Il Consorzio industriale del Lazio si allarga a circa 30 nuovi Comuni, inaugura una nuova governance con l’ingresso diretto della Regione nel fondo di dotazione e apre alla Città Metropolitana di Roma Capitale, alla quale sarà proposta la vicepresidenza dell’ente. Sono le principali novità contenute nella proposta di legge regionale per il riordino della disciplina del Consorzio, presentata dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli e dall’assessore al Bilancio Giancarlo Righini. L’obiettivo è rafforzare la capacità di attrarre investimenti, accelerare l’innovazione delle aree industriali, semplificare le autorizzazioni per l’insediamento e l’ampliamento delle attività produttive e offrire servizi più avanzati alle imprese. L’ampliamento interesserà territori strategici per lo sviluppo regionale, tra cui il distretto della ceramica di Civita Castellana, il Comune di Colleferro e il distretto industriale di Civitavecchia, mentre il nuovo assetto prevede una presenza diretta della Regione con una quota del 51 per cento nel fondo di dotazione del Consorzio e un modello di governance orientato a maggiore efficienza, managerialità e integrazione con le politiche industriali regionali.
Il Consorzio Industriale del Lazio è nato l’1 dicembre 2021 dalla fusione dei cinque enti industriali regionali – Asi Frosinone, Cosilam, Consorzio Roma-Latina, Consorzio di Rieti e Consorzio del Sud Pontino – e oggi rappresenta il più grande consorzio industriale italiano. L’ente gestisce risorse regionali, nazionali ed europee e svolge attività di promozione del sistema produttivo e ricerca di investitori nazionali e internazionali, con particolare attenzione anche alle piccole e medie imprese. Accanto a queste funzioni, porta avanti interventi per l’innovazione industriale, la riqualificazione delle aree dismesse, il miglioramento della logistica e la sostenibilità ambientale.
La proposta di legge punta a rafforzare questo ruolo, attribuendo al Consorzio una funzione più diretta nello sviluppo industriale regionale attraverso interventi sulle infrastrutture e sull’energia. Un capitolo centrale riguarda infatti il rafforzamento delle aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea), con una gestione unitaria delle infrastrutture finalizzata a favorire l’ecoinnovazione, sostenere la competitività delle imprese e incentivare modelli produttivi più sostenibili. L’obiettivo “è promuovere una crescita ragionata della nostra Regione, favorendo gli investimenti industriali e la semplificazione amministrativa che, troppo spesso, rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo – ha dichiarato il presidente Rocca -. Inoltre, puntiamo a una nuova governance: non più un poltronificio della politica, ma una struttura capace di dialogare e ascoltare, fondata su competenze professionali e tecniche di qualità, come è avvenuto anche durante la fase commissariale. Un modello in grado di confrontarsi con il mondo delle imprese, con il settore industriale e con chi crea opportunità e crescita economica nei nostri territori”, ha sottolineato Rocca.
Questo “era uno degli obiettivi del mio mandato e rispondeva anche a una delle esigenze più sentite del territorio: dotarsi di un Consorzio industriale che oggi diventa realtà e che sarà il più grande d’Italia e tra i più importanti d’Europa. È quindi motivo di grande soddisfazione – ha rivendicato il governatore-. È fondamentale non solo salvaguardare ciò che già esiste, ma anche promuovere e attrarre nuovi investimenti. Il Consorzio industriale dovrà diventare un interlocutore privilegiato per il mondo delle imprese”, ha concluso Rocca.
Il Consorzio Unico industriale “deve essere il soggetto che mette a terra la strategia industriale della Regione Lazio e che deve mirare all’attrazione degli investimenti e a rendere tutti i comuni protagonisti – ha affermato la vicepresidente Angelilli -. Soprattutto devono essere coinvolte le imprese e le associazioni datoriali perché il Consorzio industriale è un soggetto al servizio delle imprese e dello sviluppo”. Tra le novità annunciate dalla vicepresidente Angelilli figura l’ingresso nel Consorzio industriale del Lazio di circa 30 nuovi Comuni, tra cui quelli riconducibili al distretto della ceramica di Civita Castellana, il Comune di Colleferro e il distretto industriale di Civitavecchia. Contestualmente, alla Città metropolitana di Roma sarà proposta la vicepresidenza del Consorzio, nell’ambito di un ampliamento dei territori aderenti oltre l’area di Santa Palomba. “Era una situazione incredibile perché non c’erano i protagonisti dello sviluppo della Regione Lazio, da Civitavecchia a Colleferro, il distretto della ceramica – ha commentato Angelilli -. Tra l’altro ci sarà a breve una grande opportunità per i Comuni che rientrano nel Consorzio industriale: il famoso bando 100 milioni per la lotta alla desertificazione industriale. Sarà un’opportunità importante perché le imprese avranno la possibilità di accedere ai contributi a fondo perduto fino a 300 mila euro”, ha concluso.
Tra le misure previste c’è la possibilità per il Consorzio di gestire infrastrutture energetiche, realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili e sviluppare servizi energetici dedicati alle imprese insediate nelle aree industriali. Il provvedimento introduce inoltre il rafforzamento del ruolo del Consorzio come autorità espropriante, con l’obiettivo di centralizzare i procedimenti, aumentare la capacità operativa dell’ente e accelerare l’attuazione dei piani di investimento. Prevista anche l’istituzione di un fondo di rotazione triennale destinato all’acquisizione di siti industriali abbandonati o dismessi, nell’ottica di favorirne il recupero e il riutilizzo produttivo. Un altro passaggio chiave riguarda l’ingresso della Regione Lazio nel fondo di dotazione del Consorzio con una quota del 51 per cento, mentre il restante capitale sarà suddiviso tra enti locali (30 per cento) ed enti pubblici non territoriali e imprese (19 per cento). Secondo l’impianto della riforma, questa scelta consentirà di rafforzare la struttura patrimoniale del Consorzio, ridurre il peso dell’indebitamento e aumentare la capacità di investimento.
L’assessore al Bilancio Giancarlo Righini ha definito il provvedimento “un risultato prestigioso”, ringraziando la vicepresidente Roberta Angelilli “che ha lavorato con grande determinazione a questa proposta di legge, che approderà nei prossimi giorni in Consiglio per il percorso di discussione e approvazione, prima in commissione e poi in aula. La legge dispone di una dotazione finanziaria importante, pari a quasi 12 milioni di euro – ha sottolineato Righini – che si aggiungono agli stanziamenti già rafforzati con la legge di bilancio in materia industriale, in particolare per il distretto dell’automotive di Piedimonte San Germano”.
“È la dimostrazione dell’attenzione che l’amministrazione intende riservare allo sviluppo industriale della nostra regione. A questo si aggiunge il fondo di rotazione, pensato per generare risorse destinate all’acquisizione di aree industriali da conferire al Consorzio e rafforzarne la capacità produttiva – ha aggiunto Righini -. Credo che questo provvedimento, insieme alla recente istituzione della Zona logistica semplificata e agli stanziamenti di bilancio, contribuirà in maniera significativa al rafforzamento della capacità industriale del Lazio. Inoltre, con l’ingresso di Roma Capitale prende forma un vero Consorzio unico industriale capace di rappresentare l’intero territorio regionale.
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Redazione Lazio TV
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