Il memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran è stato siglato con firme digitali, mentre quella in presenza è attesa per venerdì 19 giugno. Bloomberg è riuscito ad ottenere e pubblicare il testo integrale dell’accordo, diviso in 14 punti. Dovrebbe essere il documento formulato dalle diplomazie dei due Paesi coinvolti nel conflitto, che punta non solo a far cessare la guerra, ma anche a mettere le basi per uno sviluppo successivo.
Fonti vicine al team negoziale iraniano hanno però affermato all’agenzia Tasnim che il testo del Memorandum d’intesa fra Iran e Usa pubblicato da Bloomberg contiene “numerose inesattezze e omissioni”. In particolar modo – viene spiegato – la fonte ha sottolineato che l’articolo 1 e la sezione relativa allo Stretto di Hormuz, così come riportati da Bloomberg, sono “specificamente inesatti, omettendo termini chiave”. La fonte ha confermato che l’accordo è composto da 14 articoli e ha precisato che, di comune accordo, il testo dell’intesa sarà pubblicato solo dopo la firma, prevista per venerdì.
Da parte loro, gli Stati Uniti hanno affermato che il lunguaggio utilizzato nel documento è estremamente e volutamente vago per creare un ambiente più favorevole per i colloqui tecnici e i negoziati ad alto livello, dando a Teheran la possibilità di vendere il suo contenuto all’opinione pubblica interna. Così fonti dell’amministrazione Usa miminizzano la reale portata del linguaggio del memorandum di intesa tra Teheran e Washington in vista della cerimonia di firma ufficiale di venerdì in Svizzera, dopo quella digitale dei giorni scorsi. “Non si dovrebbe leggere troppo nel linguaggio utilizzato nel memorandum”, sostiene con la Cnn una delle fonti, descrivendo come un ‘documento politicò il testo dell’accordo, che secondo quanto rivelato dal vice presidente JD Vance è lungo appena una pagina e mezzo. Le fonti ammettono che il team negoziale del presidente ha “formulato un linguaggio che permetta all’Iran di dire quello che deve dire per la sua politica interna”. Ma avvisano che non riflette gli impegni cruciali assunti dall’Iran attraverso i canali di trattative riservate, cosa sempre destinata a dare agli iraniani maggiore possibilità di firmare l’accordo.
Il testo del memorandum
1 – La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai rispettivi alleati coinvolti nell’attuale conflitto, con la firma di questo memorandum dichiarano la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano. Da quel momento si impegnano a non compiere più azioni ostili l’uno contro l’altro e a rinunciare sia all’uso della forza sia alla minaccia del suo impiego. L’accordo finale dovrà recepire e confermare questo articolo e tutti quelli successivi.
2 – Iran e Stati Uniti si impegnano a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale, e a non interferire negli affari interni dell’altro.
3 – Le due parti si obbligano a negoziare e concludere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile solo con il consenso di entrambe.
4 – Gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale contro l’Iran, a non ostacolare in alcun modo il traffico marittimo diretto verso i suoi porti e a riportare entro 30 giorni i transiti alla piena capacità. Il volume di traffico dovrà essere proporzionale ai flussi delle navi iraniane precedenti al conflitto. L’amministrazione americana si impegna anche a ritirare le proprie forze dall’area circostante sempre entro 30 giorni dalla firma dell’accordo finale.
5 – Da parte sua, l’Iran si impegna ad adottare subito le misure necessarie per far riprendere, entro 30 giorni, il movimento delle navi mercantili tra il Golfo Persico e il Mare di Oman ai livelli precedenti la guerra, compresa la rimozione degli ostacoli tecnici e la bonifica delle mine di propria competenza.
6 – Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a definire un piano complessivo per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran, concordato dalle parti, e a garantire un finanziamento minimo di 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo piano, che sarà parte integrante dell’accordo finale, dovrà essere messo a punto entro 60 giorni.
7 – Gli Stati Uniti si impegna a porre fine a tutte le sanzioni oggi in vigore contro la Repubblica islamica, secondo una tempistica da stabilire nell’accordo definitivo. L’elenco comprende quelle del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quelle dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e tutte le misure unilaterali statunitensi.
8 – L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Teheran e Washington sono d’accordo sul fatto che la sorte del materiale arricchito e delle altre questioni nucleari da definire di comune accordo, comprese le “necessità nucleari” iraniane, saranno affrontate in modo adeguato nell’accordo finale, che dovrà confermare anche questo articolo.
9 – In attesa dell’intesa definitiva, Iran e Stati Uniti concordano di mantenere lo status quo: Teheran congela il proprio programma nucleare allo stato attuale, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni contro l’Iran e a non rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione.
10 – Gli Stati Uniti si impegnano a fare in modo che, subito dopo la firma del memorandum e fino alla revoca delle sanzioni, il dipartimento del Tesoro rilasci deroghe per l’export di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, e per tutti i servizi collegati.
11 – L’amministrazione americana si impegna inoltre a liberare, sulla base dei progressi verso l’accordo finale, i fondi e gli asset iraniani congelati o soggetti a restrizioni, rendendoli pienamente disponibili. Queste risorse, sia che restino nei conti originari sia che vengano trasferite, potranno essere utilizzate per qualsiasi pagamento deciso dalla Banca centrale iraniana. Gli Stati Uniti si obbligano a rilasciare tutte le autorizzazioni e licenze necessarie.
12 – Iran e Stati Uniti concordano sull’istituzione di un meccanismo incaricato di vigilare sull’attuazione dell’accordo definitivo e sul rispetto nel tempo degli impegni assunti.
13 – Dopo la firma del memorandum, e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11 – e sulla prosecuzione di questi passi – le
due parti apriranno negoziati sull’accordo finale limitandosi agli articoli ancora da definire.
14 – L’accordo definitivo dovrà essere approvato con una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
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