Nereto. Un passaggio fondamentale che chiude un contenzioso che si trascinava avanti da tempo, archivia definitivamente i conti con il passato e che, nella sostanza, mette anche al sicuro i conti del Comune qualora la causa fosse andata avanti fino in Cassazione (con esito negativo per l’Ente), così come era stata già calendarizzata nei prossimi giorni.
Nell’ultima seduta consiliare a Nereto, con i soli voti di maggioranza, è stata chiusa, con il riconoscimento del debito fuori bilancio,, una vertenza di lungo corso e che rappresentava un rischio significativo per i conti dell’Ente. In pratica la vicenda legata all’esproprio di alcune aree della nuova zona produttiva, figlia di scelte di precedenti amministrazioni: espropri e occupazioni d’urgenza negli anni dal 2002 al 2007 senza i dovuti accantonamenti.
Il sindaco Daniele Laurenzi, con un post sui social, nel ricostruire la vicenda ha parlato di ” un atto di profonda responsabilità èer gestire l’ennesima eredità pesante”.
In caso di esito sfavorevole in Corte di Cassazione (udienze era previste per il 26 giugno 2026), il Comune avrebbe rischiato un’esposizione spaventosa, stimata dal legale tra 1,2 e 4,5 milioni di euro. Per questo tipo di debiti vi è il divieto di legge di contrarre mutui: avremmo dovuto attivare le procedure di legge con la predisposizione di un piano di riequilibrio decennale dei conti, con risorse correnti sottratte per 10 anni ai servizi, mandando il Comune in pre-dissesto”.
E sotto questo aspetto il sindaco, assistito dallo studio legale Pietro Referza, ha definito un accordo importante per l’Ente e anche la controparte, assistitita dallo studio legale Fagotti e in questo ultimo passaggio dal prof. avv. Giovanni Arieta.
“Per mettere in sicurezza Nereto, abbiamo scelto la via della prudenza e della sana gestione finanziaria, approvando un accordo transattivo e il contestuale riconoscimento del debito fuori bilancio (ex art. 194 TUEL) da 700.000 euro, rateizzato in tre anni e coperto dall’apposito fondo contenzioso che avevamo prudentemente accantonato”, prosegue il sindaco. “L’accordo prevede la rinuncia incrociata ai giudizi pendenti e la restituzione delle aree alla controparte, con la drastica riduzione del rischio economico per il Comune.
Spiace registrare l’astensione dei consiglieri di minoranza che avrebbero potuto e dovuto assumere congiuntamente alla maggioranza quella responsabilità spesso richiamata e poco praticata.
Un ringraziamento sincero va alla controparte, che ha dimostrato di avere a cuore il destino della comunità accettando un accordo sostenibile, e agli uffici comunali, al segretario comunale, all’assessore Alberto Di Gaetano, ai legali della controparte e al legale del comune l’Avv. Pietro Referza per l’eccellente lavoro”.
La gestione degli ultimi 8 anni. In otto anni alla guida di questa comunità, la nostra amministrazione ha dovuto riconoscere e sanare oltre 1 milione e duecentomila euro di debiti ereditati, a cui oggi si sommano questi ulteriori 700.000 euro. Si tratta di ingenti risorse accantonate sulla parte corrente grazie a una gestione virtuosa e attenta, e ai necessari correttivi al bilancio adottati per tempo (in primis, purtroppo, la contrazione delle spese). Ogni euro speso del bilancio parte corrente per riparare i disastri del passato è un euro tolto alle manutenzioni, ai quartieri, allo sport, alla cultura e al sociale.
Il rigore e la fermezza di oggi sono l’unica cura per sanare i guasti del passato.
Eppure, in questi anni, siamo stati capaci di attrarre oltre dieci milioni di euro di finanziamenti sovracomunali. sovracomunali, in primis per la messa in sicurezza delle nostre scuole e per diversi interventi sul territorio che stanno vedendo la luce.
Con la stessa concretezza, abbiamo ceduto all’ANAS la viabilità della nuova zona industriale e dopo anni quella strada è stata asfaltata. Dopo anni proprio quell’area, un tempo deserto, oggi è finalmente produttiva: le attività vi si sono insediate stabilmente grazie alle nostre azioni, non per ultima la nuova rotatoria realizzata in prossimità dello stadio da Anas con il supporto determinante della Regione Abruzzo.
Finanziamenti considerevoli per la dimensione del nostro territorio, risorse fondamentali vista la situazione del nostro bilancio, letteralmente affossato dai contenziosi generati, tutti, tra il 2002 e il 2007, riguardanti la gestione del personale dipendente a tempo determinato e la nuova zona produttiva.
A beneficio di qualche distratto, è opportuno ribadire un dato di fatto innegabile: da ormai otto anni questa amministrazione si trova a dover affrontare la sfida dei contenziosi, una mole impressionante di temi, problemi e complesse procedure interamente ereditate dal passato. Ci siamo fatti carico di questa pesante eredità con responsabilità e continuiamo a farlo ogni giorno.
Tuttavia, è evidente che la risoluzione di questi fardelli storici finisca spesso per sottrarre tempo prezioso alla gestione quotidiana e all’attuazione del nostro programma amministrativo. Si tratta di veri e propri nodi burocratici e legali che letteralmente “sequestrano” il sindaco, gli amministratori e gli uffici comunali, rallentando la cura quotidiana del territorio e la realizzazione dei nostri più importanti progetti per il futuro”.
Altro atto approvato. Nella stessa seduta consiliare. Nella stessa seduta consiliare è stato chiuso definitivamente anche il capitolo Banca Mps e del contratto derivato Swap acceso nel 2007.
Il consiglio comunale, anche qui con i soli voti della maggioranza, ha approvato una seconda fondamentale delibera prendendo ufficialmente atto della sottoscrizione della transazione con Banca Monte dei Paschi di Siena (relativa al giudizio pendente al Tribunale di Siena promosso dal sindaco Laurenzi).
“A seguito di un apposito atto di indirizzo e della delibera autorizzativa della giunta vomunale, ho firmato un accordo che mette definitivamente la parola “fine” a una vicenda nata nell’ormai lontano 2007. Questa delibera produce effetti straordinari per la tutela delle nostre casse.
Questa volta l’incasso è a favore del Comune: la banca restituirà all’Ente la somma di € 200.474,46 (di cui € 190.000,00 a titolo di sorte capitale e la restante parte per interessi legali) e viene disposto il definitivo abbandono della causa civile a spese compensate. Cosa più importante, viene sancita l’estinzione e risoluzione anticipata del contratto di Interest Rate Swap Multifase. Eliminiamo così, una volta per tutte, i rischi finanziari legati a questo strumento potenzialmente tossico ereditato dal passato”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione CityrumorsAbruzzo
Source link
