è stato progettato come un open space ad alta intensità assistenziale e dispone di sistemi tecnologici avanzati per la gestione dei casi più complessi. Ogni postazione è dotata di monitoraggio centralizzato, ventilazione meccanica invasiva, digitalizzazione degli elettrocardiogrammi e accesso immediato a immagini diagnostiche, Tac e coronarografie. È inoltre presente una postazione dedicata alla dialisi e una piattaforma digitale che consente al personale sanitario di avere una visione integrata e completa del percorso clinico del paziente.
La struttura potrà contare sul lavoro di 18 infermieri, un organico che l’Azienda sta ulteriormente rafforzando, e su 25 dirigenti medici tra personale ospedaliero e universitario.
Particolarmente soddisfatta la commissaria straordinaria Simona Carbone, che ha sottolineato il significato strategico dell’investimento.
«Abbiamo scelto di destinare questi spazi all’Utic perché si tratta di una struttura che nell’ultimo anno ha registrato numeri molto importanti sia per occupazione dei posti letto sia per qualità delle prestazioni erogate – ha affermato -. Oggi non inauguriamo soltanto nuovi locali, ma una struttura dotata di tecnologie avanzate che consentono una gestione sempre più integrata del paziente all’interno della rete ospedaliera e regionale».
Carbone ha ricordato come il reparto sia passato da una dotazione formale di sei posti letto a dodici posti effettivi. «Negli ultimi anni l’Utic ha lavorato stabilmente con nove posti letto, registrando tassi di occupazione superiori al 140%. Con questa nuova organizzazione rafforziamo ulteriormente la rete cardiologica aziendale e miglioriamo la capacità di risposta ai pazienti più complessi».
La commissaria ha inoltre rivendicato i risultati raggiunti dall’Azienda “Dulbecco” negli ultimi due anni e mezzo. «Abbiamo completato tutti gli interventi programmati nei tempi previsti e attivato concretamente le opere realizzate. Nell’ultimo anno il volume delle attività è cresciuto di oltre 20 milioni di euro, un dato che significa più prestazioni e una risposta più efficace ai bisogni sanitari dei cittadini».
Lo sguardo è già rivolto al prossimo grande traguardo: l’attivazione del Pronto Soccorso a Germaneto, come già anticipato (leggi qui: https://www.catanzaroinforma.it/sanita-e-salute/2026/06/15/pronto-soccorso-a-germaneto-il-traguardo-piu-atteso-laou-dulbecco-accelera/416665)
«Stiamo completando tutte le procedure necessarie per integrare definitivamente i percorsi assistenziali dell’Azienda e garantire un accesso più uniforme ai servizi. Il prossimo passo sarà il Pronto Soccorso, un tassello fondamentale per il completamento dell’integrazione della Dulbecco. L’obiettivo è renderlo operativo nel corso del primo semestre del 2027».
Sullo stesso tema è intervenuto anche il rettore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, che ha definito la giornata «importante non solo per il Policlinico ma soprattutto per i pazienti della Calabria».
«L’Unità di Terapia Intensiva Coronarica dispone finalmente di spazi adeguati alle proprie esigenze assistenziali e potrà rispondere ancora meglio alle richieste di una sanità di qualità. Questo reparto restituisce alla cardiologia della Dulbecco una sede all’altezza del ruolo che svolge», ha sottolineato.
Quanto al Pronto Soccorso di Germaneto, Cuda ha ricordato che il progetto è pronto da tempo. «Fin dal nostro insediamento abbiamo avviato il percorso per la sua realizzazione. Adesso occorre passare alla fase attuativa. Germaneto è facilmente raggiungibile sia dalla fascia ionica che da quella tirrenica e potrà servire un bacino molto ampio, contribuendo anche ad alleggerire la pressione sugli altri ospedali della Calabria e a migliorare l’organizzazione complessiva della rete dell’emergenza-urgenza».
L’inaugurazione della nuova Utic si configura, quindi come un ulteriore tassello nella costruzione della futura fisionomia della Dulbecco, sempre più orientata verso un modello integrato, tecnologicamente avanzato e capace di rispondere alle esigenze di un territorio che guarda a Catanzaro come uno dei principali poli sanitari della regione.
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Maria Rita Galati
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