La novità è già operativa dal 15 giugno
Dal 15 giugno è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”, raggiungibile attraverso il portale https://denunceonline.poliziadistato.it/.
Una partenza senza clamore, quasi in sordina, ma tutt’altro che secondaria. Il servizio consente ai cittadini di trasmettere online una pre-denuncia, che dovrà poi essere formalizzata entro le successive 48 ore presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il sistema di prenotazione disponibile sulla stessa piattaforma.
È un passo concreto verso una pubblica sicurezza più digitale, più accessibile e più vicina alle abitudini quotidiane dei cittadini. Ma la vera domanda, adesso, è un’altra: questa semplificazione alleggerirà davvero anche il lavoro degli operatori oppure rischierà di spostare semplicemente la burocrazia dallo sportello al computer?
Dove parte la sperimentazione della Polizia
Il nuovo sistema di denunce online è attivo, nella fase sperimentale, presso la Questura di Rieti, la Questura di Frosinone e i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora.
Sono coinvolti anche il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio con i posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina.
La sperimentazione riguarda inoltre il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.
Un avvio territoriale mirato, dunque, che permetterà di testare il sistema su uffici diversi, con esigenze operative diverse e con un rapporto quotidiano molto concreto con l’utenza.
Per quali reati si può presentare la pre-denuncia
La piattaforma consente di presentare una pre-denuncia per alcuni fatti specifici:
- furto;
- frode informatica;
- truffa;
- accesso abusivo a sistema informatico o telematico;
- indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento;
- diffamazione online.
Sono ipotesi che raccontano bene la direzione del cambiamento. Accanto ai reati tradizionali, entrano con forza quelli legati alla dimensione digitale: frodi informatiche, accessi abusivi, utilizzo indebito di carte e diffamazione online.
La sicurezza, ormai, passa anche da qui: non solo dalla strada, ma dai dispositivi, dagli account, dai pagamenti elettronici e dalle identità digitali violate.
Smarrimenti online in tutta Italia: qui non serve andare in ufficio
La novità più immediata riguarda le segnalazioni di smarrimento di beni personali, operative in tutta Italia.
Il cittadino può segnalare online lo smarrimento di:
- cellulare;
- tablet;
- computer portatile;
- chiavi;
- denaro;
- passi di accesso al veicolo;
- carta d’identità cartacea o elettronica;
- contrassegno parcheggio invalidi;
- libretto o tessera postale;
- targa;
- bancomat;
- carta di credito.
In questi casi è sufficiente effettuare la segnalazione sul portale, senza doversi presentare presso l’ufficio di Polizia per la formalizzazione.
Il verbale protocollato sarà disponibile entro 96 ore dall’invio nell’area personale del portale “Denunce Online”. Il documento scaricato dalla piattaforma sarà valido per richiedere una copia, ottenere un nuovo documento o presentare altre eventuali richieste collegate allo smarrimento.
Il confronto con l’Arma
Il tema delle denunce digitali non nasce nel vuoto. Al Festival dell’Economia di Trento 2026, il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, aveva indicato una traiettoria chiara per l’Arma: più tecnologia, più competenze digitali, più capacità di intercettare una criminalità sempre più economica, informatica e transnazionale.
Luongo aveva annunciato il progetto delle denunce attraverso l’app IO, ricordando che l’Arma riceve in media 2,3 milioni di denunce l’anno. L’obiettivo dichiarato era velocizzare il rapporto con i cittadini, senza cancellare il canale tradizionale delle Stazioni e delle Caserme.
Per completezza, va precisato che l’Arma dei Carabinieri dispone già da anni del servizio “Denuncia vi@ Web”, una procedura di pre-denuncia online per furti e smarrimenti ad opera di ignoti che consente al cittadino di avviare l’iter da remoto e completarlo poi presso la Stazione o Tenenza scelta, con un percorso preferenziale. Il progetto tramite app IO rappresenta quindi un ulteriore sviluppo di una digitalizzazione già in corso, orientata in particolare alle denunce di smarrimento di diversi documenti.
Secondo le stime illustrate dal comandante generale, il nuovo canale potrebbe consentire un risparmio di 61 milioni di ore di lavoro a basso valore aggiunto, 110mila tonnellate di CO₂ e 110 milioni di fogli di carta. Numeri imponenti, che danno il senso della posta in gioco.
Oggi, mentre quel progetto dei Carabinieri è stato annunciato come “in itinere” e atteso a breve, la Polizia di Stato avvia già il proprio programma, seppure in forma sperimentale e senza particolare enfasi comunicativa. Non è una gara tra istituzioni, e non deve diventarlo. È però il segnale che il sistema sicurezza italiano sta entrando in una fase nuova: quella in cui la digitalizzazione non può più restare un titolo da convegno, ma deve trasformarsi in procedure reali, misurabili e utili.
Ora ci si aspetta una risposta anche dalla Guardia di Finanza
Se Polizia di Stato e Carabinieri si muovono sul terreno delle denunce online e della digitalizzazione del rapporto con il cittadino, è naturale attendersi una risposta coerente anche dalla Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle operano quotidianamente su un fronte in cui il digitale è ormai centrale: frodi, truffe economiche, reati finanziari, pagamenti elettronici, criptovalute, evasione sofisticata, piattaforme online e flussi di denaro sempre più difficili da seguire.
Una modernizzazione complessiva del comparto sicurezza non può procedere a compartimenti stagni. Se il cittadino viene accompagnato verso strumenti più rapidi e digitali, anche le diverse Forze di polizia devono poter disporre di sistemi interoperabili, efficienti e realmente capaci di ridurre duplicazioni, passaggi inutili e carichi amministrativi.
La questione vera: meno burocrazia anche per i poliziotti
La denuncia online ha senso se semplifica la vita ai cittadini, ma ne ha ancora di più se semplifica anche il lavoro degli operatori. Altrimenti il rischio è evidente: una procedura più comoda per chi presenta la denuncia, ma non necessariamente più leggera per chi deve gestirla.
Non avrebbe senso snellire l’accesso per l’utente e lasciare ai poliziotti una burocrazia interna identica, se non addirittura più pesante. La digitalizzazione non può diventare una maschera moderna sopra vecchie procedure rigide.
Il punto è semplice: se si risparmiano ore di lavoro a basso valore aggiunto, quelle ore devono tornare sul territorio. Devono diventare più pattuglie, più presenza, più ascolto, più attività investigativa, più capacità di risposta. Non devono finire inghiottite da nuovi adempimenti, controlli ridondanti, passaggi formali o piattaforme che obbligano gli operatori a fare due volte lo stesso lavoro.
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