Il punto su una stagione che si preannuncia impegnativa. A disposizione 14 elicotteri e tre canadair.
La Sardegna si prepara ad affrontare l’estate 2026 con un dispositivo antincendio rafforzato, nuove regole di prevenzione, l’arrivo di squadre europee e una riforma complessiva del sistema regionale di Protezione civile. Ma alla vigilia dei mesi più critici, mentre la macchina organizzativa si potenzia sul fronte dei mezzi e del coordinamento, resta aperto il nodo del personale del Corpo forestale tra carenze di organico, età media elevata e mezzi insufficienti.
Il quadro di partenza e quello di una stagione che si annuncia impegnativa. Il cambiamento climatico, l’aumento degli incendi boschivi, la maggiore frequenza degli eventi meteorologici estremi e i rischi legati al dissesto idrogeologico hanno spinto il Consiglio regionale ad approvare all’unanimità la riforma organica del sistema di Protezione civile, superando una normativa ferma da 37 anni. La nuova legge, articolata in 39 articoli, recepisce il Codice nazionale della Protezione civile e lo adatta alla realtà territoriale e all’insularità della Sardegna, puntando non solo sulla gestione delle emergenze ma su tutto il ciclo del rischio: prevenzione, preparazione, risposta e ritorno alla normalità.
Tutte le regole e divieti antincendio fino al 31 ottobre
Sul piano operativo, la Regione ha intanto approvato le nuove prescrizioni antincendio del Piano 2026-2028. Il periodo di elevato pericolo resta fissato dal 1 giugno al 31 ottobre, con eventuali modifiche in base all’andamento stagionale. Vengono confermati gli obblighi di pulizia dei terreni, le fasce di protezione intorno a edifici e infrastrutture e le regole sulle fiamme utilizzate in agricoltura. La novità principale riguarda le strutture turistico-ricettive: le misure di sicurezza vengono estese in modo esplicito anche ai parcheggi e alle aree di sosta al servizio delle località costiere, con fasce parafuoco, superfici sgombre da vegetazione secca e almeno due accessi su fronti contrapposti per favorire eventuali vie di fuga. Giovedì la Regione Sardegna ha pubblicato i contenuti multimedia per sensibilizzare le persone sulle buone pratiche per prevenire i roghi.
Elicotteri, super puma e canadair: i mezzi aerei a disposizione per la Sardegna
A sostegno della campagna regionale antincendi viene rafforzata anche la flotta aerea. A regime il sistema regionale potrà contare su 12 elicotteri: nove mezzi leggeri da circa 900 litri, un AB412 da 1.200 litri e due elicotteri pesanti Super Puma capaci di trasportare fino a 4 mila litri d’acqua. Uno dei due Super Puma e già operativo nella base di Fenosu fino al 24 settembre, mentre il secondo entrerà in servizio ad Alà dei Sardi dal 30 giugno al 4 settembre. La scelta di differenziare i tempi di impiego dei due mezzi punta a garantire una copertura più lunga nel centro dell’isola e maggiore flessibilità durante tutta la stagione.
Al dispositivo regionale si aggiunge il concorso della flotta nazionale coordinata dalla Protezione civile. Entro il 1 luglio saranno tre i Canadair basati a Olbia, affiancati da due elicotteri AW139 dell’Esercito e dell’Aeronautica militare già dislocati tra Elmas e Decimomannu. Il primo assetto nazionale entra in servizio dal 15 giugno.
In arrivo gli esperti europei
Tra le novità dell’estate 2026 c’è anche il coinvolgimento diretto dell’Unione europea. Dopo la sperimentazione del 2025 con un modulo francese nel sud dell’isola, la Sardegna e stata inserita tra i territori ospitanti del programma europeo di preposizionamento delle squadre antincendio boschivo nell’ambito del meccanismo europeo di Protezione civile. Dal 16 luglio al 31 agosto nell’isola opereranno circa 120 esperti provenienti da Francia, Austria ed Estonia, chiamati a supportare l’apparato regionale nel periodo di maggiore rischio. Prima dell’avvio del progetto è prevista una missione tecnica di coordinamento per definire logistica, basi operative e integrazione con le strutture sarde, dal Corpo forestale all’Agenzia Forestas, fino ai Vigili del fuoco e al volontariato di Protezione civile.
Volontariato e personale
Proprio il volontariato rappresenta uno dei cardini del nuovo modello regionale. La riforma della Protezione civile (ne abbiamo parlato qui) attribuisce alle organizzazioni un ruolo strutturale, con forme di rappresentanza dedicate e la possibilità di convenzioni con la Direzione generale, mentre sul piano operativo e già partito il nuovo percorso formativo specifico sulla sicurezza ad alto rischio, rivolto in via prioritaria ai volontari impegnati nell’antincendio boschivo. Accanto al rafforzamento del sistema, pero, emerge con forza la questione del personale. Secondo i sindacati, a fronte di una dotazione organica di 1.380 unita, gli effettivi in servizio sarebbero oggi meno di mille, con oltre la meta del personale sopra i 60 anni. A pesare, denunciano, sono anche il ritardo nel rinnovo contrattuale, le visite di idoneità non sempre tempestive, la presenza di operatori non più impiegabili nella lotta attiva alle fiamme e un parco mezzi considerato in diversi territori obsoleto. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono assunzioni straordinarie e un ricambio generazionale, sostenendo che i nuovi ingressi già avviati non saranno sufficienti a compensare i pensionamenti previsti nei prossimi anni. Una criticità che rischia di riflettersi proprio sull’efficacia del sistema nel momento di massima esposizione al rischio.
La stagione inizia con la tragedia di Quartu
Che la stagione sia gia cominciata lo dimostrano anche i primi episodi gravi. A Quartu Sant’Elena, in localita Santu Lianu, un incendio divampato tra cortili, abitazioni e un capanno ha provocato la morte di Michele Podda, pensionato di 81 anni ed ex sindaco di Ollolai, che ha tentato di spegnere le fiamme con mezzi di fortuna rimanendo intrappolato prima dell’arrivo dei soccorsi.
Nel complesso, la Sardegna arriva all’appuntamento con i mesi più delicati dell’anno con una macchina antincendio più articolata rispetto al passato: più mezzi aerei, supporto europeo, una nuova architettura della Protezione civile e prescrizioni aggiornate. Ma la tenuta reale del sistema passera, ancora una volta, dalla capacita di tradurre la pianificazione in presenza effettiva sul territorio, coordinamento operativo e personale sufficiente per affrontare una minaccia che, anno dopo anno, diventa sempre più strutturale.
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