In chiusura di G7, la premier Giorgia Meloni si è presentata in conferenza stampa dicendosi “soddisfatta” dei lavori di questo vertice, sottolineando che “abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere un’ottima notizia per tutti”. Il presidente del Consiglio, quindi, si è complimentato con Emmanuel Macron, padrone di casa, “per l’ospitalità e fargli i complimenti per aver fatto un ottimo lavoro in un momento sicuramente complesso dello scenario internazionale”. Nel giorno in cui il regolamento Ue per i rimpatri ha ottenuto il via libera del Parlamento, la premier dal G7 ha voluto ricordare che “tre dei focus che noi abbiamo discusso in questi giorni o che sono comunque oggetto delle dichiarazioni arrivano dal lavoro della presidenza italiana, sono una continuazione del lavoro della presidenza italiana: segnatamente intelligenza artificiale, partenariati internazionali, che significa prevalentemente Africa e soprattutto lotta al traffico di esseri umani”. Con Trump, ha aggiunto, “ci siamo trovati con una convergenza, che non è sempre scontata, a partire da Ucraina e indopacifico”.
Trump
Con Donald Trump, ha spiegato la premier in riferimento i loro rapporti che sembravano essersi raffreddati negli ultimi mesi, “ho trovato il rapporto immutato, non ci sono state recriminazioni o abbiamo parlato di quello che è successo: abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi” leader che “difendono con determinazione l’interesse nazionale, non c’è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d’accordo su qualcosa. Poi alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell’altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi, come abbiamo fatto l’ultima volta che ci siamo incontrati in una situazione come questa”. La premier ha smentito le ricostruzioni legate a scherzi anche se, ovviamente, “in queste cose sempre c’è anche la battuta, c’è anche il momento in cui in attesa che inizi qualcosa si fa una battuta, però i temi che noi abbiamo trattato anche col presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice, quindi sono temi abbastanza seri, dalla questione iraniana, passando per l’Ucraina. Ci sono state diverse occasioni di confrontarci in questi due giorni, l’ultima poco fa insomma, prima di arrivare da voi”. Con Trump ci sono state convergenze “sulla resilienza economica, sui temi che riguardano la necessità, di una maggiore autonomia da difendere rispetto alle nostre eccessive dipendenze, nel rapporto con l’Africa e quindi nel rapporto con una cooperazione che non deve avere, un approccio paternalistico o caritatevole, ma che deve essere una cooperazione da pari a pari per costruire insieme un futuro con nostri vicini geografici che sono fondamentali e strategici in un tempo come questo. Penso all’Africa, penso anche all’America Latina”.
Ucraina
Uno degli obiettivi di cui si è discusso in questo meeting dei principali vertici del potere mondiale è stato il raggiungimento di una pace in Ucraina dopo oltre 4 anni di guerra. “Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev mantenendo alta la pressione su Mosca. Sono molto contenta del fatto che su questo vi sia piena convergenza. L’unità dell’Occidente e la fermezza dell’Occidente continuano a essere, dal mio punto di vista, gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale”, ha spiegato la premier, aggiungendo che “l’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete, che è stata inviata direttamente al Presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca. Crediamo che quei segnali ora siano necessari”. A una parte dei lavori ha partecipato anche Volodymyr Zelensky, con il quale, ha spiegato Meloni, “abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a cercare di vendere. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev mantenendo alta la pressione su Mosca”. Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, ha spiegato, “credo che sarebbe molto difficile proporre una persona che proviene da uno dei grandi Paesi europei. Una scelta di questo tipo renderebbe, dal mio punto di vista, più difficile raggiungere un accordo. Mi rivolgerei quindi verso le medie potenze dell’Unione europea”.
Iran
L’altro tema caldo a proposito dei conflitti è stato l’Iran, che dovrebbe firmare con gli Usa nei prossimi giorni l’accordo definitivo per mettere fine al conflitto. All’ottimo clima in cui il G7 ha lavorato, ha detto la premier, “credo che chiaramente abbia influito positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, per il quale tutti quanti ci siamo congratulati con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Ora tutto è fermo in attesa dell’agognata firma venerdì in Svizzera, che “crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso” e solo dopo si potranno approntare i piani successivi relativi a interventi esterni per rendere di nuovo sicuro lo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a contribuire alle iniziative internazionali volte a garantire la sicurezza e la libertà delle rotte commerciali”, ha spiegato Meloni, confermando quanto già detto nei giorni precedenti. Ma tutto è ancora prematuro, tanto che l’autorizzazione del Parlamento “nel caso si richiederà quando la missione dovesse essere qualcosa di realistico: non chiederei oggi un’autorizzazione per qualcosa che potrebbe non avvenire mai, ma la chiederemo sicuramente in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato anche con il Parlamento”. Intanto, come confermato dalla premier, ci sarà un incontro propedeutico, “stiamo aspettando i 60 giorni di tempo seguendo i 14 punti. Ciò di cui si è discusso al G7 è vedere come vanno questi 60 giorni e in corsa valutare se e quando è il caso di partire con una missione. Intanto bisogna essere pronti e quindi si farà il lavoro preparatorio di incontri che saranno prevalentemente tecnici”. In Medio Oriente bisogna “favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica di tregue di breve periodo. Ci aspettiamo che Israele operi come attore positivo nel percorso di pace” con l’auspicio che “la campagna elettorale” in Israele “non metta a repentaglio il percorso che gli stati Uniti hanno avviato”.
Politica interna
Sulle polemiche e le ricostruzioni di queste settimane sul centrodestra, sulla sua tenuta e sulle possibili alleanze, interne o esterne, nello specifico con Roberto Vannacci, Meloni è stata molto chiara. Il movimento promosso da Roberto Vannacci, ha sottolineato, “ha già dimostrato di non voler entrare a far parte della coalizione di centrodestra, ma di essere funzionale alla sinistra”. Personalmente, ha aggiunto Meloni, “non mi sto ponendo il problema adesso, penso che il modo migliore per vincere le prossime le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro perché alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con questo o con quello a farmi vincere o perdere le elezioni, sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto in questi anni”. Una cosa “che io ho imparato molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica. Non pensate mai che se si somma in politica 30 e 4 fa 34. Non necessariamente. Io non mi sto occupando di queste materie, non sono interessata a questa materia, non torno su questa materia. Voglio governare bene la nazione, fare del mio meglio fino alla fine dei giorni del mio incarico e poi serenamente presentarmi al cospetto degli italiani, essere giudicata per il complesso del lavoro che faccio. Sono assolutamente in pace con la mia coscienza, perché forse potevo fare meglio, non lo so, ma sicuramente non potevo fare di più”.
Sulla polemica legata al femminicidio sollevata dal Generale, Meloni è irremovibile: “Lo rivendico, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi il reato di femminicidio nel nostro ordinamento. Questo governo ha fatto una legge per introdurre il reato di Femminicidio, perché il tema non è se gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi ma è come accade. Per esempio, per qualsiasi aggravante, è la motivazione che ti muove”. Nel caso del Femminicidio “la motivazione è non accettare la libertà di una donna. Non si può chiedere a una donna come me di non considerarlo gravissimo. Tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, cose sulle quali dovremmo essere in teoria anche d’accordo con Vannacci, come alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società, il non voler accettare la libertà delle donne, le abbiamo fatte esattamente per la stessa motivazione. Quindi perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona in altri casi no? Questo è il motivo per cui l’abbiamo fatto”.
Banche
Nel corso della conferenza stampa Meloni ha riferito di non aver parlato con Merz di Commerzbank e “non ho commenti da fare sul recente risiko bancario perché il Governo non è parte in causa”. Noi, ha aggiunto, “avevamo un ruolo in queste vicende fin quando avevamo il controllo di Mps, oggi la partecipazione del Governo italiano in Mps è inferiore al 5% e quindi non abbiamo alcun ruolo.
Posso dirle che sono molto contenta del fatto che Monte dei Paschi di Siena che era un problema per l’Italia sia diventata grazie al lavoro di questi anni un gioiello”. Come Governo, ha spiegato, “guardiamo con interesse le dinamiche di mercato ma di più chiaramente non credo che si debba dire”
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redazione@ilgiornale-web.it (Alessandra Corradi)
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