Meno medici per l’emergenza? Soluzione: hub e auto attrezzate – www.ideawebtv.it


La ristrutturazione del servizio di soccorso urgente 118 nella provincia di Cuneo passa attraverso i concetti di “hub” (centro di riferimento principale ad alta specializzazione) e auto attrezzate per l’emergenza, ma il denominatore comune resta sempre uno solo: mancano i medici. La riorganizzazione operativa è pensata per postazioni su quadranti. Il dibattito è aperto e le basi sono state le spiegazioni fornite in Provincia, a Cuneo, venerdì 5 giugno, con un dibattito istituzionale intenso tra la Regione, le Asl e i Comuni. Un centinaio di amministratori ha ascoltato il piano dalla voce, e soprattutto dalle slides, di Giovanni Marraccini, direttore della Struttura Complessa Emergenza Sanitaria Territoriale 118 di Cuneo (all’interno di Azienda Zero Piemonte), alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi (in foto con Franco Bosio), di Massimo D’Angelo (direttore di Azienda Zero), Mario Raviolo (direttore di Maxiemergenza 118 Re­­gione) e Giuseppe Guerra (di­­ret­tore generale dell’Asl Cn1). Andiamo con ordine. Manca il personale sanitario in base ai numeri: sarebbero utili 90 operatori, ma ne esistono solo 26. Come fare? Si diminuiscono i punti con la presenza del medico, scelta valutata come l’unico metodo per «assicurare un’azione valida, organizzata e costante».
LO SCHEMA HUB: CINQUE BASI AVANZATE E AUTO-MEDICA
La delibera di giunta regionale ipotizza un impianto con 14 basi di soccorso avanzato “h24” a livello regionale, 2 basi “h12” e un comando centrale, che corrispon­derebbero a un’occupazione temporale di 140.160 ore all’anno. La realtà dice che ad aprile 2026 l’occupazione era di 88.000 ore, a giugno scende a sole 80.106 ore. Occorre intervenire. Marraccini: «Il metodo non può che essere la mobilità dei medici ovunque a scacchiera, anche in luoghi a bassa densità, all’addensamento delle scarse risorse curanti in centri hub». Questi centri geografici sarebbero forniti di auto-medica, definito un «veicolo di aiuto scattante e veloce, che può trasportare il dottore velocemente dove richiesto». Il progetto prevede «L’assicurazione di avere sempre (h24, 7/7) e velocemente le capacità di medici quando siano utili».
LE CINQUE BASI ASA CUNEESI
Lo «schema hub» prevede l’«addensamento progressivo delle risorse curanti in centri geografici, che nel futuro prossimo potranno diventare basi di Asa, cioè con il veicolo soccorso avanzato a Borgo San Dalmazzo, Saluzzo, Genola, Verduno e Ceva, con una distribuzione geograficamente equilibrata e tecnicamente facilitata delle basi hub. A queste si aggiunge un comando centrale «h24». Per assicurare «l’erogazione di cure in urgenza in tempi adatti anche per le zone più remote», il progetto integra la rete di elisoccorso provinciale. Molti Comuni si sono già preparati con aree per l’elicottero di Levaldigi: ad esempio 16 minuti per Crissolo, 17 per Cortemilia. Si tratta di un «programma pilota, da estendere gradualmente a tutta la provincia». L’operatività di queste 5 postazioni è strettamente interconnessa al servizio di elisoccorso regionale, per assicurare le competenze mediche avanzate su tutto il territorio dell’Asl Cn1.
A supporto della rete di emergenza, gli ospedali come Savigliano, Mondovì, Ceva e Saluzzo fungono da nodi di primo e secondo livello per stabilizzare i pazienti. L’hub principale di diagnostica specialistica e di laboratorio resta l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo.
Fin qui l’illustrazione del piano. Alcuni sindaci hanno già, in qualche modo sollevato alcune questioni, anche se “non esiste ancora un documento comune con le osservazioni puntuali”, assicura Franco Bosio, sindaco di Monastero Vasco e amministratore comunale referente per il quadrante sud est. Il collega di Garessio, Luciano Sciandra, ha ribadito
l’esigenza di essere base di auto-medica, per le distanze e gli incidenti sulla strada statale 28: le distanze che separano il pronto soccorso dell’ospedale di Mondovì, DEA di 1° livello e i Comuni di Alta Valle non sono elementi che si possono ignorare. Sulla stessa linea la sindaca di Priola Laura Canavese. Una maggiore attenzione ai Comuni di montagna l’ha chiesta anche Stefania Dalmasso, sindaco di Piasco e vice-presidente provinciale di Uncem.
64 SINDACI UNITI PER PROTEGGERE GLI OSPEDALI DI MONDOVÌ E CEVA
Non solo il futuro del 118. A lato dell’incontro convocato in Provincia, l’attenzione si è focalizzata anche sugli ospedali di Mondovì e Ceva. Franco Bosio, presidente del Comitato dei sindaci del distretto Socio-Sanitario Sud-Est dell’Cn1 Asl Cn1 ha consegnato a Riboldi il documento firmato da 64 sindaci. Esprime «la più chiara opposizione a ogni ipotesi di riduzione e diminuzione delle azioni e delle specialità presenti dentro gli ospedali di Mondovì e Ceva».
RADIOLOGIA DI MONDOVÌ IN DIFFICOLTÀ
Tra i temi trattati figura anche la mancanza di operatori sanitari, richiamata dal sindaco di Mondovì Luca Robaldo: «Vogliamo sapere quali azioni si stanno attivando per trovare l’operatore che manca». Una preoccupazione che trova la sua forma più evidente nella situazione della Radiologia dell’ospedale di Mondovì, dopo l’allontanamento del capo della struttura (in scadenza il 1° luglio) e di tre medici radiologi che non saranno più presenti nei prossimi giorni. Difficoltà anche per Neurologia, Chirurgia e DEA, la mancanza di personale medico e infermieristico, la perdita di figure professionali apicali considerate punti di riferimento.
Riboldi, da Cuneo, si è spostato a Mondovì, dove in municipio ha incontrato, a porte chiuse, il sindaco Robaldo e i capigruppo consiliari che nei giorni scorsi avevano firmato l’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea comunale a protezione dell’ospedale cittadino e delle azioni sanitarie del luogo. «L’assessore regionale ha assunto l’impegno di trovare una soluzione temporanea per affrontare le difficoltà della Radiologia e ha confermato la volontà di continuare il percorso per l’attivazione della perianalgesia», dice Robaldo. Sulla Radiologia, ci sarebbero azioni già avviate per assicurare la continuità assistenziale. È in fase di preparazione il bando per il conferimento dell’incarico di capo della struttura e c’è una convenzione già attiva con Savigliano e con Torino 3 per assicurare ulteriori disponibilità. Nei giorni scorsi era intervenuta anche la presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Asl Cn1 Roberta Robbione: «Siamo convinti che ogni modifica di questa portata debba prevedere un confronto serio con le istituzioni del luogo». Mentre il distretto di Mondovì ha già fornito i propri “desiderata”, il distretto Sud-Ovest (che include Cuneo e Borgo San Dalmazzo) for­mulerà i propri documenti ufficiali entro la fine del mese.


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 Gianni Scarpace

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