16.01 – mercoledì 17 giugno 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A ridosso dell’apertura della stagione, l’Estate Teatrale Veronese 2026 si prepara a entrare nella sua fase operativa con la conferenza stampa di avvio in programma il 17 giugno a Verona. Un passaggio che segna il confine tra la dimensione progettuale e quella pienamente scenica del festival, che nei prossimi mesi attraverserà il Teatro Romano e l’intero tessuto urbano della città.
La 78ª edizione, già presentata nei mesi scorsi, si dispone ora nella sua articolazione concreta sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, confermando una visione che intreccia tradizione, innovazione e apertura internazionale.
Il festival, il più longevo in Italia, si articola sempre più come piattaforma di incontro tra linguaggi, discipline e prospettive globali, riaffermando il teatro come spazio di comunità e confronto.
La programmazione riunisce protagoniste e protagonisti della scena nazionale e internazionale accanto a proposte innovative che interrogano e superano i formati tradizionali, consolidando l’identità della rassegna come luogo di convergenza artistica e culturale.
Questa traiettoria si riflette anche nell’immagine guida firmata da Matteo Basilè, artista visivo di respiro internazionale. La sua opera, sospesa tra fotografia, pittura e digitale, restituisce un immaginario che tiene insieme memoria e visione contemporanea, traducendo visivamente la complessità dell’esperienza teatrale.
Il Teatro Romano resta il cuore del festival, centro simbolico e operativo da cui si diramano interventi e progettualità diffuse nella città, trasformando Verona in uno spazio performativo aperto e dinamico.
L’edizione 2026 prosegue il percorso sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato all’acqua, scegliendo la Terra come fulcro tematico. (H)Earth of Glass evoca una materia al tempo stesso solida e fragile: paesaggio culturale, radice identitaria e figura simbolica legata a Gea, archetipo di generazione e trasformazione.
L’assessora alla Cultura Marta Ugolini sottolinea l’avvio di una fase orientata al futuro, capace di rafforzare il profilo internazionale del festival e la sua centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo: “l’Estate Teatrale Veronese celebra 78 anni di eccellenza rinnovandosi con un’energia profonda. Con questa edizione curata da Fabrizio Arcuri inauguriamo un nuovo corso che trasforma il Festival Shakespeariano nel cuore pulsante di un’offerta artistica di respiro globale. Riportare Shakespeare a Verona attraverso produzioni internazionali di caratura mondiale significa riposizionare la nostra città al centro della geografia teatrale contemporanea, offrendo a cittadini e turisti un’esperienza culturale che onora la tradizione aprendosi con coraggio ai nuovi linguaggi del mondo”.
Fabrizio Arcuri, direttore artistico alla guida della nuova edizione, evidenzia invece l’equilibrio tra rispetto della tradizione — in particolare shakespeariana — e apertura alla contemporaneità, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni e alle forme ibride. “(H)Earth of Glass è più di un titolo: è il manifesto di una stagione che fonde la solidità della nostra storia con la trasparenza e la fragilità dell’innovazione. Il nuovo posizionamento dell’Estate Teatrale Veronese è una sfida ambiziosa che si traduce in un cartellone che accoglie i grandi maestri della scena internazionale, a partire dal debutto di Declan Donnellan, alle grandi personalità del teatro italiano come Toni Servillo e il Premio Oscar Nicola Piovani. Vogliamo che il Teatro Romano diventi una piattaforma di convergenza per compagnie straordinarie, capaci di sfidare le forme tradizionali e di restituire al pubblico una visione del teatro come arte viva, internazionale e necessaria”.
Aggiunge Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven: “Nell’augurare a tutti gli spettatori dell’Estate Teatrale Veronese il pieno godimento degli spettacoli scelti con sapienza dalla nuova direzione artistica, siamo convinti che si avvererà la profezia di Mary Shelley, ma al contrario: ‘Se non riuscirò a ispirare amore, scatenerò la paura’. Sarà l’amore per il teatro a scatenare il mondo”.
Accanto al Comune di Verona e Arteven, storico partner operativo, confermano il proprio sostegno Banco BPM e Gruppo Magis preziosi compagni di viaggio da anni, cui si aggiunge la collaborazione di Pasqua Vini e Gruppo Vicenzi, a testimonianza di un sistema condiviso che riconosce nella cultura un motore di crescita e coesione.
ETV26 – (H)EARTH OF GLASS – Dal 25 giugno al 18 di settembre, un ecosistema artistico tra teatro, corpo e immagine.
L’edizione 2026 si sviluppa come un progetto articolato sui classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare inteso come struttura capace di dialogare con il presente.
Il cartellone si struttura in sezioni tematiche: il Festival Shakespeariano, fulcro della riflessione drammaturgica; le Grand Soirée, eventi di forte impatto collettivo; il Classico, spazio di reinvenzione della tradizione; la Danza Internazionale, linguaggio universale del corpo; Nuove Orbite, dedicata alle nuove generazioni; le Contaminazioni Musicali; e le Costellazioni, percorsi diffusi che trasformano la città in un paesaggio culturale. Le sezioni si intrecciano in modo trasversale, costruendo un’esperienza immersiva in cui ogni spettacolo diventa parte di un sistema dinamico. Il tema della Terra organizza questa struttura come una costellazione simbolica: un ecosistema culturale in cui ogni elemento contribuisce all’equilibrio complessivo del festival, restituendo l’immagine di un organismo vivo, in continua trasformazione.
Il 78° Festival Shakespeariano, primo sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, si inaugura con Los dos hidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona, affidato alla regia di Declan Donnellan, tra i più autorevoli interpreti contemporanei di Shakespeare e fondatore, insieme a Nick Ormerod, della compagnia internazionale Cheek by Jowl. Presentato in prima nazionale e in lingua originale con sottotitoli, lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Cheek by Jowl, la Compañía Nacional de Teatro Clásico e LAZONA Teatro. Attraverso la vicenda di Valentine e Proteus, amici destinati a innamorarsi della stessa donna, Shakespeare affronta temi che attraverseranno tutta la sua opera, dal desiderio al tradimento, dall’amicizia all’identità. La presenza di Donnellan imprime fin dall’apertura una chiara vocazione internazionale al Festival e ne conferma il dialogo con alcune delle più significative esperienze della scena europea contemporanea (25-26 giugno).
Tra gli appuntamenti più attesi figura inoltre la prima nazionale di Tito Andronico – Why don’t you stop the show?, nuova riscrittura di Davide Sacco con Francesco Montanari protagonista (9-10 luglio). A partire da una delle tragedie più feroci di Shakespeare, lo spettacolo affronta il tema della violenza sistemica e della sua progressiva normalizzazione, interrogando il rapporto tra giustizia, vendetta e responsabilità collettiva. Al centro emerge il corpo, in particolare quello femminile, come luogo su cui si esercitano potere, sopraffazione e guerra. Una rilettura contemporanea che trasforma il Tito Andronico in una riflessione sul presente e sulla crescente assuefazione all’orrore che attraversa le nostre società.
Con Ophelia, rilettura di Luca Giacomoni, il festival accoglie una nuova creazione in prima italiana affidata alla danzatrice Giulia Quaqueri (5–6 settembre). Brain Storm – Tempesta in testa, diretto da Frank Heuel su adattamento di Marta Dalla Via, utilizza Shakespeare per esplorare il disagio psichico contemporaneo (12 settembre, Teatro Camploy). Midsummer. Sogno di un gioco di mezza estate, di Casa Shakespeare, rafforza il legame con il territorio (16–19 luglio). Chiude il percorso Carta Carbone di Roberto Latini, esperienza intima dedicata ai testi shakespearianni, per uno spettatore alla volta (6–16 luglio, Piazza Bra).
Accanto al nucleo shakespeariano, la sezione Grande Soirée – Evento Speciale propone quattro serate uniche. Si apre con la prima assoluta di Padre Cicogna racconto sinfonico per quattro voci voce recitante e orchestra testo da Eduardo De Filippo di Nicola Piovani, voce narrante Toni Servillo composizione musica e direzione Nicola Piovani, voci Sara Di Fusco, Pino Ingrosso, Tony NezicSusy Sebastiano, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini (28 giugno). Seguono tre riletture contemporanee di Shakespeare: Otello, di precise parole si vive di Gabriele Vacis con Lella Costa (3 luglio); Romeo e Giulietta in the war di Stefano Massini, in prima nazionale con Orchestra Multietnica di Arezzo (1° settembre); Rex Destruens, Re Lear di e con Massimo Cacciari, riflessione filosofica su autorità e crisi (3 settembre). Tra le riprese, Amleto² di Filippo Timi e Marina Rocco (10–11 settembre).
Il rapporto con il classico si sviluppa in dialogo diretto con il Teatro Romano, cuore della manifestazione. Oltre a Padre Cicogna, torna la collaborazione con la Fondazione INDA con Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini (17–18 settembre). Il confronto si amplia con Una donna. Edipo. La guerra di Silvia Masotti e Camilla Zorzi (26 e 28 giugno Parco Santa Toscana) con un gruppo di ragazzi di Mine Vaganti / Spazio Teatro Giovani ed Ecuba. La guerra sulle madri di e con Isabella Caserta (29 giugno – 2 luglio, Teatro Scientifico).
La danza contemporanea internazionale occupa un asse centrale del festival. I MOMIX presentano Botanica – Season 2, creazione visionaria tra corpo e illusione (27 luglio – 8 agosto). I Peeping Tom portano Diptych, lavoro tra danza e teatro (14–15 luglio). Completa il programma Yoann Bourgeois con The Infinite Approach, ricerca su equilibrio e gravità (20–21 luglio).
Costellazioni apre il festival al dialogo con la città attraverso interventi diffusi e partecipativi. Fulcro è l’installazione artistica di OHT, Little Fun Palace, da cui si sviluppano progetti come Overtourism (6 luglio), The Walks / Verona dei Rimini Protokoll (7–12 luglio) e Attraversamenti di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi (13 luglio). Torna anche Carta Carbone, esperienza sonora individuale dedicata ai testi shakespeariani.
La sezione Contaminazioni musicali conferma la vocazione multidisciplinare del festival, intrecciando generi e generazioni. Tra gli artisti: Paolo Fresu con il P.A.F. Trio (27 giugno), Nicolò Fabi (4 luglio), Simona Molinari feat. Raphael Gualazzi (6 luglio), Daniele Silvestri (25 luglio), Coez (5 settembre), Joan Thiele (29 agosto), insieme a ospiti internazionali come White Lies (29 giugno), Johnny Marr (16 luglio), Dulce Pontes (5 luglio) e il Quintetto Astor Piazzolla (13 settembre).
Ampio spazio è dedicato alle nuove drammaturgie under 40, in un progetto che unisce ricerca, formazione e dialogo europeo, coinvolgendo giovani artiste e artisti, studenti e professionisti. Tra i titoli: Hijos de Buddha di Nicolò Sordo (7 settembre), Infinita bellezza di Claudia Manuelli (13 settembre), L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei (14 settembre), Dad or Alive (15 settembre), Digital Odyssey di BlueCheese con Roberto Latini (16 settembre), oltre a Ophelia.
Prime, riletture, danza, musica e performance compongono un progetto unitario che non conserva i classici, ma li attiva nel presente, mettendo in relazione parola, corpo e spazio. L’Estate Teatrale Veronese 2026 si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e ricerca, radicamento territoriale e visione internazionale.
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